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Marketplace digitali, classifica mondiale e strategie per PMI

di Redazione PMI.it

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Top ten e marketplace di settore: rapporto ICE, classifiche Brandon Group e analisi strategica di Paola Marzario per l'e-commerce delle PMI.

Tutti conoscono Amazon e eBay ma forse non hanno le idee altrettanto chiare su Taobao o Aliexpress. E poi ci sono Zalando o Spartoo per la moda, Best Buy per l’elettronica, Wayfair per l’oggettistica per la casa. I marketplace digitali nel mondo sono ormai consolidati e ben segmentati, rappresentando un’occasione di business per le PMI italiane che, pur essendo (spesso) esportatrici, in una buona metà dei casi non fanno commercio elettronico.

I dati emergono dal tradizionale rapporto ICE, giunto nel 2020 alla 34esima edizione, durante la presentazione del quale Paola Marzario, founder e Presidente di BrandOn Group, ha sottolineato i vantaggi della digitalizzazione dei canali di vendita per le PMI italiane, presentando una mappa dei principali marketplace internazionali, generalisti e di settore.

«La crescente accessibilità ai mercati internazionali che ICE sta agevolando per promuovere il Made in Italy grazie a importanti accordi con i marketplace internazionali è senza dubbio un vantaggio che le imprese devono poter sfruttare al meglio», sottolinea l’imprenditrice, ponendo anche l’accento sulla necessità di fare formazione alle imprese, ad esempio da parte delle istituzioni, e fornendo una serie di consigli strategici.

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Marketplace generalisti

Partiamo dalle classifiche. La top ten dei marketplace generalisti a livello internazionali, in base al numero di visite:

  1. Amazon: colosso USA fondato da Jeff Bezos nel 1994, all’inizio era una libreria online, oggi è la prima internet company del mondo;
  2. Paypay Mall: nato come sistema di pagamento, è anche uno shop online;
  3. Ebay: altro colosso americano molto noto, fondato nel 1995 da Pierre Omidyar;
  4. Mercado Libre: multinazionale argentina, fondata da Marcos Galperin ai tempi in cui era uno studente di Stanford (USA), nel 2007 è stata la prima azienda tecnologica latinoamericanas a quotarsi al Nasdaq;
  5. Aliexpress: markeplace cinese, di proprietà di Alibaba;
  6. Rakuten: colosso giapponese del commercio elettronico;
  7. Taobao: altro marketplace di Alibaba, concentrato sul segmento consumer;
  8. Walmart.com: marketplace del colosso del retail americano;
  9. JD.com: altro player cinese delle-commerce;
  10. Shopee: fondata nel 2015 a Singapore, in breve tempo diventato un player internazionale.

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Marketplace di settore

C’è una top ten mondiale per la categoria fashion:

  1. Zalando: società tedesca nata nel 2008, ha iniziato con l’e-commerce di scarpe, poi si + estesa all’intero settore moda;
  2. Asos: marketplace britannico si moda, accessori, beauty, motlo concentrato sul target dei giovani;
  3. Myntra: colosso indiano di Bangalore, vende moda, accessori, beauty, prodotti per la casa.
  4. Poshmark: piattaforma amerciana di social commerce;
  5. Dafiti: colosso brasiliano di moda e lifestyle;
  6. Farfetech: luxury fashion retail platform basata a lOndra, fondata nel 2007 da un imprenditore portoghese, José Neves;
  7. Lamoda: palyer russo della moda online;
  8. Privalia: fa parte di Veepee, colosso dell’ecommerce francese;
  9. Zalora: player del Sud Est asiatico con sede a Singapore;
  10. Spartoo: marketplace francese, moda e accessori.

Ci sono poi le top five per altri tre segmenti: elettronica, oggettistica per la casa, libri.

Elettronica Oggetti casa Libri
1) Best Buy Wayfair Barnes and Noble
2) Newegg Manomano Abebooks
3) G2a.com Houzz Zvab
49 Digitec Conforama Alibris
5) Game Nature & Découvertes Biblio.com

Lo studio di Brandon Group fornisce anche altre indicazioni relative a principali mercati di riferimento, classifiche territoriali, numeri di visite. Per quanto riguarda il mercato europeo, i primi due marketplace sono Amazon ed eBay, seguiti da Aliexpress. Al quarto si attesa un marketplace polacco, Allegro, che non è presente nella top ten internazionale.

Ecco, infine, un grafico sui primi 50 marketplace del mondo (come si può notare, non c’è nemmeno un player italiano).

Strategie per le PMI

Marzario ritiene fondamentali i programmi di formazione per le PMI, in primis «per abbassare il tasso di abbandono delle piattaforme digitali a un anno di distanza dalla loro adozione». E qui c’è il primo consiglio strategico: «un’azienda deve approcciarsi al mondo dei marketplace con una prospettiva di lungo periodo, investendo tempo e risorse economiche nell’adozione di soluzioni tecnologiche, nella soluzione di problematiche logistico-operative e nella formazione del personale».

Alcuni passaggi fondamentali per raggiungere gli obiettivi di vendita con l’e-commerce:

  • digitalizzazione dei cataloghi,
  • descrizione in chiave SEO dei prodotti;
  • definizione della strategia di vendita online;
  • logistica;
  • pricing dinamico;
  • gestione dei feed;
  • analisi dei big data;
  • customer care;
  • gestione dei resi e del post vendita.

Il problema è che «nella gran parte dei casi, tuttavia, le aziende non possiedono le competenze e le capacità di investimento per affrontare un processo di digitalizzazione dei propri canali in autonomia, soprattutto se spinte a farlo in una condizione insolita di emergenza come quella attuale». In generale, può essere utile rivolgersi agli esperti del commercio digitale e dell’internazionalizzazione.

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