Qonto, e-banking per PMI e Partite IVA

di Barbara Weisz

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Strategia e vision di Qonto, fintech che offre un conto corrente dedicato a imprese e Partite IVA: PMI.it incontra il country manager Mariano Spalletti.

«Facciamo risparmiare tempo alle aziende, semplificando la quotidianità bancaria a 360 gradi». Così Mariano Spalletti, country manager di Qonto, presenta la fintech francese da poco sbarcata in Italia con un servizio interamente rivolto al mondo business, quindi PMI e Partite IVA (non è utilizzabile dai privati).

Primo punto di forza è la velocità: il conto è interamente digitale a partire dall’apertura, e l’operatività garantisce le operazioni in tempo reale. Poi la user experience, rendendo l’interfaccia del banking b2b intuitiva e rapida come nel b2c.  Infine, il servizio clienti che garantisce risposte in 15 minuti.

Proponecon caratteristiche mirate al target. Ad esempio: «il conto è multiutente, a ogni singolo IBAN posso associare diversi collaboratori, ognuno di quali ha una sua carta nominativa. A ogni carta possono abbinare determinate caratteristiche, con ruoli e tetti di spesa prefissati».

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Non bisogna anticipare liquidità (si paga direttamente con la carta associata al conto aziendale) e non serve rendicontare all’amministrazione, che automaticamente riceve scontrini e ricevute. Tra i servizi aggiuntivi, infatti, c’è la gestione delle note spese. «Basta fare l’upload di uno scontrino con una semplice fotografia e inviarlo all’amministrazione». E’ possibile fare lo stesso con il commercialista (opzione tipica del libero professionista).

Queste le caratteristiche di fondo, ma (par di capire) gli sviluppi futuri sono molteplici. In generale, l’approccio aziendale appare molto flessibile, partendo dall’ascolto dei clienti con l’obiettivo di creare valore e facilitare lo sviluppo del business.

L’Italia è il secondo mercato su cui l’azienda punta, e vista l’alta concentrazione di PMI la scelta è strategica. Qonto sta per sbarcare anche in Spagna e ha programmi di espansione e potenziamento del servizio. Ad esempio, attraverso partnership con altre fintech, che possano portare a nuovi servizi (ad esempio, il lending, ovvero la concessione di prestiti).

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L’obiettivo è semplificare la gestione del conto bancario business puntando sul servizio, che non è low cost e si differenzia anche strutturalmente da un normale conto corrente. Per intenderci, diversamente dalle banche, Qonto non utilizza la liquidità dei depositi dei correntisti (effettivamente è come averla nel cassetto). In qualità di istituto di pagamento che opera sotto la supervisione della Banca di Francia, sono poi assicurate le garanzie di fondo offerte da qualsiasi conto corrente (tutela fino al tetto di 100mila euro anche nel caso di fallimento dell’azienda).

Qonto è nata nel 2017 da un’idea dei due startupper Steve Anavi e Alexander Prot, rispettivamente presidente e Ceo. Così come è un giovane startupper Mariano Spalletti. Tutti d’accordo che l’obiettivo è colmare la mancanza di servizi business adeguati alle esigenze delle PMI sul mercato. In Francia l’azienda ha raggiunto i 40mila clienti, prima fintech b2b a ottenere la licenza di istituto di pagamento.

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