Innovation management: i processi a supporto

di Redazione PMI.it

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Adriano La Vopa (Smartangle): più consapevolezza, tra imprenditori e manager, sul ruolo chiave dei processi aziendali nei percorsi di innovazione, così che non restino un successo isolato o una mera strategia di marketing.

Cos’è l’innovazione? Avrete sentito spesso questa domanda, con altrettante risposte in base alle più svariate interpretazioni. Siamo però tutti d’accordo sul fatto che non sia semplicemente creatività quanto piuttosto:

un metodo per far evolvere un’idea dal momento della sua generazione fino al lancio sul mercato.

Partendo da questa definizione, una delle più condivise nella letteratura dell’innovation management (gestione dell’innovazione), cerchiamo di capire come i processi aziendali siano fondamentali per qualsiasi azienda che voglia innovare con continuità.

Mi è capitato spesso che, alla domanda “Avete un processo di gestione dell’innovazione?” mi sia stato risposto in maniera evasiva o addirittura “Assolutamente no!”. Perciò credo sia abbastanza radicata tra le aziende italiane, non solo tra le PMI, questa lacuna. Quando invece, per qualsiasi azienda che voglia innovare, è necessario avere un approccio sistematico e non “opportunistico”. Quindi, un processo di innovazione, più o meno dettagliato, da definire e divulgare in tutta l’azienda. Proviamo a capire come.

=> Open innovation come acceleratore di impresa

Opportunismo vs. Sistematicità

Molte aziende quando innovano, adottano un approccio basato sull’opportunità del momento, magari spinta dalla necessità di migliorare un prodotto. Il principio non è sbagliato, ma va bene per aziende che creano un prodotto nuovo solo ogni tanto. Per quelle che sono alla ricerca continua di soluzioni nuove, indipendentemente dal business (B2B o B2C), l’approccio opportunistico deve trasformarsi in sistematico, con una struttura, un metodo ed un processo. Chiarito questo presupposto, bisogna capire come fare.

Creare un processo di innovazione

Il primo passo è basarsi sull’esperienza maturata. Ma fatto ciò bisogna chiedersi cosa succede nel momento in cui l’azienda cresce e servono diversi team di progetto o di innovazione. Come capire le modalità con cui questi progetti vanno gestiti? Con qualche infarinatura o certificazione di Project Management? Non credo.

La risposta la troviamo nel processo aziendale di innovazione, ovvero in una serie di attività che permettano a qualunque in azienda di sapere cosa fare, quali funzioni coinvolgere, quali documenti usare o produrre, a quali risultati mirare. In questo modo si riesce a dare una struttura al flusso di lavoro, rendendo sistematico l’approccio inizialmente sviluppato per un progetto di innovazione per migliorare un nuovo prodotto, inventare un servizio, sviluppare un’applicazione digitale, e così via.

Il processo: linguaggio aziendale comune

Quando parliamo di processo, parliamo di struttura e metodo formale: questo richiede di adottare in azienda uno stesso “linguaggio” , che renda più semplice la comprensione di obiettivi e attività.

In molte occasioni ho riscontrato che in azienda c’è poca interazione tra funzioni e ruoli diversi, molto viene dato per scontato (es.: dal senior al junior). Lasciare le cose al caso o al buon senso è un’arma a doppio taglio, per la soggettività del buon senso e perché le incomprensioni sono all’ordine del giorno. Quindi, parlare la stessa “lingua” (uno stesso metodo di lavoro chiaro e unico), facilita lo svolgimento dei compiti e le connessioni interne nel momento in cui vengano prodotti risultati.

Processi e cultura aziendale

Ovviamente, il processo non è la panacea per la cura di tutti i mali aziendali: al processo vanno connessi strumenti, metodologie e comportamenti che rientrano in una definizione cara all’innovazione: cultura aziendale, il supporto migliore che possa avere un processo di innovazione perché, una volta creato, deve essere sostenibile, deve essere divulgato, utilizzato e soprattutto capito.

Una cultura aziendale aperta all’innovazione gioca a favore del processo di innovazione. Spesso, è quest’ultimo a fungere dfa leva del cambiamento. Dunque, uno strumento di lavoro potente, che come tale deve essere utilizzato a supporto di un lavoro efficace (un lavoro lean).

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*di Adriano La Vopa, fondatore di Smartangle (www.smartangle.it), esperto di innovation management e processi aziendali per l’innovazione, open innovation e trasformazione strategica.