L’inizio del 2026 segna una fase di assestamento per il mercato dei mutui in Italia. Dopo mesi di progressiva riduzione dei tassi, a gennaio emerge un primo segnale di stabilizzazione, con lievi rialzi su alcune durate e una maggiore prudenza da parte delle famiglie nelle nuove richieste di finanziamento.
Mutui: stop alla discesa dei tassi
Il calo dei tassi sui mutui che ha caratterizzato gran parte del 2024 e del 2025 mostra dunque segnali di esaurimento. A gennaio 2026 il costo medio dei nuovi mutui non registra più riduzioni significative e, in alcuni casi, evidenzia piccoli aggiustamenti al rialzo. Non si tratta di un’inversione netta ma di un rallentamento della fase favorevole che aveva sostenuto le nuove erogazioni.
A gennaio 2026 si risparmia su prima casa green a tasso fisso
A gennaio 2026 le condizioni più favorevoli sui mutui si concentrano sulle operazioni di acquisto della prima casa e sugli immobili ad alta efficienza energetica. Le offerte a tasso fisso per la prima casa mostrano TAN medi che si collocano indicativamente tra il 2,7% e il 3%, con i mutui green che, in diversi casi, si posizionano nella fascia più bassa dell’intervallo. Per le seconde abitazioni e per gli immobili non green, i tassi risultano mediamente più elevati.
Sul fronte dei mutui a tasso variabile, i valori restano più eterogenei: le offerte più competitive si muovono intorno al 2,5-2,8%, ma la convenienza è fortemente legata al profilo del mutuatario e alla capacità di sostenere eventuali rialzi futuri. Il risparmio, più che da un calo generalizzato dei tassi, deriva quindi dalla tipologia di immobile e dalla finalità del finanziamento.
Tasso fisso dominante tra le famiglie
La preferenza per il tasso fisso resta marcata. Le famiglie continuano a privilegiare soluzioni che garantiscano stabilità nel tempo, anche a fronte di condizioni meno vantaggiose rispetto ai minimi toccati nei mesi precedenti. Il variabile, pur tornando a essere valutato, rimane una scelta minoritaria.
Richiesta di mutui sempre sostenuta
Nonostante il contesto meno favorevole sul fronte dei tassi, la domanda di mutui continua a mostrare una buona tenuta. Le richieste sono sostenute sia da chi acquista casa sia da chi valuta operazioni di surroga o rinegoziazione, dopo aver beneficiato delle condizioni migliori offerte nel biennio precedente.
Il credito resta accessibile, ma la sensibilità al costo complessivo del finanziamento è aumentata.
Domanda più selettiva, importi più contenuti
Uno degli elementi che emerge con maggiore chiarezza a gennaio 2026 è l’attenzione crescente agli importi finanziati. Le famiglie tendono a ridurre la quota di debito, privilegiando durate sostenibili e un rapporto rata-reddito più prudente. Questo comportamento segnala un cambio di approccio rispetto alla fase espansiva precedente.
Effetti sul mercato immobiliare
La stabilizzazione dei tassi incide anche sul mercato immobiliare. La domanda non si interrompe ma diventa più selettiva, con tempi di decisione più lunghi e una maggiore attenzione al prezzo finale dell’immobile. Il mutuo resta centrale nella scelta di acquisto, ma non è più l’unico fattore abilitante.
Uno scenario di equilibrio fragile
Gennaio 2026 restituisce l’immagine di un mercato dei mutui in equilibrio delicato. I tassi non sono più un fattore di spinta automatica, ma neppure un freno strutturale. La tenuta della domanda dipenderà dalla capacità delle famiglie di assorbire costi leggermente più alti e dalla stabilità del quadro macroeconomico nel corso dell’anno.