Da anni le imprese italiane si dimostrano più forti delle numerose incertezze nello scenario internazionale, macroeconomico e geopolitico. Le PMI, grazie alla loro forza, adattabilità e capacità di resistenza non solo hanno superato le crisi, ma sono riuscite ad affermarsi come eccellenze a livello globale. Ora la competitività delle imprese italiane sui mercati internazionali si gioca sulle sfide dell’innovazione, della qualità e sulla concorrenza sul fronte di produzione e prezzi. Tutti elementi su cui i mercati dei capitali possono dare un contributo decisivo per il successo e la crescita.
In questo senso, chi sta puntando attivamente sulle PMI italiane sono i fondi di private equity. Il primo semestre 2025 ha visto 229 deal, in crescita del 17% rispetto a un anno prima. Investimenti che spesso hanno visto multipli più alti rispetto a quelli su cui trattano le PMI quotate a Piazza Affari. Un apparente paradosso, indicativo però di come ad oggi la Borsa non riesca a far esprimere appieno le potenzialità delle eccellenze italiane della piccola e media impresa. Questo nonostante un contesto normativo e fiscale che sempre più cerca di favorire lo sbarco delle PMI sui mercati pubblici, dall’ormai storico Bonus IPO all’attività del fondo nazionale strategico attualmente in procinto di partire.
Uno scenario complesso, ricco di sfide sul fronte dello sviluppo e della crescita delle imprese, di opportunità nascoste nelle asimmetrie dei mercati e di bisogni legati alla protezione e valorizzazione patrimoniale. Temi su cui il settore del private banking si sta affermando da tempo come un partner chiave per gli imprenditori lungo l’intero ciclo di vita aziendale.
Tra le banche private si distingue Banca Generali, che della vicinanza alle aziende, agli imprenditori e ai professionisti ha fatto negli anni uno dei punti di forza del proprio modello d’offerta, grazie all’ampia gamma di servizi nel “wealth management” e nel corporate advisory.
“I private banker ricoprono sempre più un ruolo strategico per chi fa impresa, grazie al rapporto fiduciario e alla loro prospettiva priva di conflitti d’interesse, pienamente allineata agli obiettivi dell’imprenditore. Dalle operazioni straordinarie al riassetto di governance, anche in chiave successoria, il punto di vista del banker che cura gli interessi patrimoniali della famiglia imprenditoriale è e cruciale”, spiega Leandro Bovo, Head of Wealth & International Advisory diBanca Generali.
Operazioni straordinarie come fusioni, acquisizioni o riorganizzazioni, sono spesso caratterizzate da una notevole complessità, sia sotto il profilo normativo sia organizzativo e finanziario. In questo contesto, la presenza di professionisti esperti, dotati di una profonda conoscenza delle normative fiscali, civilistiche e contabili (dalle implicazioni fiscali dell’ingresso di un fondo, all’accessibilità del patrimonio d’impresa a livello familiare), rappresentano un punto di riferimento fondamentale per supportare imprenditori e aziende nei passaggi più delicati.
“I nostri professionisti incontrano tante aziende che chiedono sostegno nello studio di potenziali azioni strategiche e di essere affiancate da partner d’eccellenza per ciascuna esigenza specifica, coordinandosi anche con i professionisti che svolgono un ruolo cruciale nelle operazioni straordinarie d’impresa a sostegno dei clienti imprenditori”, prosegue Bovo.
La collaborazione sinergica tra banker, corporate advisory e altri professionisti consente così di affrontare con successo le complesse sfide delle operazioni strategiche nel pieno interesse dell’imprenditori e dell’impresa, cogliendo appieno le opportunità offerte dai mercati dei capitali. Il private banker si propone quindi come pivot in grado di affiancare imprenditori e professionisti, avvicinando le migliori competenze necessarie a trovare soluzioni alle sfide d’impresa e alle loro implicazioni finanziarie, fiscali e legali.
Una suite di servizi a disposizione delle imprese e dei loro bisogni, basata su un ecosistema aperto di advisory forte di collaborazioni con i migliori fornitori di servizi e soluzioni, in ambiti come il project financing, le operazioni straordinarie, la ricerca di nuovi percorsi di sviluppo e crescita, la corporate finance alternativa al credito bancario e il rafforzamento della governance. A questo ventaglio di servizi si è aggiunta Intermonte, un gioiello della corona che porta con sé tutta una serie di soluzioni nell’area dell’investment banking che aprono a nuove importanti opportunità nel dialogo banker-impresa. La boutique ha portato in dote al gruppo Banca Generali oltre 30 anni di esperienza e un forte track record di aziende accompagnate nel percorso verso i mercati dei capitali e la borsa.
“L’apertura al mercato dei capitali e l’M&A è uno degli elementi alla base di un percorso costruttivo di crescita sostenibile delle imprese, insieme all’adozione delle best practice in termini di governance, alla pianificazione del passaggio generazionale, al costante confronto con le dinamiche di settore e alla ricerca di nuove opportunità di sviluppo. Grazie a partner d’eccellenza, di cui Intermonte è l’esempio più brillante, i private banker possono affiancare gli imprenditori su queste direttrici, nella loro quotidiana ricerca di ricerca di competitività e crescita. Questo perché crediamo che la protezione patrimonio dei clienti imprenditori non possa prescindere dalla tutela e dalla crescita dell’azienda”, conclude Bovo.