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Energia, trasformatori elettrici: proteste contro i dazi UE

di Barbara Weisz

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ANIE Energia contro i dazi europei sulle importazioni di lamierini utilizzati per produrre i trasformatori elettrici: un danno gravissimo, maggior attenzione dalle istituzioni.

Proteste da parte dell’industria italiana dei trasformatori elettrici nei confronti dei dazi decisi dall’UE sulle importazioni di lamierini magnetici a grani che vengono utilizzati per realizzare questi prodotti: penalizzano «i costruttori europei di trasformatori elettrici di potenza e distribuzione minandone la competitività a livello globale», sottolinea ANIE Energia, associazione di settore.

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Si tratta della procedura antidumping avviata da Bruxelles il 14 agosto 2014, in base alla quale entro il prossimo 14 maggio 2015 verranno decisi dazi del 28,7% sui prodotti cinesi, tra il 34,2% ed il 35,9% su quelli giapponesi, 22,8% sui prodotti coreani, 21,6% sui prodotti russi e 22% sui prodotti statunitensi. Il Regolamento UE/548/2014 (“modalità di applicazione della direttiva 2009/125/CE del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda i trasformatori di potenza piccoli, medi e grandi”) stabilisce che dal prossimo primo luglio 2015 dovranno essere immessi sul mercato europeo trasformatori con bassi livelli di perdita. Per rispettare questo Regolamento è necessario l’utilizzo di lamierini magnetici a grani orientati ad alta permeabilità e/o laserati, ragion per cui si prevede un incremento della domanda di questi materiali, che difficilmente potrà essere soddisfatta dal fornitore europeo di lamierini. ANIE Energia aggiunge che soprattutto la qualità dei prodotti è un elemento distintivo di alcune società produttrici di lamierino magnetico di Paesi terzi.

Quindi, i dazi:

«Rappresentano un danno gravissimo per l’industria italiana ed europea di trasformatori elettrici, aprendo le porte a un facile ingresso di costruttori di trasformatori di paesi extraeuropei che, non essendo soggetti al dazio su tale prodotto, potrebbero proporre forniture di trasformatori a prezzi decisamente più competitivi rispetto ad un costruttore europeo, generando gravissime ripercussioni in campo economico e sociale».

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In Italia l’industria dei trasformatori occupa circa 4mila addetti diretti e genera un fatturato di circa 600 milioni di euro all’anno, di cui più del 60% è destinato all’esportazione. Analoghe cifre sono stimabili per l’indotto.

«I costruttori di trasformatori italiani hanno sviluppato competenze tecnologiche di altissimo livello imponendosi in maniera significativa sui mercati mondiali con i loro prodotti fortemente innovativi».

I primi effetti delle misure che la Commissione Europea intende prendere, anche se non ancora ufficiali, già si fanno sentire: rialzo dei prezzi e difficoltà nell’approvvigionamento del materiale. ANIE Energia chiede quindi attenzione da parte delle istituzioni verso un settore che è strategico per il sistema elettrico e per gli operatori dei settori energetici e industriali, che rappresentano un’eccellenza a livello mondiale.

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