Editoria in crisi: diritto d’autore per valorizzare il Digitale

di Francesca Vinciarelli

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Editoria tradizionale in crisi nera e comparto Digitale minacciato dalla violazione del diritto d'autore online: il Rapporto FIEG e la Lettera aperta al Governo Letta.

Non si ferma la crisi dell’editoria quotidiana e periodica che negli ultimi 5 anni ha subito un calo di 1 milione di copie. A confermare la situazione di difficoltà che sta attraversando il settore dell’editoria italiana è il Rapporto FIEG su “La stampa in Italia (2010-2012)”.

Il futuro è dunque nell’Editoria Digitale. Anche se, per proteggere il settore, è necessario introdurre maggiori tutele del diritto d’autore online e del copyright su Internet.

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Rapporto FIEG

Sono cinque anni che il consuntivo annuale del settore è negativo: «i quotidiani hanno registrato una flessione delle copie vendute del -6,6%, i settimanali del -6,4% e i mensili del -8,9%. Negli ultimi cinque anni i quotidiani hanno perso oltre il -22% delle copie, più di un milione di persone ha smesso di comprare ogni mattina il proprio giornale», rende noto il presidente della FIEG, Giulio Anselmi.

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La carta stampata è in crisi sia per l’avvento delle tecnologie e la diffusione di Internet – dove i diritti d’autore non risultano sufficientemente tutelati, o meglio vi sono «molteplici fenomeni di sfruttamento parassitario dei contenuti editoriali» come li ha definiti Anselmi – ma anche per la pubblicità che subisce la concorrenza della televisione.

Il 2012 è stato l’anno più nero per la pubblicità sulla carta stampata: 7,442 miliardi di euro di investimenti rappresentano il -14,3% sul 2012, il dato peggiore degli ultimi 20 anni.

=> Leggi la proposta FIEG di una tassa sul diritto d’autore online

Tra le proposte di intervento a favore dell’editoria che la FIEG ha presentato al Governo, per mezzo di una Lettera aperta, ci sono:

  • il riconoscimento di un credito d’imposta per gli investimenti pubblicitari sulla stampa;
  • incentivare la lettura con buoni acquisto per la sottoscrizione di abbonamenti, anche digitali, a giornali e periodici, utilizzabile dalle imprese editoriali in compensazione fiscale;
  • riconoscere un credito d’imposta per l’innovazione digitale;
  • reintrodurre il credito di imposta per l’acquisto (e il consumo) della carta;
  • garantire l’effettività della tutela dei contenuti editoriali in internet;
  • informatizzare e modernizzare la rete di distribuzione della stampa;
  • sostenere gli interventi di rinnovamento del settore editoriale.

Per approfondimenti leggi il Rapporto FIEG e la Lettera aperta al Governo