Piano Nazionale per le Riforme punto per punto

di Barbara Weisz

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Misure e incentivi per le imprese, accesso al credito, internazionalizzazione, start-up innovative, concorrenza, agenda digitale e Infrastrutture: i punti principali del Piano Nazionale per le Riforme.

La funzione del PNR, il Piano Nazionale per le Riforme che fa parte del DEF 2012 (Documento di Economia e Finanza approvato dal Governo in CdM), è di fare punto sulle misure per la crescita adottate anche in base alle raccomandazioni europee e presentare lAgenda dei prossimi interventi.

Con una duplice valenza, nazionale ed europea: l’efficacia delle riforme italiane ha grande rilevanza ai fini del rilancio della ripresa in Italia ma anche della stabilità economica e finanziaria dell’Unione economica e monetaria.

Il programma di riforme «nasce dalla strategia Europa 2020 ed è direttamente rivolto alla crescita della competitività e dell’occupazione negli Stati Membri attraverso le riforme strutturali».

Il must della politica economica è infatti uscire dalla crisi, con uno sforzo di cui il premier Mario Monti non ha  nascosto la portata: il prezzo è altissimo, «in termini economici, sociali, umani per le famiglie, i giovani, i lavoratori, le imprese».  L’Italia ha evitato il peggio (il famoso “rischio contagio” che  ha fatto tremare mercati e conti pubblici) ma ora deve «evitare un drammatico destino come quello della Grecia».

Il PNR 2012

Sono due gli obiettivi fondamentali del Piano Nazionale per le Riforme:

  1. riequilibrio dei conti pubblici per ridurre l’alto peso del debito, con provvedimenti come il pareggio di bilancio introdotto nella Costituzione;
  2.  ripresa dello sviluppo con provvedimenti che faranno seguito a liberalizzazioni e semplificazioni.

Priorità: ambiente propizio per le imprese, agenda digitale, concorrenza, innovazione e ricerca di qualità, infrastrutture, creazione di lavoro. Vediamoli, uno per uno.

Ambiente favorevole per le imprese

Ci sono una serie di misure che sono già state intraprese con i decreti degli ultimi mesi o che sono in fase di definizione, come quelle per rendere più rapidi i pagamenti della PA. In vista dell’appuntamento di oggi, 19 aprile, con banche e imprese il ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera ha parlato di «cifre importanti: siamo convinti per anticipare 20-30 mld».

Altri progetti in cantiere: il riordino degli incentivi per l’attività imprenditoriale (in vista, un deciso sfoltimento), e una maggiore semplificazione delle procedure. Il ministro Passera ha poi ricordato il supporto all’internazionalizzazione, anche attraverso ciò che resta dell’ICE , e le task force per le nuove start-up (che potrebbe terminare i suoi lavori entro l’estate), e per gli investimenti esteri.

Anche le misure per rendere più efficiente la PA hanno un obiettivo importante per le imprese: riduzione del 30% degli oneri amministrativi.

Agenda digitale

Qui le priorità sono cinque:

  • Completare il Piano Nazionale per la banda larga garantendo almeno 2 Mbps.
  • Avviare il Progetto strategico per la banda ultra-larga fissa e mobile.
  • Realizzare i data center per lo sviluppo del Cloud Computing.
  • Garantire sicurezza nella gestione dell’identità digitale del singolo cittadino.
  • Definire progetti operativi per la sicurezza nei pagamenti elettronici.

Concorrenza

Molte cose sono già state fatte, in particolare attraverso la legge sulle liberalizzazioni, e in previsione c’è la presentazione di una legge annuale sulla concorrenza, ulteriori novità sulle professioni, con il superamento delle restrizioni all’accesso, il completamento della consultazione sul valore legale del titolo di studio.

Innovazione e qualità

E’ un capitolo che interessa in particolare istituzioni pubbliche, come il sistema d’istruzione, l’università e la ricerca, ma di riflesso anche le imprese, PMI in testa, per le quali la capacità di creare innovazione è un importante volano per la crescita e che hanno tutto da guadagnare da un sistema maggiormente maturo in questo senso. I prossimi obiettivi: completare la riorganizzazione del sistema universitario, rafforzare il diritto allo studio, destinare cinque miliardi di spesa a ricerca e competitività.

Infrastrutture

Su questo tema si è particolarmente soffermato il ministro Passera, titolare del relativo discatero: bisogna accelerare l’apertura di cantieri non solo per le cosiddette grandi opere, ma anche per interventi piccoli e medi. Sono state già introdotte nuove regole per sveltire autorizzazioni e procedure, e ci sono le risorse già attivate dal Cipe.

Sono stati sbloccati o avviati progetti per circa 30 miliardi, di cui circa 20 pubblici. Ci sono altri progetti per lavori autostradali (18 mld circa), porti, aeroporti e scuole (altri 10 mld). E infine 25 miliardi di infrastrutture strategiche da avviare in tre anni. Sommando tutto, si tratta di lavori per 70-80 miliardi, per i quali il contributo pubblico è rilevante ma ci sono anche investimenti privati.

In tema di infrastrutture Passera ha fatto un annuncio: è in preparazione un apposito sito, sul quale sarà possibile consultare ogni progetto, lo stato dei lavori, e via dicendo.

Le priorità per i prossimi mesi sono le infrastrutture strategiche, come le reti Ten-T (reti di trasporto trans-europee) e l’avvio di partnership pubblico private per porti, ferrovie, interporti.

Europa 2020

Le principali misure per raggiungere i relativi obiettivi sono:

  • Aumentare l’occupazione per la fascia 20-64 anni, per arrivare a un tasso fra il 67% e il 69%.
  • Accrescere gli investimenti in R&S pubblici/privati: fra crediti d’imposta per le iniziative di ricerca fra imprese e università e maggior efficienza degli strumenti pubblici al servizio della ricerca, il governo stima un livello di spesa  dell’1,53% del Pil.
  • Riduzione delle emissioni di gas serra: è stato avviato il Fondo Kyoto con dotazione di 600 milioni di euro, verrà attuato il Green Pubblic Procurement per la diffusione di modelli di acquisto/consumo sostenibili per la PA.
  • Aumentare la quota di fonti rinnovabili: in vista i contributi per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili, l’obbligo di integrazione delle fonti rinnovabili negli edifici, nuovi meccanismi incentivanti.
  • Aumento dell’efficienza energetica: previsti decreti di incentivi alle rinnovabili termiche e dell’efficienza energetica, la riforma dei Certificati Bianchi, il recepimento della direttiva 2010/31/CE sulla prestazione energetica nell’edilizia. Va detto che il capitolo rinnovabili, nel complesso, è controverso, con il Quinto Conto Energia e il Decreto sulle Rinnovabili diverse dal fotovoltaico che stanno provocando le proteste delle imprese del settore.
  • Riduzione del tasso di abbandono scolastico al 15-16%.
  • Aumento al 26-27% della popolazione in possesso di un diploma di istruzione superiore: ci saranno almeno 25 milioni per ammodernare le infrastrutture.
  • Ridurre il numero delle persone a rischio povertà ed esclusione sociale, anche migliorando strumenti e servizi a favore degli anziani.