Taglio tassi BCE: impatto su conti, mutui e prestiti

di Redazione PMI.it

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La BCE stimola l'economia reale con ricadute positive su esportazioni, mutui e finanziamenti alle PMI.

La mossa di politica monetaria della BCE governata da Mario Draghi (taglio tassi a 0,05%), unita all’annuncio di due iniezioni di liquidità nel sistema, in settembre e in ottobre, con un nuovo programma Tltro e un acquisto Abs (asset backed sucurities), compone un puzzle con un preciso obiettivo: sostenere il mercato dei prestiti all’economia reale, ossia a famiglie e imprese, in particolare PMI. L’acquisto di titoli bancari cartolizzati (Abs) solleva infatti le banche da “rischi” di erogare credito alle imprese, così come i soldi raccolti con le operazioni di finanziamento a lungo termine (Tltro) potranno essere utilizzati per concedere prestiti a famiglie e imprese. Il tutto, in uno scenario di tassi e costo del denaro al minimo, con ripercussioni positive sul costo dei prestiti: tassi di finanziamento più bassi.

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Taglio dei tassi

Il tasso di rifinanziamento sulle operazioni principali passa allo 0,05% dallo 0,15%, quello sulle operazioni marginali scende allo 0,3% e sui depositi alla banca centrale a -0,2%: ciò comporta che l’Euro diventi una moneta ancora più conveniente, ma con un avvertimento dello stesso Draghi:

«Abbiamo toccato il punto di minimo, da qui in poi non è possibile alcun aggiustamento tecnico. Fosse necessario contrastare ulteriormente il rischio di un periodo troppo prolungato di bassa inflazione il consiglio resta unanime nell’impegno ad adottare ogni misura non convenzionale nel rispetto del mandato».

Significa per agire sulla leva dei tassi non ci sono più margini e che le prossime mosse di politica monetaria saranno di altro tipo (quantitative easing, acquisto massiccio di titoli di Stato?).

Mutui

Un basso costo del denaro ha un effetto positivo a cascata sui tassi che le banche applicano ai finanziamenti erogati a privati e imprese. Quindi è una mossa destinata anche a far scendere gli interessi sui mutui. Come sempre, è ben avvertire che questa conseguenza avviene a lungo termine, anche perché nella maggior parte dei casi i mutui sono parametrati a un altro tasso (Euribor). Resta tuttavia uno scenario positivo per ogni tipologia di finanziamento.

Prestiti

Il fatto che il tasso sui depositi alla Banca Centrale sia negativo rappresenta poi un disincentivo per gli istituti di credito a depositare i soldi presso la BCE, fornendo viceversa uno stimolo a utilizzarli in altro modo (ad esempio, per finanziarie l’economia reale per prestiti.

Export

Un altro effetto positivo (non immediato ma forse il più reale d tutti) del basso costo del denaro è che rende favorevoli le esportazioni di chi produce e vende in Euro, più competitivo sui mercati internazionali. L’Export – fondamentale in questo periodo di crisi – ha rappresentato uno degli sbocchi migliori per le PMI del Made in Italy penalizzate dalla contrazione del mercato interno. E dunque, la misura è in questo senso positiva.

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Ltro

Questo potenziale “circolo virtuoso” verrà ulteriormente potenziato con la prossima operazione Tltro “targeted“, finalizzata a immettere liquidità nell’economia reale. Il 18 settembre partirà un nuovo finanziamento a lungo termine della banca centrale agli istituti di credito. Per valutarne l’impatto bisogna attendere i dati tecnici (quanti soldi ci saranno a disposizione, quanti ne chiederanno le banche) ma l’aspetto fin d’ora chiaro, e importante per le imprese, è che la BCE per la prima volta prevede penalizzazioni per le banche che utilizzeranno questi soldi non per immettere denaro nell’economia reale (prestiti verso famiglie e imprese) ma per altre operazioni finanziarie (es.: acquistare titoli di Stato).  In passato le banche hanno fatto esattamente questo per risolvere la propria crisi di liquidità: acquistare titoli di Stato garantisce interessi certi e risulta conveniente con denaro concesso a condizioni favorevoli, come quello BCE!

=> Prestiti Ltro alle banche per sostenere famiglie e imprese

Dunque, la prossima operazione Tltro dovrebbe avere come effetto finale maggiore quantità di denaro che le banche sono disposte a concedere alle imprese. I tassi bassi dovrebbero contemporaneamente favorire tassi e spread bancari più favorevoli degli attuali, uno dei punti deboli dell’economa italiana: le nostre PMI pagano interessi interessi nettamente più alti dei concorrenti europei.

Abs

Infine, l’operazione sugli Abs  annunciata per ottobre porterà la BCE ad acquistare dalle banche titoli emessi dagli istituti per rendere più sicuri i prestiti a famiglie e imprese (cartolarizzazioni dei prestiti). In pratica, la BCE “compra” dalle banche il rischio che queste si assumono prestando i soldi e sostiene un mercato in calo come quello delle cartolarizzazioni.

In sintesi

Per riassumere il tutto, si tenta di mettere i vari paesi dell’Euro nelle migliori condizioni per fare politica industriale e puntare sul definitivo ritorno alla crescita, lasciandosi alle spalle una crisi che resiste ogni oltre aspettativa. Si può proporre un’ultima considerazione, di carattere più politico: la decisione della BCE non è stata presa all’unanimità. Se da una parte, questo offre la misura della “vivacità” del dibattito sulla politica monetaria in un momento chiave per l’uscita dalla crisi, dall’altra si può anche dire che è una prova del fatto che l’istituto di Francoforte sta sempre più diventando una vera e e propria banca centrale: non più un ente svuotato di poteri che prende decisioni più o meno attese all’unanimità, giocando al massimo sui tempi, ma una banca che fa politica monetaria.