La Lombardia si conferma il motore trainante dell’economia nazionale, producendo da sola oltre il 30% dell’imponibile Iva tracciato tramite la fatturazione elettronica. L’ultimo report del dipartimento delle Finanze rivela una mappa della ricchezza digitale sempre più definita, dove il comparto del commercio e le attività professionali dettano il ritmo della crescita, superando le performance degli altri settori produttivi.
Gerarchia dei flussi e tipologie di contribuenti
L’imponibile generato attraverso il Sistema di interscambio (SdI) evidenzia una netta prevalenza dei soggetti strutturati rispetto alle ditte individuali. La distribuzione dei flussi mostra una gerarchia chiara:
- le società e i soggetti non fisici costituiscono il pilastro del sistema e generano oltre il 93% dell’imponibile complessivo;
- le persone fisiche e i professionisti registrano una dinamica di adattamento tecnologico elevata, con un incremento costante delle prestazioni digitalizzate.
Il podio dell’imponibile Iva per macro-aree
L’analisi settoriale permette di individuare i comparti che traggono il massimo beneficio dalla tracciabilità digitale:
- il commercio e l’autoriparazione si confermano il principale settore per volume, con una quota pari a circa un quarto dell’imponibile nazionale;
- le attività manifatturiere occupano la seconda posizione e mantengono una tenuta costante dei flussi operativi;
- i servizi professionali e tecnici si distinguono come l’ambito più dinamico per le persone fisiche, con una quota di mercato in sensibile crescita.

La geografia della fatturazione elettronica
A livello territoriale, l’imponibile Iva ricalca la vocazione produttiva delle diverse aree del Paese:
- la Lombardia si conferma la locomotiva digitale d’Italia, con oltre il 30% dell’imponibile totale documentato tramite fattura elettronica;
- il Lazio mantiene stabilmente la seconda posizione, con una performance trainata principalmente dal comparto dei servizi.
I numeri confermano come la fatturazione elettronica rappresenti la fonte primaria per analizzare la salute dei singoli segmenti produttivi e la distribuzione della ricchezza sul territorio nazionale, offrendo una fotografia fedele dell’economia reale.