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Età pensionabile: aumento indispensabile per gli assegni futuri

di Anna Fabi

7 Novembre 2025 09:22

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Nell’audizione sulla Manovra 2026, la Banca d’Italia difende il meccanismo che lega l’età pensionabile alla speranza di vita.

Nel dibattito sulla Manovra 2026 torna al centro il tema dell’adeguamento dell’età pensionabile alla speranza di vita. Un meccanismo che, secondo Bankitalia, “sarebbe meglio non toccare”, perché rappresenta uno dei pilastri su cui poggia la sostenibilità del sistema previdenziale italiano.

L’intervento è arrivato nel corso dell’audizione di Fabrizio Balassone, vice capo del Dipartimento Economia e Statistica di Via Nazionale, di fronte alle commissioni Bilancio di Camera e Senato.

Pensioni: il nodo dell’equità tra generazioni

Balassone ha richiamato l’attenzione su un doppio squilibrio: da un lato, la spesa pensionistica in rapporto al Pil, che in Italia è tra le più alte d’Europa; dall’altro, il crescente divario tra il tempo della vita trascorso al lavoro e quello in pensione. «C’è un problema di equità generazionale e l’aumento della spesa può complicare e molto la gestione della finanza pubblica».

Nel 2022, la spesa per pensioni ha raggiunto il 15,6% del Pil, contro una media europea dell’11,4%. Un dato che pesa su conti pubblici e sostenibilità futura, anche alla luce del progressivo aumento della longevità. L’età media effettiva di pensionamento è già cresciuta di oltre cinque anni tra il 2001 e il 2024, attestandosi a 64,6 anni, mentre il tasso di partecipazione al lavoro nella fascia 55-64 anni è più che raddoppiato, passando dal 28,2% al 61,3%.

Età pensionabile: le novità in Manovra 2026

Il disegno di Legge di Bilancio 2026 prevede un aumento graduale dei requisiti anagrafici dal 2027: un mese in più per la pensione di vecchiaia, che passerà così da 67 a 67 anni e un mese, e due mesi ulteriori nel 2028, portandola a 67 anni e tre mesi. Per i lavoratori impiegati in attività gravose, invece, l’adeguamento resterà sospeso fino al 2029.

Si tratta di un passaggio che rispetta la logica di progressività già fissata dalla Legge Fornero, ma che ha incontrato critiche politiche e sociali, soprattutto per l’impatto sulle carriere più lunghe e usuranti.

Scatti pensione: perchè vanno mantenuti

Secondo la Banca d’Italia, la correlazione tra età pensionabile e aspettativa di vita è un principio da preservare. L’istituto centrale ricorda che questo legame è stato introdotto proprio per garantire un equilibrio nel rapporto tra anni di lavoro e anni di pensione, distribuendo in modo equo il peso della spesa previdenziale tra le generazioni. In teoria, l’aggiornamento dovrebbe avvenire ogni due anni, ma negli ultimi cicli sono state introdotte eccezioni e sospensioni che hanno alterato la regolarità del sistema.

Un eventuale blocco del meccanismo, avverte Bankitalia, rischierebbe di far aumentare la spesa pensionistica in modo strutturale, aggravando la pressione sulla finanza pubblica in un contesto di invecchiamento della popolazione e crescita economica moderata. Per questo, il messaggio dell’istituto è chiaro: l’adeguamento all’aspettativa di vita è uno strumento indispensabile per assicurare la tenuta di lungo periodo del sistema previdenziale e tutelare le generazioni future.

Un equilibrio da preservare

Nel quadro complessivo della riforma previdenziale, il richiamo di Bankitalia invita a non trasformare la flessibilità in uscita in una scorciatoia. Con un’età media che continua a crescere e una popolazione attiva sempre più ridotta, mantenere un sistema di adeguamento regolare diventa un fattore di responsabilità collettiva. Solo così – conclude Balassone – sarà possibile «garantire un equilibrio intergenerazionale e contenere l’espansione della spesa pensionistica nei prossimi decenni».