Il 12 giugno 2025, il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto legge che introduce una serie di misure urgenti per affrontare le crisi industriali in Italia. Il provvedimento, che prevede uno specifico impegno economico, mira a garantire la continuità produttiva di imprese in difficoltà, favorire la reindustrializzazione e sostenere l’occupazione in settori strategici per il Paese.
- Investimenti di interesse strategico nazionale
- Impianti di interesse strategico nazionale
- Misure per le grandi imprese in crisi
- CIG per la reindustrializzazione
- Integrazione salariale potenziata
- Sostegno al settore della Moda
- Sostegno ad Acciaierie d’Italia
- Sostegno aziende sequestrate alla criminalità
- Semplificazioni per impianti DRI
Investimenti di interesse strategico nazionale
Per gli investimenti superiori ai 50 milioni di euro, che rientrano nel contesto delle aree industriali strategiche, viene prevista la possibilità per l’investitore di richiedere una procedura accelerata e la nomina di un Commissario straordinario per garantire una rapida realizzazione del programma di investimento. La normativa consente inoltre l’adozione di un procedimento in deroga per l’autorizzazione unica.
Impianti di interesse strategico nazionale
Per favorire il settore dell’indotto degli impianti di interesse strategico nazionale, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano potranno svincolare quote di avanzo di amministrazione derivanti da trasferimenti statali. Le risorse svincolate saranno utilizzate per il pagamento dei crediti delle imprese dell’indotto che hanno garantito la continuità aziendale degli impianti di interesse strategico nazionale.
Misure per le grandi imprese in crisi
Il decreto prevede anche misure specifiche per le grandi imprese in crisi. In particolare, si stabilisce che il Commissario straordinario possa promuovere l’azione di risoluzione per inadempimento dell’acquirente in caso di mancato rispetto degli obblighi contrattuali. In caso di cessione del contratto di acquisto, questa potrà avvenire anche in deroga all’obbligo di proseguire le attività imprenditoriali e mantenere i livelli occupazionali per almeno due anni, a condizione che venga presentata una proposta irrevocabile di acquisto.
CIG per la reindustrializzazione
Un altro intervento riguarda l’estensione della cassa integrazione straordinaria (CIG) per le grandi imprese con almeno 1.000 dipendenti. Le aziende appartenenti a gruppi con oltre 1000 dipendenti potranno estendere la CIG straordinaria fino alla fine del 2027, con una riduzione complessiva dell’orario di lavoro che potrebbe arrivare fino al 100%. Inoltre, per il 2025 e 2026, le imprese operanti in aree di crisi industriale complessa saranno esonerate dal pagamento degli oneri aggiuntivi della CIG straordinaria, sempre che non venga avviata una procedura di licenziamento collettivo.
Integrazione salariale potenziata
Per le imprese in crisi, inoltre, si potenzia il trattamento straordinario di integrazione salariale:
- per il 2025 (entro il limite di spesa di 20 milioni e previo accordo in sede governativa) è concesso un ulteriore intervento di integrazione salariale straordinaria fino a 6 mesi non prorogabili in caso di cessione d’azienda e riassorbimento occupazionale;
- decade dal trattamento il lavoratore in CIGS per crisi aziendale che non frequenta corsi di formazione e riqualificazione o rifiuta offerte di lavoro con livello retributivo inferiore del 20% massimo rispetto a quello delle mansioni di provenienza.
In alternativa all’anticipazione dell’integrazione salariale da parte del datore di lavoro, l’azienda può chiedere all’INPS il pagamento diretto della prestazione senza dimostrare difficoltà finanziarie.
Sostegno al settore della Moda
Un’altra misura riguarda i lavoratori del settore moda. Per il periodo 1° febbraio 2025 – 31 dicembre 2025, si prevede un’estensione dell’integrazione salariale per i lavoratori dipendenti di datori di lavoro con un numero di dipendenti non superiore a 15. L’intervento mira a sostenere le piccole imprese artigiane operanti nel settore della moda, che rappresentano un’area importante per l’economia italiana.
Sostegno ad Acciaierie d’Italia
Il decreto stanzia 200 milioni di euro per Acciaierie d’Italia, attualmente in amministrazione straordinaria, al fine di garantire la continuità produttiva e mettere in sicurezza gli impianti. Questa misura rientra nel piano di risanamento e rilancio dell’industria siderurgica, che rappresenta uno dei settori cruciali per l’economia nazionale.
Sostegno aziende sequestrate alla criminalità
Per le aziende confiscate alla criminalità organizzata e sottoposte ad amministrazione giudiziaria, il decreto prevede uno stanziamento di 8 milioni di euro per ciascun anno del triennio 2025-2026, per il sostegno al reddito dei lavoratori sospesi o impiegati a orario ridotto. Il finanziamento sarà erogato sotto forma di trattamento straordinario di integrazione salariale, con una durata massima di 12 mesi.
Semplificazioni per impianti DRI
Il provvedimento prevede la semplificazione delle norme in materia di impianti per la produzione del preridotto (DRI), una tecnologia alternativa ed innovativa per la produzione del ferro, che mira a superare i limiti della produzione basata sugli altiforni convenzionali. Le nuove disposizioni semplificano le procedure per gli investimenti superiori ai 50 milioni di euro, localizzati in aree industriali di interesse strategico, come quelle legate all’ex ILVA.