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Caro benzina ed energia: un decreto di Governo per tagliare i prezzi

di Redazione PMI.it

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Il Governo studia nuove misure per calmierare i prezzi del carburante, ridurre i costi dell'energia e ristorare le imprese nei settori più colpiti.

Un decreto di Governo atteso entro fine settimana introdurrà nuove misure contro il caro energia e il caro carburanti. Fra le ipotesi allo studio, il taglio delle accise e la riduzione IVA (che pesano per il 64,5% sul costo della benzina e il 61% su quello del diesel). Si prevedono anche novità per le imprese sul fronte bollette, anche con nuove formule di rateizzazione e interventi per calmierare gli aumenti. Per le famiglie, invece, è possibile anche una estensione del Bonus sociale (con ampliamento della soglia ISEE).

Non si esclude una nuova ondata di ristori, con l’allentamento dei vincoli UE sugli aiuti di Stato previsti per l’emergenza guerra, stavolta non calibrate sulla perdita di fatturato ma sui consumi di energia, limitatamente ai settori che risentono maggiormente della crisi delle materie prime.

Per quanto riguarda il caro carburanti, le ragioni della nuova impennata del prezzo della benzina e dei carburanti da autotrazione va comunque oltre le tensioni attuali sul mercato del petrolio, lasciando intendere speculazioni su cui il Governo dovrà tentare di agire arginando il fenomeno.

Il prezzo della benzina è arrivato a 2,185 euro/litro per la self service e 2,288 euro/litro per il servito mentre il diesel a 2,188 euro/litro, il Gpl servito a 0,880 euro/litro, il metano servito a 2,255 euro/kg e il Gnl a 2,116 euro/kg. Da inizio anno la benzina è rincarata del 13,3%, il gasolio del 15,2%. Come riporta il Codacons, il prezzo della benzina è aumentato in un anno del 39,3% ed il gasolio del 51,3%. Il caro benzina impatta dunque sugli automobilisti ma anche sulle imprese (trasporto su gomma, agricoltura, distribuzione), con il rischio di speculazioni.

=> IVA e Accise sul carburante: le detrazioni contro il caro prezzi

Nel frattempo si avvia il tavolo negoziale con le sigle del settore autotrasporti, sul piede di guerra a causa del caro carburanti che, a cascata, si riflette sulle catene del valore dell’intero sistema delle imprese.

Quelle del trasporto merci chiedono misure urgenti al Governo, in un confronto con la viceministra Teresa Bellanova. Confartigianato propone un credito d’imposta del 30% sull’acquisto dei carburanti da autotrazione, una clausola di adeguamento dei costi di trasporto a quello del carburante, un prezzo calmierato alla pompa (“carburante professionale”) come per il settore agricolo, che di fatto è altro settore che sta subendo il contraccolpo: secondo Coldiretti i rincari spingono un imprenditore su tre a ridurre la produzione (riducendo le attività che necessitano trattori), mentre i pescherecci tagliano le uscite per i rincari del gasolio per la pesca.