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Impatto Covid sul credito delle imprese

di Redazione PMI.it

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La pandemia e la seconda ondata di contagi hanno rilanciato la richiesta di credito delle imprese, soprattutto individuali: l’analisi CRIF.

Nel corso del 2020 l’incremento delle richieste di credito da parte delle imprese è stato del 24,5%, rispetto al 2019, in controtendenza se confrontato con il calo che aveva caratterizzato il primo trimestre dell’anno. Dietro questo trend si cela l’incertezza generata dalla pandemia e in particolare dalla seconda ondata di contagi, stando a quanto emerge dalle elaborazioni di CRIF sulla base del patrimonio informativo di EURISC – il Sistema di Informazioni Creditizie.

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Il rallentamento del ciclo economico, indotto dell’emergenza sanitaria Coronavirus, ha fortemente condizionato nell’ultimo anno l’andamento dei flussi di cassa delle imprese e quindi anche la dinamica delle richieste di credito – commenta Simone Capecchi, Executive Director di CRIF -. Come emerso da una recente ricerca di CRIF Ratings, quasi la metà delle imprese italiane si è trovata ad affrontare lo shock causato dalla pandemia partendo da situazioni di liquidità già delicate.

Il 38% delle aziende, inoltre, aveva una disponibilità di cassa in grado di coprire meno del 50% dei debiti finanziari a breve termine in scadenza, mentre le maggiori difficoltà hanno coinvolto i settori più ciclici ed esposti alle dinamiche dei consumi. Le richieste di credito sono aumentate per le imprese individuali in misura maggiore rispetto alle società di capitali, con un netto incremento anche degli importi medi richiesti che nel 2020 si attestano a 80.941 euro (+22,7% rispetto al 2019).

Per quanto riguarda le imprese individuali, inoltre, le richieste di finanziamento con importo inferiore ai 10.000 euro hanno rappresentato quasi la metà del totale (47,7%): un dato che conferma come le microimprese tendano a rivolgersi agli istituti di credito per ottenere importi di piccolo taglio, mentre per le società di capitali il 50,5% delle richieste si è basata su un importo superiore ai 20.000 euro.

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