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DEF e scostamento di Bilancio: verso la Manovra anti-Covid

di Redazione PMI.it

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Via libera della Camera all'aggiornamento del DEF e allo scostamento di Bilancio per finanziare la manovra economica di contrasto all'emergenza Coronavirus e di contenimento al rischio di recessione nei prossimi anni.

La Camera ha approvato sia lo scostamento di Bilancio volto a finanziare le misure del prossimo decreto economico di contrasto all’emergenza Coronavirus – in pratica, una sorta di maxi-manovra economica – sia la risoluzione di maggioranza per l’aggiornamento del DEF (Documento di Economia e Finanza). Discussione in Senato nella mattinata del 30 aprile, con le dichiarazioni di voto.

Come anticipato dal Ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, lo scostamento servirà anche a finanziare la ripresa dei consumi e gli investimenti, con l’eliminazione definitiva degli aumenti IVA e accise (le tanto dolenti clausole di salvaguardia) e a ridurre la pressione fiscale di 1,1 punti percentuali di PIL.

Segue l’informativa a Palazzo Madama del premier, Giuseppe Conte, in relazione all’emergenza Covid-19, in vista dell’imminente avvio della cosiddetta Fase 2 a partire dal 4 maggio e sui nuovi provvedimenti economici in arrivo.

Slitta dunque a Maggio l’attesissimo decreto Aprile, che tra le altre cose conterrà (a meno di non separare i provvedimenti) anche tutte le proroghe degli indennizzi e degli ammortizzatori sociali istituiti con il decreto Cura Italia di marzo, nonché nuovi sussidi “per chi è rimasto senza” e nuove formule di contributo a fondo perduto per micro-imprese fino a 10 dipendenti.

Tra le misure più attese, inutile negarlo, anche il rifinanziamento “potenziato” dell’indennizzo INPS per autonomi e co.co.co, che sarà prolungato per altre due mensilità e incrementato fino a raggiungere gli 800 euro mensili.

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Nel frattempo si attende, si leggono ogni giorno con il fiato sospeso i numeri dei bollettini sanitari della Protezione Civile e del Ministero della Salute, si guarda con ansia a quel che succederà dal 4 maggio.

I tempi sanitari non sarebbero certo “maturi” per la ripresa delle attività produttive: la curva dei contagi si è sì ridotta ma continua ad annoverare nuovi positivi con numeri a tre cifre e centinaia di vittime.  Seppur scaglionate, le riaperture produrranno inevitabilmente un nuovo picco (lo stesso Conte parlando in diretta agli italiani ha dichiarato che il Governo (e gli esperti) si attende una “esplosione” di nuovi malati di Coronavirus.

Ma lo spettro di una nuova recessione economica ha indotto l’Esecutivo, evidentemente con il placet dei vari comitati tecnici, ad assumersi la responsabilità di una seconda ondata di contagi e ad un nuovo picco di vittime. Sempre che la ripresa non comporti un tale aggravio della situazione da impattare in maniera ancor più drammatica, e soprattutto duratura, sui conti e sull’economia.

Un rischio calcolato, a quanto pare, in attesa di una terapia risolutiva e di un vaccino ancora lontani da essere messi a punto. Della app Immuni per il contact tracing dei neo-postivi e l’individuazione tempestiva dei potenziali nuovi contagiati (e relativi focolai) non si è fatto parola negli interventi pubblici dell’Esecutivo nè negli ultimi provvedimenti.

D’altronde, lo schema operativo per il passaggio dalla Fase 1 a quelle successive (allegato al Dpcm del 26 aprile) sintetizza il modus operandi del Governo: apriamo e vediamo, nel caso si torna indietro.

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