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Esportare è vitale, l’aiuto arriva dal libero scambio e dal digitale

di Redazione PMI.it

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Le considerazioni di Licia Mattioli, vicepresidente di Confindustria con delega all’internazionalizzazione sui tre pilastri su cui deve basarsi l'export italiano.

Libero scambio e digitale per trainare l’export, vitale per le nostre PMI: lo conferma Licia Mattioli, vicepresidente di Confindustria con delega all’internazionalizzazione, che negli ultimi anni ha passato più tempo in giro per il mondo che nella natia Torino, dove si trova l’azienda di famiglia, attiva nella gioielleria.

Fare squadra

“Molte imprese italiane vivono di export: da anni il mercato interno è fermo, per noi andare all’estero significa aprire nuove opportunità: basti pensare che le imprese attive e in salute nel made in Italy e nel made with Italy esportano tra il 65 e l’85% della loro produzione.  Nel 2017, quando abbiamo fatto squadra come Sistema Paese (Governo, Confindustria, Ice, Sace, Ambasciate), abbiamo ottenuto risultati migliori anche di Francia e Germania, con un incremento del 7,5% di export. Occorre quindi continuare a lavorare come Sistema Paese per portare all’estero le nostre eccellenze e con l’Europa per la conclusione di accordi di libero scambio”.

Libero scambio

“Gli imprenditori italiani hanno dimostrato di poter vincere quando si trovano in un libero mercato, ma le imprese italiane sono a rischio nell’attuale situazione politica ed economica globale. Si riducono le opportunità di esportazione: e se l’impatto per altri paesi potrebbe essere significativo, per noi che siamo grandi esportatori potrebbe essere devastante. Per questo lavorare sugli accordi di libero scambio è vitale, come dimostrano i numeri tutti a nostro favore degli ultimi accordi conclusi”.

Digitale

“E non solo, nell’era online per il made in Italy e quindi per le nostre PMI che vogliono internazionalizzarsi, la presenza sulle principali piattaforme mondiali e-commerce è ormai una scelta obbligata sia per le vendite che per proteggere i propri marchi governando direttamente la propria presenza online su quei mercati; una scelta che però molte delle nostre imprese ancora stentano ad intraprendere e a comprendere fino in fondo. Dobbiamo ulteriormente incrementare le vendite sui canali digitali, soprattutto nei mercati in cui l’e-commerce registra volumi e tassi di crescita consistenti, come in Cina, USA e in alcuni Paesi europei.

In questa ottica, abbiamo promosso progetti con piattaforme B2C leader, ad esempio con il Gruppo Alibaba, con YOOX NET-A-PORTER, ed Amazon solo per citarne alcuni. Per vendere attraverso questi canali è indispensabile preparare le nostre imprese ancora legate a modelli di vendita tradizionali. La strategia deve quindi essere fortemente incentrata su progetti di affiancamento nell’approccio ai marketplace e di formazione specifica e mirata affinché la digitalizzazione aziendale diventi una prassi consolidata”.

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