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EXPORT UP per tutelarsi nelle esportazioni

di Simone Cosimi

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Servizio 100% online per PMI che vogliono investire sui mercati esteri senza rischiare: come funziona EXPORT UP, la mappa dei rischi e gli ultimi trend.

Uno strumento 100% online per le imprese, in particolare le PMI che vogliono crescere sui mercati internazionali. Gestendo, in modo consapevole, i rischi – spesso fatali – di mancato pagamento. Si chiama EXPORT UP e lo ha appena lanciato SACE SIMEST, il polo dell’export e dell’internazionalizzazione controllato al 100% da Cassa Depositi e Prestiti.

La piattaforma offre servizi di export credit, assicurazione dei rischi di mancato pagamento, protezione degli investimenti all’estero, garanzie su finanziamenti di capitale circolante e altre attività.

Come funziona? Si tratta di un prodotto assicurativo, evoluzione della polizza “credito fornitore”. Un digital journey, lo definiscono da SACE SIMEST, in cui le imprese sono accompagnate passo dopo passo nelle diverse fasi della propria esportazione. Si parte dalla valutazione della controparte e dalla richiesta di preventivo dei costi di assicurazione fino ad arrivare all’acquisto e gestione della polizza. Tutto in modo veloce e lineare attraverso il sito www.sacesimest.it/assicurazione.

Basta fornire le informazioni di base sula transazione per capire se e con quale premio il credito è assicurabile. In pochi passaggi EXPORT UP fornirà le risposte utili per impostare in sicurezza la propria attività di esportazione.

Non solo: si può bloccare il prezzo della polizza per tre mesi. Il tutto allo scopo di avere più margine per contrattare con la controparte e giocarsi senza fretta le proprie carte. Insomma, per la massima elasticità commerciale.

Se poi non bastasse, sul sito di SACE SIMEST è elencata l’intera gamma di prodotti assicurativi e finanziari, per lanciarsi in un piano di crescita internazionale oltre la semplice transazione export.

In un mondo in cui le opportunità per l’export non mancano ma convivono con rischi elevati, assicurare i propri crediti è una scelta opportuna e strategica per mettere al sicuro il business e premere sull’acceleratore della competitività.

Lo ha ricordato Alessandro Decio, amministratore delegato di SACE, presentando il nuovo servizio.

Abbiamo realizzato EXPORT UP pensando soprattutto alle esigenze delle PMI, convinti che fosse necessario mettere a loro disposizione uno strumento semplice e accessibile per affrontare i mercati ad alto potenziale, conquistando i propri clienti con dilazioni di pagamento vantaggiose e tutelandosi nel contempo dai rischi di mancato pagamento”.

=> Education to Export, programma SACE SIMEST a misura di PMI

Dover investire

I rischi sono in effetti molti. Dall’affidabilità e la tenuta dei mercati agli ostacoli di natura politica (pure migliorati su scala globale), come quelli di confisca ed esproprio o mancato trasferimento e convertibilità.

Dall’ultima mappa sul tema realizzata proprio da SACE e relativa allo scorso anno si evince che, su 198 Paesi analizzati, sono 32 quelli che hanno migliorato la propria categoria di rischio e 156 quelli che sono rimasti stabili. Un gruppo che rappresenta il 91% dell’export italiano, circa 380 miliardi di euro.

Il restante 9% pesa per 38,5 miliardi di euro ed è a carico di 10 economie che al contrario hanno peggiorato la propria categoria di rischio.  Sono i posti in cui si fa più fatica a vendere merci e servizi.

In particolare, fra gli avanzamenti nei principali Paesi si segnalano Portogallo, Islanda e Slovenia, con una variazione positiva superiore alla media. Mentre tra le geografie emergenti si segnalano gli upgrade di Egitto, Russia, Brasile, India e Argentina. Peggiorano la Cina, che sconta le preoccupazioni sull’elevato livello di indebitamento, e il Sudafrica, caratterizzato da un’economia ancora stagnante e su cui pesa l’incertezza politica legata alla nomina del nuovo presidente.