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Braccio di ferro USA-Cina: i vantaggi per l’Italia

di Noemi Ricci

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La guerra dei dazi tra USA e Cina potrebbe avvantaggiare l'export del Made in Italy nel mercato cinese, contrastando il fenomeno italian sounding: l'analisi Coldiretti.

L’aggressiva politica commerciale USA basata sull’adozione dei dazi doganali sta suscitando forti reazioni sul fronte internazionale, perlopiù negative. Anche l’Italia finora si è dimostrata contraria, con particolare riferimento ai dazi che Donald Trump ha deciso di imporre su acciaio e alluminio, mentre quelli previsti dal braccio di ferro commerciale tra Stati Uniti e Cina potrebbero portare benefici al mercato del Made in Italy, soprattutto quello dell’agroalimentare, in particolare dei formaggi.

Export Made in Italy in Cina

È quanto prevede la Coldiretti sulla base dei numeri relativi all’export dei prodotti italiani in Cina rilevati dall’ISTAT:

  • l’export agroalimentare italiano in Cina ha segnato una crescita del +18% nel 2017, per un valore di oltre 460 milioni di euro in valore;
  • le esportazioni dei prodotti caseari verso la Cina sono cresciute del +27% nel 2017, raggiungendo il massimo storico.

In risposta alle politica dei dazi americana che colpisce una lista di prodotti tecnologici cinesi per un valore di 50 miliardi di dollari, la Cina ha risposto con l’applicazione a partire dal prossimo 6 luglio di contro-dazi su una serie di prodotti americani.

Tra le 659 merci americane, anch’esse per un valore di 50 miliardi di dollari, alle quali verranno applicati i dazi cinesi ci sono anche prodotti agroalimentari, fattore che potrebbe domandare le porte al commercio italiano in Cina, essendo proprio l’agroalimentare uno dei punti di forza del Made in Italy.

A tutto questo si aggiunge il nuovo via libera delle autorità cinesi per i kiwi e gli agrumi, una grande opportunità per il nostro settore ortofrutticolo, che arriva dopo la rimozione nel 2016 del bando delle carni suine italiane che era in vigore dal 1999.  Anche se per l’esportazione di altri prodotti ortofrutticoli, ravvisa la Coldiretti, resta da superare l’ostacolo delle barriere fitosanitarie imposte da Pechino.

Lotta all’italian sounding

Coldiretti è quindi convinta che l’Italia potrebbe sostituire l’offerta degli Stati Uniti nel mercato cinese, offrendo peraltro prodotti di maggiore qualità e sicuramente non contraffatti.

Insomma due piccioni con una fava: da una parte crescerebbe l’export dall’altra si combatterebbe l’italian sounding  dei nostri prodotti di eccellenza (292 prodotti Dop e Igp, 523 vini Docg, Doc e 5.047 specialità alimentari tradizionali):

L’offerta tricolore potrebbe sostituire quella degli USA che tra l’altro – rivela la Coldiretti – sono i primi produttori al mondo di falsi formaggi Made in Italy, dal parmesan al provolone, dall’asiago al romano fino al gorgonzola. I dazi cinesi avranno l’effetto di riaprire alle specialità italiane spazi sugli scaffali sino ad oggi ingiustamente usurpati dalle imitazioni americane.