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Pensione anticipata nelle PMI: il Governo conferma

di Barbara Weisz

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Il Ministero del Lavoro conferma: allo studio uno strumento per la pensione anticipata dei lavoratori dipendenti, anche delle PMI, con trattamento in parte finanziato dall'impresa.

Sì alla pensione anticipata su base volontaria: il Ministro del Lavoro Enrico Giovanni ha anticipato l’arrivo di un nuovo strumento per il pre-pensionamento dei dipendenti vicini alla pensione, anche quelli impiegati nelle PMI, e senza modificare le attuali regole pensionistiche. Parlando a margine di un convegno INAIL, Giovannini ha confermato l’esistenza di una bozza, da definire a quattro mani con il MiSE: un «provvedimento complesso», che potrebbe prevedere un contributo da parte delle aziende.

Il nuovo provvedimento allo studio del Governo, pensato per impedire il ripetersi di nuovi casi esodati, sembra far intravedere, come novità, una sorta di estensione alle aziende sotto i 15 dipendenti di meccanismi di pensione anticipata già esistenti per imprese di maggiori dimensioni, ad esempio quello previsto dal comma 1 dell’articolo 4 della riforma del lavoro (legge 92/2012). L’obiettivo è arrivare ad una proposta robusta sul piano finanziario e giuridico, da presentare alle parti sociali.

Pensione anticipata

Una ulteriore nota del Ministero – volta a confutare indiscrezioni sul cosiddetto “prestito pensionistico” – spiega piuttosto che lo strumento allo studio è «finalizzato a favorire la transizione, su base volontaria, dal lavoro alla pensione, fermo restando i requisiti dell’attuale normativa». Il Ministero aggiunge che tale strumento «andrebbe incontro a persone e a imprese (come quelle di minori dimensioni) che attualmente non possono utilizzare gli strumenti previsti in materia dalla legislazione vigente» offrendo uno «strumento aggiuntivo cui si accederebbe su base volontaria, con il possibile coinvolgimento delle imprese, come già avviene nei casi previsti dalla legge per le aziende di maggiori dimensioni».

Incentivi all’esodo nelle PMI

Dunque, nell’atteso del provvedimento si possono fare solo ipotesi. Si tratta di uno strumento di cui si parla da tempo ed era stata ventilata anche la possibilità di inserirlo in Finanziaria. E’ chiaro che esiste un probelma di coperture, ma analizzando le dichiarazioni di Giovannini e la nota ministeriale si può davvero pensare che la soluzione più fattibile sia l’estensione dello strumento già disponibile per aziende sopra i 15 dipendenti, che possono stipulare accordi con i lavoratori a meno di 4 anni dai requisiti pensionistici (con le attuali regole): possono ritirarsi in anticipo incassando dall’Inps un corrispondente trattamento (finanziato dall’azienda) . E’ probabile che il meccanismo allo studio preveda tempistiche e caratteristiche diverse, magari in termini di anzianità del lavoratore, durata e finanziamento del trattamento. Gli elementi che il Ministero sottolinea fanno comunque ritenere che funzionerà  su base volontaria, verrà finanziato almeno in parte con i contributi del datore di lavoto e sarà applicabile anche alle PMI sotto i 15 dipendenti (fonte: Ministero del Lavoro).