Tratto dallo speciale:

Contratti di Lavoro per l’Expo 2015 entro settembre

di Francesca Vinciarelli

scritto il

I piani del Governo per sfruttare l'Expo 2015 creando occupazione: alle parti sociali il compito di definire i contratti di lavoro ad hoc, puntando su apprendistato ed incentivi all'assunzione.

Grande fermento introno all’Expo 2015 per il contributo che può dare all’occupazione del Paese: il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, ha fornito anticipazioni sugli annunciati contratti di lavoro flessibili e ad hoc pensati proprio per l’Expo 2015.

Giovannini si è impegnato a definirli entro metà settembre, diversamente  «Governo e Parlamento dovranno intervenire», anche se sarebbe preferibile che si trovasse un accordo tra le parti sociali.

L’obiettivo, spiega Giovannini, dovrebbe essere quello di puntare su apprendistato breve (2 anni) e l’estensione degli incentivi all’assunzione previsti dal Pacchetto Lavoro, garantendo sgravi contributivi per la trasformazione dei contratti di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato:

=> Leggi di più sulle nuove assunzioni agevolate

In questo modo si riuscirebbe a sfruttare al meglio l’occasione dell’Expo, ha sottolineato il ministro in occasione dell’incontro con le parti sociali, volto anche a capire quanto queste siano disponibili ad intraprendere la strada indicata dal Governo.

Ed i sindacati si sono mostrati ben disposti a «trovare forme flessibili per aumentare l’occupazione», ha dichiarato il segretario della CISL, Raffaele Bonanni, giudicando «apprezzabile che il Governo intenda affidare la questione alle parti sociali».

Secondo l’opionione della CISL, la strada giusta è «quella dell’accordo interconfederale nel quale pensiamo di coinvolgere anche le realtà territoriali, in particolare della Lombardia, che hanno già iniziato a discutere sul tema dell’Expo».

In generale, per quanto riguarda la lotta alla precarietà, un tarlo che attanaglia l’Italia, la ricetta della CISL consiste nell’«aumentare le retribuzioni e le tutele previdenziali e formative per i lavoratori flessibili».

=> Leggi perché l’Italia è il Paese del precariato

Secondo il segretario confederale della UIL, Guglielmo Loy, è positiva «l’idea di demandare alle parti sociali l’individuazione di un accordo quadro» per l’utilizzo dei contratti a termine in vista dell’Expo 2015. È però necessario evitare, ravvisa Loy, «il rischio che l’insieme degli incentivi converga solo su una sola fascia di età, bisogna porsi il tema degli over 30». La UIL, aggiunge poi, è poco favorevole alla riapertura di «tipologie contrattuali come le collaborazioni, i contratti intermittenti e i voucher».

«L’Expo 2015 porterà senza dubbio nuovi posti di lavoro» aveva commentato il segretario generale della CGIL, Susanna Camusso, a margine di un convegno alla Camera del lavoro di Milano con il ministro Giovannini: si tratta di «un evento straordinario. C’è bisogno di regolare un periodo straordinario. Ciò che non è sopportabile è che si approfitti di un evento straordinario per deregolare il sistema».

=> Leggi i pilastri del Pacchetto Lavoro

Per Camusso non è possibile affrontare i temi della disoccupazione «attraverso il continuare ad alimentare forme di flessibilità. Siamo un Paese che ha una altissima precarietà, ciò non toglie che questo diventi uno degli elementi di debolezza del sistema dei servizi».