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Pensione anticipata per lavori usuranti: una chimera

di Francesca Vinciarelli

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Per chi ha svolto lavori usuranti la pensione anticipata è un diritto, difficile però da dimostrare: ecco i problemi che ostacolano l'accoglimento delle domande da parte dell'INPS e i requisiti normativi.

Oltre agli esodati, anche chi ha svolto lavori usuranti (>>leggi tutto) inizia a guardare alla pensione come ad un miraggio, non riuscendo ad accedere alla pensione anticipata che gli spetterebbe di diritto.

La colpa è dei vicoli troppo stringenti e della troppa burocrazia, che prevede a volte documenti introvabili.

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Lavori usuranti e pensioni anticipate

Nei termini di legge 2012 – tra novembre e giugno – sono state presentate 11 mila domande INPS da lavoratori che intendono beneficiare della pensione anticipata entro l’anno, ma più di 8 mila sono state respinte: il 73%.

Nella stesso intervallo, soltanto 930 lavoratori hanno iniziato a ricevere l’assegno per la propria pensione anticipata, quando nel 2011 erano 235mila. Perchè?!

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Il problema principale che ostacola l’accoglimento delle domande di pensione anticipata per lavori usuranti riguarda la documentazione allegata.

Secondo l’INPS, oltre il 70% di quella inviata è stata ritenuta non adeguata a dimostrare che il lavoratore abbia effettivamente svolto un’attività usurante nonostante ne abbiano realmente diritto. Ma la colpa non sempre è del lavoratore che inoltra la domanda. Anzi.

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«I problemi riguardano soprattutto il lavoro notturno nelle piccole aziende: non è raro che queste società a distanza di anni non abbiano più tutta la documentazione sui turni dei loro dipendenti. Poi c’è il problema delle imprese fallite: se un’azienda non esiste più recuperare i certificati richiesti può essere estremamente difficile» spiega l’INAS.

Qualcuno ha provato ad allegare alle domande di uscita anticipata delle certificazioni postume dei datori di lavoro che però l’INPS non ha accolto.

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Fondi per pensioni anticipate

Ci sono poi i paletti troppo stretti imposti dalla Ragioneria di Stato, come spiega Cesare Damiano, ex-ministro del Lavoro: «per contenere le spese la Ragioneria dello Stato aveva previsto una platea di beneficiari di 5mila persone.

Non è raro che la Ragioneria pecchi per eccesso di prudenza: se si considera che la legge non è stata attuata sino al 2011, a conti fatti negli ultimi anni lo Stato ha risparmiato più di 750 milioni di euro. Denaro che sarebbe spettato a chi svolge attività usuranti».

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Tutto questa senza contare il problema delle imprese in crisi, costrette alla cassa integrazione che di fatto impedisce di richiedere la pensione anticipata al lavoratore: la legge prevede che abbia svolto un lavoro usurante per almeno sette anni nell’ultimo decennio e nei 12 mesi precedenti la presentazione della domanda di pensionamento.

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