Pmi e HR: personale, costo o valore?

di Noemi Ricci

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Le indagini Confcommercio dimostrano che il capitale umano presente in azienda è il primo fattore di competitività. Il problema è nei costi del personale: una Pmi su due ha difficoltà a sostenerli

L’indagine su Capitale umano e Pmi realizzata da Confcommercio in collaborazione con Format parla chiaro: le imprese sono consapevoli dell’importanza delle risorse umane per monetizzare le proprie attività di business, ma la metà non riesce a sostenerne i costi.

Questo il dato di massima della ricerca illustrata al Convegno Capitale Umano e Pmi: scuola, formazione e innovazione nel corso del Roadshow Pmi di Confcommercio tenutosi a Trento nell’ambito della Prima settimana Europea delle Pmi promossa dalla UE.

Nello specifico, solo il 53,6% delle aziende sottoposte al sondaggio ha dichiarato di valutare accettabile il costo del personale, mentre il 36,9% afferma di incontrare serie difficoltà al momento del pagamento. E soprattutto, esiste un buon 9,4% che considera assolutamente non sostenibile tale costo.

A farne le spese sono soprattutto le piccole imprese – quelle che non superano i dieci lavoratori – con una grado di difficoltà maggiore se si tratta di imprese del Nord-Ovest e nei settori Commercio e Turismo.

In relazione alle Risorse Umane specializzate, le aziende italiane individuano nella scarsa propensione alla formazione la principale fonte di inefficienza nello svolgimento delle mansioni lavorative, cui si ovvia in genere con soluzioni di formazione interna.

Il 60% si dichiara complessivamente soddisfatta della propria formazione interna, che dalle analisi effettuate risulta adeguata per il 53,9% del personale esecutivo, per il 60,7% dei quadri e per l’86,1% dirigenti.

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