Acquisti online: in ufficio è meglio…

di Redazione PMI.it

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Il rapporto BSA sulle tendenze dei consumatori online rileva che 1/3 degli acquisti natalizi sono effettuati in ufficio: ineluttabilità o scarsa professionalità?

Lo shopping natalizio si fa sempre più online. Fin qui nulla di nuovo, ma quando lo si fa in ufficio forse è segno che qualcosa non va: una recente ricerca R&T Strategies promossa da BSA, segnala come ben un terzo dei regali per il Natale 2007 sono stati e saranno comprati dai PC dell’ufficio.

L’obiettivo dello studio – che ha analizzato le attitudini di 4.000 dipendenti che dispongono di connessione web – è stato quello di evidenziare come sia semplice per gli impiegati eludere i controlli ed utilizzare pc e attrezzature d’ufficio per scopi personali, esponendo l’azienda a una molteplicità di rischi tecnici e legali (dai virus alle violazioni di copyright). A quanto pare, un trend che interessa i dipendenti di ben 20 Paesi di tutto il mondo.

In Italia la tendenza riguarda il 31,1% dei dipendenti d’ufficio, in linea con la media europea e leggermente indietro rispetto agli USA (40,9%). A spiccare è l’ammissione da parte degli intervistati di scarsa preoccupazione rispetto al fatto di usare il pc d’ufficio per lo shopping. In Italia, solo il 10% dei lavoratori pensa di limitare i propri acquisti.

Certo, si potrebbe trovare un’attenuante nel fatto che l’uso illecito dei computer sul posto di lavoro risponde ad una sorta di “necessità” di ricorrere al tempo (e alle dotazioni tecniche dell’ufficio) impiegato in azienda per non venir triturati dalla grande macchina del business non-stop, e riscoprire una qualche forma di dimensione umana.
Il problema è che la tendenza ad abusare del pc in ufficio non si limita al Natale: download di software per il banking online, streaming video di eventi sportivi, navigazione libera, comunicazioni online, ecc. sono una prassi che accompagna i dipendenti tutto l’anno.

Al di là delle considerazioni di tipo professionale, il vero problema è che l’utilizzo delle reti aziendali per scopi personali espone le imprese a innegabili rischi di attacco hacker, virus o fuga di dati.
«Comportamenti di questo tipo portano poi i dipendenti a scaricare software, tool o altri materiali coperti da copyright ‘per puro divertimento’, esponendo da un lato i propri PC al rischio di virus e spyware, e dall’altro addossando al datore di lavoro l’eventuale responsabilità per la violazione dei relativi diritti», spiega Luca Marinelli, Presidente di BSA Italia.

Per questo motivo, BSA consiglia di rafforzare le policy software per l’utilizzo di Internet, acquisendo anche una visione equilibrata dell’utilizzo di Internet da parte dei loro dipendenti, che vanno sensibilizzati rispetto ai potenziali rischi. Non dimentichiamo infatti che, per quanto l’e-commerce offra innumerevoli opportunità, è anche fonte di pericoli, non ultimo quello delle frodi online, che se trovano spazio in ufficio possono avere conseguenze incresciose per l’intera azienda.