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Lavoro gravoso e usurante a confronto

di Barbara Weisz

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La Riforma Pensioni introduce l'APE sociale per il lavoro gravoso, la pensione anticipata con 41 anni di contributi se anche precoce, in parallelo alla quota 97 se usurante: tutte le differenze.

I lavoratori impegnati in mansioni gravose che hanno accesso all’APE sociale sono una categoria diversa da quella rappresentata da chi svolge lavori usuranti, che continuano anche a dare diritto alla pensione anticipata con il vecchio sistema delle quote: la precisazione è utile perché la Riforma Pensioni 2017 inserita in Legge di Stabilità introduce una precisa differenziazione fra lavoro gravoso e usurante, dalla quale derivano diritti diversi in materia previdenziale.
Cerchiamo di fare ordine fra le diverse definizioni e i conseguenti diritti alla pensione.

=> Pensioni 2017: modalità e requisiti

Lavori gravosi

I lavori gravosi sono esclusivamente quelli elencati nella stessa Legge di Stabilità, definiti dalla lettera d del comma 179 della manovra (Legge 232/2016) ed elencati nell’allegato C. Si tratta di dipendenti, che, nel momento in cui chiedono l’anticipo pensionistico APE, hanno almeno 63 anni di età e 36 anni di contributi, svolgono da almeno 6  anni negli ultimi sette oppure sette anni negli ultimi dieci «attività lavorative per le quali è richiesto un impegno tale da rendere particolarmente difficoltoso e rischioso il loro svolgimento in modo continuativo» e sono ricompresi in una delle seguenti categorie:

  • operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia, della manutenzione degli edifici;
  • conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni;
  • conciatori di pelle e pellicce;
  • conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante;
  • conduttori di mezzi pesanti e camion;
  • personale delle professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzati in turni;
  • addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza;
  • insegnanti della scuola dell’infanzia ed educatori degli asili nido;
  • facchini, addetti allo spostamento merci e assimilati;
  • personale non qualficato addetto a servizi di pulizia;
  • operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti.

=> Lavoro gravoso: calcolo APE sociale

Pensione anticipata lavori gravosi

Questi lavoratori hanno diritto all’APE sociale: 12 mensilità, importo pari alla rata mensile della pensione calcolata al momento dell’accesso alla prestazione, non superiore a 1500 euro, non soggetto a rivalutazione. Deve essere cessata l’attività lavorativa, non è compatibile con titolari di altri trattamenti pensionistici diretti, con trattamenti di sostegno al reddito connessi alla disoccupazione involontaria, ASDI, indennizzo per la cessazione definitiva dell’attività commerciale. E’ invece compatibile con redditi da lavoro dipendente fino a 8mila euro o da lavoro autonomo fino a 4.800 euro. Il beneficio decade nel caso in cui venga raggiunto il requisito per la pensione anticipata.

Se questi lavoratori sono anche precoci (un anno di contribuzione effettiva entro il 19esimo anno di età), possono andare in pensione con 41 anni di contributi.

=> Pensione anticipata precoci

Lavoro usurante

I lavori usuranti sono quelli previsti dall’articolo 1 del dlsg 67/2011. Si tratta di addetti a determinate attività e lavoratori notturni. Ecco le attività considerate usuranti (decreto ministero Lavoro del 19 maggio 1999):

  • lavori in galleria, cava o miniera: mansioni svolte in sotterraneo con carattere di prevalenza e continuità;
  • lavori nelle cave: mansioni svolte dagli addetti alle cave di materiale di pietra e ornamentale;
  • lavori nelle gallerie: mansioni svolte dagli addetti al fronte di avanzamento con carattere di prevalenza e continuità;
  • lavori in cassoni ad aria compressa;
  • lavori svolti dai palombari;
  • lavori ad alte temperature: mansioni che espongono ad alte temperature, quando non sia possibile adottare misure di prevenzione, quali, a titolo esemplificativo, quelle degli addetti alle fonderie di 2 fusione, non comandata a distanza, dei refrattaristi, degli addetti ad operazioni di colata manuale;
  • lavorazione del vetro cavo: mansioni dei soffiatori nell’industria del vetro cavo eseguito a mano e a soffio;
  • lavori espletati in spazi ristretti: con carattere di prevalenza e continuità ed in particolare delle attività di costruzione, riparazione e manutenzione navale, le mansioni svolte continuativamente all’interno di spazi ristretti, quali intercapedini, pozzetti, doppi fondi, di bordo o di grandi blocchi strutture;
  • lavori di asportazione dell’amianto: mansioni svolte con carattere di prevalenza e continuità.

I lavoratori notturni sono invece compresi nelle seguenti categorie (lettera b, articolo 1, dlsg 67/2011):

  • lavoratori a turni che prestano attività nel periodo notturno per almeno sei ore e per un numero minimo 78 notti lavorate all’anno;
  • lavoratori che prestano la loro attività per almeno tre ore nell’intervallo tra la mezzanotte e le cinque del mattino, per periodi di lavoro di durata pari all’intero anno lavorativo;
  • lavoratori alle dipendenze di imprese per le quali operano le voci di tariffa per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro  (sono contenuti nell’allegato 1 del dlgs 67/2011), impegnati in catena di montaggio;
  • conducenti di autoveicoli di capienza non inferiore a nove posti adibiti a trasporto pubblico collettivo.

Attenzione: nel caso dei lavoratori notturni che prestano attività per almeno 6 ore ma meno di 78 notti lavorate all’anno, è prevista la pensione anticipata con regole diverse. Applicando l’abolizione delle finestre mobili, molto in sintesi i requisiti sono i seguenti: da 64 a 71 notti lavorate l’anno vale la quota 99, per il lavoro notturno da 72 a 78 giorni l’anno la quota 98 (in entrambi i casi, eliminando l’aspettativa di vita). Le regole applicative precise saranno comunque previste da apposito decreto ministeriale attuativo.

Pensione anticipata lavoro usurante

In base al comma 206 della Legge di Stabilità, questi lavoratori possono andare in pensione con la quota 97 (ci vogliono 35 anni di contributi), senza dover più aggiungere l’aspettativa di vita. Le mansioni usuranti devono essere svolte per almeno 7 anni (compreso l’anno di maturazione dei requisiti) negli ultimi 10 di attività lavorativa, oppure per almeno la metà della vita lavorativa complessiva. Non rilevano i periodi coperti da contribuzione figurativa.

=> Lavori usuranti nella Legge di Stabilità

  • Dipendenti: quota 97,6 (somma di età e contributi), età minima 61 anni e 7 mesi, anzianità contributiva di 35 anni;
  • autonomi: quota 98,6 età minima 62 anni e 7 mesi, anzianità contributiva minima di 35 anni.

Nel caso in cui siano anche lavoratori precoci, quindi abbiano almeno un anno di contributi versati prima dei 19 anni, possono ritirarsi con 41 anni di contributi, indipendentemente dall’età. I decreti attuativi potrebbero portare un’altra novità: l’estensione della quota 41 a notturni e  usuranti.

La pensione anticipata per lavori usuranti non è più legata alle finestre mobili. La domanda si presenta entro il primo maggio dell’anno precedente a quello di maturazione dei requisiti, presso la sede INPS competente.

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