La terza edizione del Fondo Nuove Competenze (FNC3) è stata caratterizzata da un’integrazione di risorse, portando il plafond complessivo a un miliardo e 49 milioni di euro; questo ha permesso di sostenere gli investimenti formativi delle imprese accogliendo tutte le domande di contributi per la formazione interna presentate dalle filiere e dai sistemi formativi.
Il rifinanziamento 2025 del Fondo Nuove Competenze con 318,8 milioni di euro, dunque, ha consentito l’ammissione di tutte le istanze inoltrate fino a quest’anno. Ammontano in totale a 13.046, comprendendo 1.921 aziende organizzate in filiera, 857 sistemi formativi e 10.268 domande di singoli datori di lavoro.
Potranno beneficiare dei percorsi finanziati anche 887 figure sulle quali le imprese investono nelle prime fasi del rapporto di lavoro oltre ai dipendenti giù in forze. Si tratta di: disoccupati da almeno un anno, assunti con contratto a tempo indeterminato o con contratto di apprendistato, oppure neoassunti nel campo dell’alta formazione e ricerca o ammessi alla formazione in vista della successiva assunzione.
Il Fondo Nuove Competenze 3 è un’alleanza tra Stato e imprese per la formazione delle competenze in quei molti settori produttivi che hanno contraddistinto l’Italia nel mondo per la loro eccellenza e in tutti gli altri ambiti emergenti per via delle grandi transizioni del nostro tempo.
Lo ha affermato Marina Calderone, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, commentando così i buoni risultati dell’iniziativa “Fondo nuove competenze 3 – Competenze per le innovazioni”, che giunto alla sua terza edizione si è posto l’obiettivo di rendere più competitive le PMI italiane puntando sulle competenze delle persone.
Per quest’anno le domande sono chiuse ma è prevedibile una nuova edizione della misura, che compre dal 60 all’80% delle spese per la formazione interna dei dipendenti durante l’orario di lavoro previo accordo aziendale. Quest’anno, il focus è stato sulla formazione sui sistemi tecnologici e digitali, intelligenza artificiale, sostenibilità e impatto ambientale, economia circolare, transizione ecologica, efficientamento energetico, welfare aziendale e benessere organizzativo.