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Nuovo Decreto Flussi per assumere manodopera extra-UE

di Teresa Barone

Pubblicato 4 Aprile 2023
Aggiornato 20 Gennaio 2026 10:31

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Il Decreto Flussi regola l’ingresso di lavoratori extra UE. Quote, settori ammessi, tipologie di lavoro e regole per le imprese che assumono.

Il Decreto Flussi è lo strumento con cui viene programmato l’ingresso in Italia di lavoratori provenienti da Paesi extra UE. Negli ultimi anni, questo meccanismo è diventato centrale per molte imprese, chiamate a fronteggiare una carenza strutturale di manodopera che incide direttamente sulla capacità produttiva e sulla continuità operativa.

Attraverso il sistema delle quote, il Decreto Flussi consente alle aziende di assumere lavoratori residenti all’estero, nel rispetto di limiti numerici e condizioni stabilite annualmente.

Cos’è il Decreto Flussi e a cosa serve

Il Decreto Flussi definisce, con cadenza periodica, il numero massimo di cittadini extra UE che possono entrare in Italia per motivi di lavoro. L’ingresso non è libero, ma subordinato a una programmazione che tiene conto dei fabbisogni del mercato del lavoro e delle esigenze dei settori produttivi.

Il sistema si basa su quote prefissate e sull’iniziativa del datore di lavoro, che deve presentare una richiesta per l’assunzione del lavoratore residente all’estero.

Chi può assumere con il Decreto Flussi

Il Decreto Flussi è rivolto principalmente alle imprese che operano in settori caratterizzati da una cronica difficoltà di reperimento del personale. La procedura non nasce come strumento per il lavoratore, ma come canale di ingresso attivato dal datore di lavoro.

Rientrano tra i soggetti che possono presentare domanda:

  • imprese agricole e della filiera agroalimentare
  • aziende del turismo e della ricettività
  • imprese edili
  • operatori della logistica e dell’autotrasporto
  • datori di lavoro nel settore dell’assistenza familiare e domestica

Le tipologie di lavoro previste

Il Decreto Flussi distingue tra diverse tipologie di ingresso, ciascuna con regole e limiti specifici.

  • Lavoro stagionale, destinato a rapporti a tempo determinato legati a periodi dell’anno in cui la domanda di lavoro aumenta in modo significativo
  • Lavoro subordinato non stagionale, che consente l’instaurazione di rapporti di lavoro continuativi

Le due tipologie rispondono a esigenze differenti e sono soggette a quote distinte all’interno della programmazione dei flussi.

Come funziona la procedura per le imprese

L’assunzione di manodopera extra UE attraverso il Decreto Flussi avviene mediante una procedura articolata in più fasi. L’impresa presenta la richiesta di ingresso indicando il lavoratore, il rapporto di lavoro e le condizioni contrattuali.

Alla richiesta segue una verifica amministrativa che, in caso di esito positivo, porta al rilascio del nulla osta. Questo documento consente al lavoratore di richiedere il visto di ingresso nel Paese di origine e di entrare in Italia per avviare il rapporto di lavoro.

Il meccanismo è vincolato alla disponibilità delle quote e ai tempi di lavorazione delle domande, che rappresentano uno degli aspetti più critici per le imprese.

Click day e quote extra

Nel tempo, il meccanismo del cosiddetto click day è stato progressivamente riformato per ridurre l’effetto “lotteria” che caratterizzava le prime applicazioni del Decreto Flussi. In origine, l’assegnazione delle quote avveniva quasi esclusivamente in base all’ordine cronologico di invio delle domande, con forti distorsioni legate alla capacità tecnica di accesso ai sistemi informatici.

Le modifiche introdotte negli ultimi anni hanno puntato a rendere il sistema più selettivo e meno casuale, attraverso finestre temporali differenziate, quote riservate a specifici settori e canali preferenziali per alcune categorie di datori di lavoro. In questo contesto assumono rilievo anche le quote extra, destinate a rispondere a fabbisogni emergenziali o a rafforzare comparti strategici in presenza di carenze particolarmente accentuate.

Il click day resta un passaggio centrale, ma è oggi inserito in una cornice più strutturata, in cui la programmazione e la qualificazione della domanda assumono un peso crescente rispetto alla sola rapidità di invio.

La procedura di base: Sportello Unico, portale ALI e nulla osta

L’assunzione di lavoratori extra UE attraverso il Decreto Flussi avviene tramite una procedura amministrativa centralizzata presso lo Sportello Unico per l’Immigrazione. L’iniziativa spetta sempre al datore di lavoro, italiano o straniero regolarmente residente in Italia, che presenta la richiesta di nulla osta esclusivamente dopo la pubblicazione del decreto di programmazione dei flussi.

La domanda viene trasmessa attraverso il portale Servizi-ALI e contiene gli elementi essenziali del rapporto di lavoro proposto. In caso di esito positivo dell’istruttoria, lo Sportello Unico rilascia il nulla osta al lavoro, che consente al lavoratore di richiedere il visto di ingresso presso le rappresentanze consolari.

Dopo l’ingresso in Italia, il lavoratore completa gli adempimenti presso lo Sportello Unico, che supporta la stipula del contratto di soggiorno, l’attribuzione del codice fiscale e l’avvio della richiesta di permesso di soggiorno.

Quote disponibili, verifiche e limiti del sistema

Il rilascio del nulla osta è subordinato alla disponibilità delle quote annuali previste dal Decreto Flussi. Le richieste che eccedono le quote non possono essere accolte e vengono rinviate alla successiva programmazione, salvo l’eventuale assegnazione di quote aggiuntive.

Nel lavoro non stagionale, la normativa prevede anche una verifica sulla disponibilità di lavoratori già presenti sul territorio nazionale. Questa fase non si applica invece alle assunzioni stagionali, che seguono un canale più diretto.

Le domande respinte per mancanza di quote non decadono automaticamente: in presenza di nuove assegnazioni, possono essere riesaminate con priorità, a conferma del ruolo centrale della programmazione rispetto alla singola istanza.

La procedura di base: domanda e nulla osta

La procedura per l’assunzione di lavoratori extra UE tramite Decreto Flussi si articola in una sequenza standardizzata di passaggi. La domanda viene presentata dal datore di lavoro attraverso il portale ALI, indicando il lavoratore, la tipologia di rapporto e le condizioni contrattuali previste.

Alla presentazione della domanda segue l’istruttoria amministrativa, che può concludersi con il rilascio del nulla osta al lavoro. Questo documento consente al lavoratore di richiedere il visto presso le autorità consolari e di fare ingresso in Italia per l’avvio del rapporto di lavoro.

Il ruolo delle associazioni e l’asseverazione dei requisiti

La procedura distingue tra le domande presentate direttamente dai datori di lavoro e quelle inoltrate tramite associazioni di categoria o soggetti abilitati. In quest’ultimo caso, le organizzazioni possono operare come intermediari, semplificando la gestione delle richieste per le imprese associate.

Per attestare il rispetto dei requisiti economico-finanziari e contrattuali richiesti, la normativa prevede l’asseverazione, firmata da professionisti o organizzazioni datoriali. L’asseverazione certifica la capacità dell’impresa di sostenere il rapporto di lavoro e la coerenza delle condizioni offerte.

L’asseverazione non è richiesta quando la domanda è presentata, per conto degli associati, dalle organizzazioni firmatarie di specifici protocolli con il Ministero del Lavoro. Restano comunque possibili controlli successivi da parte dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro e dell’Agenzia delle Entrate.

I motivi ostativi al rilascio del nulla osta

Il nulla osta al lavoro può essere negato o revocato in presenza di motivi ostativi a carico del datore di lavoro o del lavoratore straniero. Le cause ostative riguardano, in sintesi, profili di ordine pubblico, sicurezza, precedenti penali rilevanti o violazioni della normativa sull’immigrazione.

In caso di accertamento successivo di elementi ostativi, il nulla osta e il visto possono essere revocati, con conseguente risoluzione del contratto di soggiorno e del permesso di soggiorno.

Decreto Flussi per la manodopera nelle imprese

La progressiva riduzione della forza lavoro disponibile a livello nazionale ha reso il Decreto Flussi uno strumento sempre più strategico. In agricoltura, turismo, edilizia e logistica, l’accesso a manodopera extra UE rappresenta spesso una condizione necessaria per garantire la continuità delle attività.

La possibilità di programmare ingressi regolari, seppur entro limiti numerici, consente alle imprese di ridurre il ricorso a soluzioni emergenziali e di mantenere standard produttivi adeguati.