Tratto dallo speciale:

Pensioni 2022 in Manovra: a chi spetta l’uscita anticipata

di Redazione PMI.it

scritto il

Riforma pensioni in Legge di Bilancio 2022: numeri e analisi dei potenziali nuovi beneficiari della pensione Quota 102, Opzione Donna e APE Sociale.

Le misure di riforma pensioni inserite in Legge di Bilancio 2022 , senza un allargamento rispetto a quanto previsto dal testo del Ddl, permettono la flessibilità in uscita in modo ridotto: almeno in base alle stime della CGIL, la platea dei nuovi beneficiari si limiterebbe a circa 32mila nuovi beneficiari, ovvero il 22,6% di coloro che hanno chiesto di andare in pensione nel 2020 con le stesse misure (per la precisione, 32.151 su 141.918). Il sindacato confederale ha presentato uno studio, realizzato dall’Osservatorio Previdenza della Fondazione di Vittorio e della CGIL nazionale, che analizza la platea di aventi diritto alle tre misure sulle pensioni inserite in Manovra:

  1. Quota 102
  2. APE Sociale
  3. Opzione Donna

Si tratta di un’analisi basata sulla versione di riforma inserita nel disegno di legge approvato dal Governo il 28 ottobre, che tuttavia è probabilmente già superata, in particolare per quanto riguarda l’Opzione Donna. Vediamo tutto.

Quota 102

E’ la misura che sostanzialmente risolve il problema dello scalone che si sarebbe determinato dal primo gennaio con lo scadere della Quota 100, che consente di ritirarsi con 62 anni di età e 38 anni di contributi entro il 31 dicembre 2021. Dal 2022, per le pensioni, si sarebbe tornati ai soli requisiti pieni della Legge Fornero: 67 anni per la pensione di vecchiaia oppure 42 anni e dieci mesi, uno in meno per le donne, per quella anticipata. Uno scalone appunto, con un requisito improvvisamente alzato di cinque anni da un anno all’altro.

La Quota 102 consente di ritirarsi a chi ha 64 anni di età e 38 anni di contributi entro il 31 dicembre 2022. In sostanza, alza di due anni il requisito anagrafico, lasciando intatto quello contributivo. In parole semplici, è una misura più restrittiva rispetto a una semplice proroga della Quota 100, che avrebbe coinvolto tutti coloro che compiono 62 anni nel 2022 oppure che maturano l’anno prossimo il requisito contributivo.

  • Restano  fuori i nati nel 1959 che a fine 2021 non avevano i 38 anni di contributi ma li maturano nel 2022, perchè non avranno il requisito di età. E non c’è l’allargamento della platea ai nati nel 1960 che maturano i 38 anni di contributi nel 2022, sempre per effetto dell’innalzamento del requisito di età.
  • Per contro, coloro che compiono 64 anni nel 2022 e che non sono rientrati nella Quota 100 negli anni scorsi per mancanza del requisito contributivo, potranno utilizzare la Quota 102. In base alle stime, a maturare il requisito per la Quota 102 nel 2022 sono 34.096 persone, ma escludendo chi aveva già il diritto alla Quota 100 si scende a 8.524 persone.

APE Sociale

La proroga consente a chi ha 63 anni di età e rientra in una delle quattro categorie di aventi diritto (disoccupati che hanno terminato di utilizzare gli ammortizzatori sociali, caregiver, lavoratori con handicap pari almeno al 74%, addetti a lavori gravosi) di utilizzare l’APE Sociale. Le prime tre tipologie di lavoratori devono avere 30 anni di contributi, per gli addetti a mansioni gravose sono necessari 36 anni di versamenti. Ebbene, l’allargamento della platea a un più vasto numero di lavori gravosi, con eliminazione del paletto previsto per i disoccupati, che non devono più aspettare tre mesi dal termine degli ammortizzatori sociali, in base alle risorse stanziate e alla relativa possibilità di accogliere le domande, porta il numero ei potenziali beneficiari a 21.614 persone, di cui:

  • disoccupati: 7.206
  • caregiver: 1.763
  • invalidi: 971
  • gravosi: 11.674

Opzione Donna

Le stime contenute nel report potrebbero essere in realtà considerarsi già superate, perché incamerano un’anticipazione che era contenuta nella bozza entrata in Consiglio dei Ministri lo scorso 28 ottobre, secondo cui si limiterebbe l’Opzione Donna alle lavoratrici con 35 anni di contributi maturati a fine 2021 assieme al requisito anagrafico di 60 o 61 anni di età (rispettivamente se dipendenti o autonome). Uno scenario ipotetico che consentirebbe l’accesso ad appena 2.013 nuove aventi diritto.

In base alle nuove indiscrezioni sulla Manovra economica 2022, tuttavia, il testo del Ddl di Bilancio che alla fine arriverà in Senato (dove inizia l’iter parlamentare) potrebbe essere diverso, prevedendo il medesimo requisito contributivo ma tornando al precedente requisito anagrafico: 58 o 59 anni, rispettivamente per le lavoratrici dipendenti e lavoratrici autonome, sempre al 31 dicembre 2021. Quindi, la platea delle nuove aventi diritto sarebbe prevedibilmente più ampia. Per avere certezze, però, bisogna aspettare il testo definitivo della Legge di Bilancio 2022, che tra pochi giorni approda in Parlamento per l’esame e la discussione.