Pensioni 2022 in Manovra: a chi spetta l’uscita anticipata

di Redazione PMI.it

scritto il

Novità pensioni in Legge di Bilancio 2022, in vigore dal 1° gennaio: analisi dei nuovi beneficiari per la pensione Quota 102, Opzione Donna e APE Sociale.

Le nuove misure di riforma pensioni inserite in Legge di Bilancio 2022 entrano in vigore il 1° gennaio 2022 e contestualmente cessa la sperimentazione triennale della Quota 100. Le novità dell’ultima ora hanno permesso di far entrare in Manovra anche a due nuove sotto-categorie di beneficiari (edili e dei ceramisti) rispetto alle tre già previste dal Ddl originario, ma di fatto il grosso degli aventi diritto alla flessibilità in uscita ruota intorno alle tre misure:

  1. Quota 102
  2. APE Sociale
  3. Opzione Donna

Analizziamo per intero la platea dei beneficiari delle formule di pensione anticipata 2022.

Quota 102

E’ la misura che risolve il problema dello scalone che si sarebbe determinato dal primo gennaio con lo scadere della Quota 100. Dal 2022, per le pensioni, si sarebbe tornati ai soli requisiti pieni della Legge Fornero: 67 anni per la pensione di vecchiaia oppure 42 anni e dieci mesi, uno in meno per le donne, per quella anticipata. Uno scalone appunto, con un requisito improvvisamente alzato di cinque anni da un anno all’altro.

La Quota 102 consente di ritirarsi a chi ha 64 anni di età e 38 anni di contributi entro il 31 dicembre 2022. In sostanza, alza di due anni il requisito anagrafico, lasciando intatto quello contributivo. In parole semplici, è una misura più restrittiva rispetto a una semplice proroga della Quota 100, che avrebbe coinvolto tutti coloro che compiono 62 anni nel 2022 oppure che maturano l’anno prossimo il requisito contributivo.

  • Restano fuori i nati nel 1959 che a fine 2021 non avevano i 38 anni di contributi ma li maturano nel 2022, perché non avranno il requisito di età. E non c’è l’allargamento della platea ai nati nel 1960 che maturano i 38 anni di contributi nel 2022, sempre per effetto dell’innalzamento del requisito di età.
  • Rientrano coloro che compiono 64 anni nel 2022 e che non sono rientrati nella Quota 100 negli anni scorsi per mancanza del requisito contributivo. In base alle stime, a maturare il requisito per la Quota 102 nel 2022 sono 34.096 persone, ma escludendo chi aveva già il diritto alla Quota 100 si scende a 8.524 persone.

APE Sociale

La proroga consente a chi ha 63 anni di età e rientra in una delle quattro categorie di aventi diritto (disoccupati che hanno terminato di utilizzare gli ammortizzatori sociali, caregiver, lavoratori con handicap pari almeno al 74%, addetti a lavori gravosi) di utilizzare l’APE Sociale. Le prime tre tipologie di lavoratori devono avere 30 anni di contributi, per gli addetti a mansioni gravose sono necessari 36 anni di versamenti (con l’eccezione delle nuove sotto-categorie, a cui sono richiesti 32 anni).

L’allargamento della platea a un più vasto numero di lavori gravosi, con eliminazione del paletto previsto per i disoccupati, che non devono più aspettare tre mesi dal termine degli ammortizzatori sociali, in base alle risorse stanziate e alla relativa possibilità di accogliere le domande, porta il numero ei potenziali beneficiari a 21.614 persone, di cui:

  • disoccupati: 7.206
  • caregiver: 1.763
  • invalidi: 971
  • gravosi: 11.674

I nuovi gravosi 2022

Professioni ammesse all’APE Sociale
2.6.4 – Professori di scuola primaria, pre–primaria e professioni assimilate
3.2.1 – Tecnici della salute
4.3.1.2 Addetti alla gestione dei magazzini e professioni assimilate
5.3.1.1 – Professioni qualificate nei servizi sanitari e sociali
5.4.3 – Operatori della cura estetica
5.4.4 – Professioni qualificate nei servizi personali ed assimilati
6 – Artigiani, operai specializzati, agricoltori
7.1.1 – Conduttori di impianti e macchinari per l’estrazione e il primo trattamento dei minerali
7.1.2 – Operatori di impianti per la trasformazione e lavorazione a caldo dei metalli
7.1.3 – Conduttori di forni ed altri impianti per la lavorazione del vetro, della ceramica e di materiali assimilati
7.1.4 – Conduttori di impianti per la trasformazione del legno e la fabbricazione della carta
7.1.5 – Operatori di macchinari e di impianti per la raffinazione del gas e dei prodotti petroliferi, per la chimica di base e la chimica fine e per la fabbricazione di
prodotti derivati dalla chimica
7.1.6 – Conduttori di impianti per la produzione di energia termica e di vapore, per il recupero dei rifiuti e per il trattamento e la distribuzione delle acque
7.1.8.1 – Conduttori di mulini e impastatrici
7.1.8.2 – Conduttori di forni e di analoghi impianti per il trattamento termico dei minerali
7.2 – Operai semiqualificati di macchinari fissi per la lavorazione in serie e operai addetti al montaggio
7.3 – Operatori di macchinari fissi in agricoltura e nella industria alimentare
7.4 – Conduttori di veicoli, di macchinari mobili e di sollevamento
8.1.3 – Personale non qualificato addetto allo spostamento e alla consegna merci
8.1.4 – Personale non qualificato nei servizi di pulizia di uffici, alberghi, navi, ristoranti, aree pubbliche e veicoli
8.1.5.2 – Portantini e professioni assimilate
8.3 – Professioni non qualificate nell’agricoltura, nella manutenzione del verde, nell’allevamento, nella silvicoltura e nella pesca
8.4 – Professioni non qualificate nella manifattura, nell’estrazione di minerali e nelle costruzioni

Edili e ceramisti

A questi si aggiungono gli operai edili dei cantieri, i ceramisti e i conduttori di impianti per la formatura di articoli in ceramica e terracotta. Si tratta di una estensione dei beneficiari per addetti a lavori gravosi, nei quali erano già confluiti nuove categorie di lavoratori. In questo caso, si è raggiunto anche un accordo per l’anticipo pensionistico a 63 anni con 32 di contributi. Il requisito contributivo può essere raggiunto anche esercitando il cumulo gratuito dei periodi nelle diverse gestioni previdenziali dell’INPS (compresa la gestione separata) ma bisogna aver svolto almeno sei anni negli ultimi sette di attività gravosa, oppure per sette anni negli ultimi dieci.

Opzione Donna

La proroga dell’Opzione Donna prevede il medesimo requisito contributivo degli scorsi anni così come quello anagrafico: 58 o 59 anni, rispettivamente per le lavoratrici dipendenti e lavoratrici autonome, maturati assieme ai 35 anni di versamenti al 31 dicembre 2021. In pratica, l’estensione annuale dell’Opzione contenuta nella Legge di Bilancio estende il diritto alle lavoratrici dipendenti nate nel 1963 ed a quelle autonome nate nel 1962. Restano in vigore le finestre di decorrenza pari a 12 e 18 mesi, rispettivamente per dipendenti e autonome.