Speciale Quota 100

La Quota 100 è una misura cardine della Legge di Bilancio 2019, volta a contrastare gli effetti della Riforma delle Pensioni 2011 del Governo Monti (Riforma Fornero).  Sperimentale fino al 2021, sarà sostituita probabilmente da una formula ponte, ad esempio la Quota 102, in attesa di una Riforma delle Pensioni strutturale nel 2022.

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Quota 100 fino al 2021

La Quota 100 è operativa dal 2019 al 2021, consente l’uscita anticipata dal mondo del lavoro per tutti coloro che vantano almeno 38 anni di contributi con un’età anagrafica minima di 62 anni (es.: un lavoratore con 39 anni di contributi e 61 anni di età dovrà attendere un anno per presentare domanda). Il tutto, senza penalizzazioni sull’assegno (se non quella dovuta al minore montante contributivo). Dopo la Quota 100, gli esperti propongono una Riforma Pensioni 2022 incentrata sulla Quota 102.

Quota 102: cos’è

Ultime opportunità per lasciare il mondo del lavoro ricorrendo alla pensione con Quota 100. Da gennaio 2022 , terminata la sperimentazione della pensione anticipata con la Quota 100, torna lo scalone anagrafico che, dai 62 anni di età e 38 di contributi, impone bruscamente un minimo di 67 anni di età per la pensione di vecchiaia e almeno 42 anni e 10 mesi di contributi (uno in meno per le donne) per quella anticipata. Inoltre, dal 2026 riprende la progressione del requisito pensionistico dovuta all’adeguamento alle speranze di vita (scatti),  ritornando ad applicarsi le regole della Legge Fornero. Per questo motivo è necessario uno strumento ponte che consenta l’uscita anticipata con un requisito intermedio. La soluzione proposta dagli esperti in materia previdenziale è la Quota 102.

La Quota 102 consentirebbe di ritirarsi con 64 anni di età e 38 anni di contributi, con o senza una penalizzazione sull’assegno (nella Quota 100 non c’era).  Questa formula è stata proposta, tra i primi, dal presidente del Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali, Alberto Brambilla, ex Sottosegretario al Ministero del Welfare con delega alla Previdenza Sociale.

Si tratta di una formula simile alla Quota 100 (in questo caso 64 + 38), a cui si aggiungerebbero gli adeguamenti alla speranza di vita e, se il Governo temesse per la sua sostenibilità nel lungo periodo, potrebbe essere accompagnata da ricalcolo interamente contributivo dell’assegno, come avviene già per l’Opzione Donna.

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