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Riforma Pensioni: cosa succede dopo Quota 100

di Redazione PMI.it

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Per Quota 100 è iniziato il conto alla rovescia e ci si interroga su cosa succederà dal 2022: chi potrà ancora fruirne e le ipotesi alternative.

Quota 100 termina a fine anno, dal 2022 non si può più andare in pensione anticipata con 62 anni di età e 38 di contributi, compresi riscatti o ricongiunzioni. In attesa che il Ministro del Lavoro convochi i tavoli per la nuova Riforma delle pensioni, si studiano misure alternative per garantire flessibilità in uscita dal mondo del lavoro, come Quota 41, lo scivolo Brunetta e lo scivolo Orlando.

=> Riforma Pensioni: si fa strada la Quota 41

Quota 100: fino a quando?

La domanda per la pensione Quota 100, una volta maturato il diritto entro la scadenza del 31 dicembre 2021, potrà continuare ad essere presentata in qualsiasi momento. Quindi, chi matura i requisiti previsti entro quest’anno, può presentare la domanda anche successivamente, anche una volta terminata la sperimentazione. Questo perché il diritto si cristallizza come previsto dal Dl 4/2019, articolo 14, comma 1, che ha istituito la Quota 100. Dunque i lavoratori che perfezionino i requisiti nel periodo compreso tra il 2019 e il 2021 possono ottenere questa formula di pensione in qualsiasi momento successivo all’apertura della finestra mobile prevista. I tempi di risposta dell’Istituto di previdenza rispetto alla domanda non rilevano, sempre che l’INPS certifichi il possesso di tutti i requisiti.

Riforma pensioni: possibili alternative a Quota 100

Terminata Quota 100, per chi non può fruire di altre formule di pensione anticipata agevolate, come Opzione Donna e APe Sociale, per le quali si prevedono proroghe, anche a lungo termine, la pensione dei quindicenni, oppure la Quota 41 dei precoci, torneranno in vigore i requisiti Fornero67 anni di età con almeno 20 di contributi per la pensione di vecchiaia e almeno 42 anni e 10 mesi di contributi (uno in meno per le donne) per quella anticipata.

Con la prossima manovra, tuttavia, dovrebbe anche prendere forma una nuova Riforma delle pensioni. Tra le ipotesi allo studio ci sono:

  • per il pubblico impiego, incentivi per favorire il ricambio generazionale per un più efficace funzionamento degli uffici della Pubblica Amministrazione con il cosiddetto “scivolo Brunetta“: i dipendenti pubblici potrebbero andare in pensione con 62 anni di età e una possibile penalizzazione dell’assegno con il calcolo interamente contributivo;
  • Quota 102, che permetterebbe di andare in pensione con requisiti simili a Quota 100 ma più sostenibili per le casse dell’Istituto di previdenza, ovvero 64 anni di età e 38 di contributi, a cui si aggiungerebbero gli adeguamenti alla speranza di vita;
  • Quota 41, che prevede la pensione anticipata con 41 anni di contributi senza un requisito anagrafico;
  • Quota 92 proposta da tempo da Graziano Delrio (Pd) come alternativa a Quota 100: prevederebbe 30 anni di contributi e 62 d’età, con calcolo interamente con il sistema contributivo del trattamento previdenziale, penalizzazione attualmente non prevista per Quota 100;
  • scivolo Orlando, che prevede il il potenziamento del contratto di espansione per consentire ai lavoratori di andare in pensione fino a 5 anni prima (60 mesi) rispetto ai requisiti ordinariamente richiesti per la pensione di vecchiaia o anticipata.

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