Tratto dallo speciale:

Pensione Precoci: scadenza domande 2022 e requisiti per la Quota 41

di Redazione PMI.it

scritto il

Lavoratori precoci 2022, domanda di pensione anticipata con Quota 41 entro il 1° marzo: guida alle novità, alle scadenze e ai requisiti richiesti.

Per la pensioni Precoci 2022 è necessario presentare domanda di uscita dal lavoro con la Quota 41 nel rispetto delle consuete finestre temporali: 1° marzo (quella principale) e 30 novembre (quella tardiva). La normativa vigente permette di andare in pensione anticipata rispetto alla maturazione dei requisiti previsti dal sistema previdenziale della Legge Fornero. Nessuna novità è intervenuta dunque per il 2022 nell’ambito della Manovra economica, mentre si attendono eventuali aperture per la riforma pensioni in discussione e attesa entro fine anno, con l’auspicio di ampliare la platea dei beneficiari dai 2023. Vediamo le regole e le ultime novità.

Pensione Precoci 2022

L’estensione della platea dei beneficiari dell’APE Sociale per quanto concerne gli addetti a lavori gravosi non riguarda la pensione dei Precoci, la cui platea dei beneficiari è rimasta invariata. Si tratta di una delle misure che anticipano la riforma pensioni tra quelle contenute nella Legge di Bilancio 2022 ed era stata chiesta una sua estensione anche ai lavoratori precoci, ma per il momento la Manovra non ha previsto questa apertura, pertanto nel 2022 restano invariati i requisiti di accesso a questa formula di pensione agevolata così come le categorie di soggetti aventi diritto.

Pensione Quota 41: quando fare domanda

Per accedere alla pensione anticipata dei lavoratori precoci, è necessario presentare domanda di riconoscimento del diritto entro il 1° marzo di ogni anno. Eventuali domande tardive, presentate comunque non oltre il 30 novembre, sono prese in considerazione in caso di risorse finanziarie residue. In caso di esito positivo, anche a seguito di verifica della relativa copertura finanziaria, so potrà presentare la domanda di pensione anticipata online sul sito INPS, tramite Contact Center o rivolgendosi ai Patronati.

Beneficiari della Quota 41

Per andare in pensione con la Quota 41, a prescindere dall’età, ai lavoratori precoci vengono infatti richiesti ulteriori requisiti, che limitano l’opzione a quattro categorie di lavoratori:

  1. dipendenti disoccupati a causa di un licenziamento individuale o collettivo, per giusta causa o risoluzione consensuale, che abbiano terminato da almeno 3 mesi, la fruizione della NASPI o altra indennità spettante;
  2. caregiver o dipendenti ed autonomi che al momento della domanda, assistono da almeno 6 mesi il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità ai sensi della legge 194;
  3. lavoratori dipendenti e autonomi che hanno una riduzione della capacità lavorativa, con una percentuale di invalidità civile, superiore o uguale al 74%;
  4. addetti a mansioni usuranti o gravose. Le mansioni faticose che permettono questo specifico pre-pensionamento devono essere state svolte per almeno sette anni negli ultimi 10 anni di attività lavorativa e sono specificate dalla legge 67/2011. Ad esse si aggiungono ulteriori professioni indicate nella Legge di Bilancio 2017.

N.B.: Il nuovo elenco di mansioni gravose riservato agli aventi diritto all’APE Sociale, come sopra chiarito non contribuisce al raggiungimento dei requisiti per la pensione anticipata dei lavoratori precoci, che resta dunque quello contenuto nell’allegato E della legge 232/2016.

Pensione precoci: requisiti

I lavoratori precoci iscritti all’Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO), alle forme sostitutive o esclusive della medesima, in possesso di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995, che possono far valere 12 mesi di contribuzione effettiva antecedente al 19° anno di età possono ritirarsi con la Quota 41, ossia al perfezionarsi (fino al 31 dicembre 2026) di 41 anni di contribuzione a prescindere dal requisito anagrafico, a patto di rientrare in una delle categorie con diritto all’APe sociale.

=> Pensione anticipata per categorie protette, caregiver e precoci

Quota 41 anche con cumulo

Il requisito contributivo di 41 anni può essere perfezionato, su domanda dell’interessato, anche cumulando i periodi assicurativi ai sensi della legge 24 dicembre 2012, n. 228. Ma ci sono differenze in termini di decorrenza del trattamento:

  • i lavoratori che perfezionano i requisiti dal 1° gennaio conseguono il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico decorsi tre mesi dalla maturazione degli stessi, secondo le disposizioni previste dai rispettivi ordinamenti;
  • i lavoratori che maturano requisiti dal 1° gennaio, anche cumulando i periodi assicurativi ai sensi della legge 228/2012, conseguono il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico dal primo giorno del mese successivo all’apertura della relativa finestra.

Per quanto riguarda la proposta sindacale di estende la Quota 41 per tutti, è ormai certo che il Governo non ritiene questa strada percorribile. Si attendono i prossimi vertici sulla riforma delle pensioni 2022-2023 per capire se ci sono margini di miglioramento rispetto alle attuali formule di flessibilità in uscita, in considerazione dell’obiettivo comune di agevolare categorie svantaggiate come ad esempio gli addetti a mansioni gravose.