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Pensioni: pacchetto emendamenti in Manovra

di Redazione PMI.it

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Pioggia di emendamenti alla manovra 2019 in Commissione Bilancio: tutte le proposte e gli ordini del giorno in tema pensioni.

Prosegue in Commissione Bilancio al Senato l’esame degli emendamenti alla Legge di Bilancio 2019, tra i quali fioccano quelli sul capitolo relativo alla Riforma delle Pensioni, quello che taglia le cosiddette pensioni d’oro per cinque anni, lasciando inalterati i trattamenti liquidati interamente con il sistema contributivo, a quello che riduce le tasse per i pensionati che si trasferiscono al sud e quello che riconosce il lavoro di cura familiare prestato dalle donne lavoratrici ai fini previdenziali. Oltre agli emendamenti, durante i lavori della Commissione Bilancio sono stati approvati anche alcuni ordini del giorno con il parere positivo del Governo, che riguardano questioni relative agli esodati, alle pensioni minime, alla tutela dei lavoratori che beneficiano dell’APe sociale, all’Opzione Donna e al contratto a tempo parziale verticale.

Pensioni d’oro

Uno degli emendamenti sul pacchetto pensioni depositato in Commissione Bilancio al Senato, ha come primo firmatario il capogruppo M5s a Palazzo Madama, Stefano Patuanelli, e prevede l’introduzione, per 5 anni, di tagli crescenti all’assegno previdenziale dal 10% al 40% in base al suo importo:

  • -10% per le pensioni da 90mila a 130mila euro lordi;
  • -20% dai 130mila fino ai 200mila euro;
  • -25% tra 200mila e 350mila euro;
  • -30% da 350mila a 500mila euro;
  • -40% per gli assegni oltre i 500mila euro.

Vengono esclusi dai tagli i trattamenti interamente liquidati con il sistema contributivo, gli assegni di invalidità, ai superstiti e alle vittime del terrorismo. Viene inoltre istituito un fondo apposito presso l’INPS per garantire l’adeguatezza delle prestazioni pensionistiche in favore di particolari categorie di soggetti. La proposta di modifica include nella platea gli organi costituzionali e di rilevanza costituzionale.

=> Trattamenti pensione: importi e differenze

Pensionati dall’estero al Sud

Un emendamento della Lega a prima firma Bagnai propone di ridurre le tasse per cinque anni ai pensionati residenti all’estero da almeno 5 anni, italiani e non, che decidono di trasferirsi nei Comuni del Sud Italia (Campania, Calabria, Puglia, Sicilia, Sardegna, Basilicata, Abruzzo, Molise) con popolazione inferiore ai 20mila abitanti. Lo sconto si tradurrebbe in una flat tax con aliquota forfettaria al 7%.

Madri lavoratrici

Arriva poi un emendamento della Lega che propone di riconoscere il lavoro di cura familiare svolto dalle madri lavoratrici ai fini previdenziali. La misura sarebbe destinata ai trattamenti pensionistici delle madri lavoratrici, dipendenti o autonome che, alla data di entrata in vigore della presente legge, presentino i seguenti requisiti:

  • età anagrafica di cinquanta anni;
  • un’anzianità contributiva minima pari a venti anni .
  • almeno tre figli.

A partire dal terzo figlio verrebbe riconosciuto un periodo di tre anni di accredito figurativo per lavoro di cura, educazione e crescita di ogni figlio, nato vivo o adottato, fermo restando quanto stabilito dall’articolo 25 del Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità.

Esodati

L’ordine del giorno relativo agli esodati impegna il Governo:

Ad adottare, per quanto di propria competenza, e previo un approfondito confronto con l’INPS, urgenti e circostanziate misure per la salvaguardia definitiva dei lavoratori che, pure a parità di condizione sostanziale con chi ne ha già beneficiato, ancora risultano esclusi dalle procedure per l’accesso al trattamento pensionistico con le regole previgenti la riforma introdotta dal citato decreto-legge n. 201 del 2011.

Pensioni minime

L’ordine del giorno relativo alle pensioni minime impegna il Governo:

A valutare l’opportunità di adottare, nell’ambito degli annunciati interventi in materia previdenziale, specifiche misure volte ad assicurare condizioni minime per i futuri trattamenti pensionistici dei giovani lavoratori che dovessero trovarsi con carriere lavorative discontinue e importi pensionistici inferiori a 1,5 volte il trattamento minimo INPS.

APe sociale

Per quanto riguarda i lavoratori tutelati dall’APe sociale, l’ordine del giorno impegna l’Esecutivo:

A valutare la possibilità di adottare, nelle more dell’entrata in vigore delle annunciate misure di nuova flessibilità dell’età pensionabile, le opportune disposizioni che consentano alle migliaia di lavoratori tutelati dall’APe sociale di poter continuare ad avvalersi di tale istituto; nonchè a definire le nuove disposizioni pensionistiche assicurando che il nuovo regime ricomprenda le attuali forme di tutela che vengono riconosciute alle categorie di lavoratori presi in considerazione dalle norme che hanno introdotte l’APe sociale.

=> Tutti i modi andare in pensione nel 2019

Opzione Donna e part-time

Viene anche richiesta la proroga dell’Opzione Donna e un ordine del giorno relativo al contratto di lavoro part-time verticale impegna il Governo:

A valutare l’opportunità di adoperarsi, sin dal primo provvedimento utile, al fine di adeguare la disciplina legislativa in materia di computo delle prestazioni lavorative svolte con contratto di lavoro parziale verticale in modo da consentire a tali lavoratori di ottenere il riconoscimento della copertura contributiva per l’intero anno solare e, conseguentemente, di non essere penalizzati in materia di maturazione dell’anzianità contributiva utile per l’accesso al trattamento pensionistico.

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