Colloquio di lavoro con il robot

di Barbara Weisz

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Programmi informatici per scremare i curriculum, e robot per effettuare il colloquio di lavoro: la digitalizzazione sta rivoluzionando il settore della ricerca di personale, mettendo a disposizione delle imprese metodi sempre più sofisticati per trovare il candidato ideale. E cambiando le modalità con cui avviene l’intero processo. Apripista di questo trend sono le banche, che stanno già sperimentando sul mercato l’applicazione dell’intelligenza artificiale per selezionare i candidati.

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Alcuni dei più importanti istituti di credito del mondo, come Goldman Sachs, Morgan Stanley, Citigroup, Usb, stanno effettuando colloqui attraverso robot, basati su algoritmi che rendono la macchina in grado di effettuare un colloquio di lavoro che misuri attitudine al lavoro di squadra, curiosità, grinta. Si tratta di un ulteriore passo avanti verso la robotizzazione del processo di selezione dei candidati rispetto alle tecnologie, utilizzate da tempo, che consentono di scremarecurriculum selezionando solo quelli che maggiormente rispondono alle esigenze dell’impresa.

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Sul mercato ci sono diversi software, a diposizione del mondo bancario, e ci sono istituti che stanno mettendo a punto propri sistemi proprietari. Fra le tecnologie sul mercato: HireVue produce una piattaforma di video-interviste basate sull’intelligenza artificiale per selezionare i candidati. «Fino a oggi – spiega Mark Newman, Ceo di HireVue, intervistato da Reuters – la tecnologia ci ha consentito di trovare il miglior curriculum in archivio. Ma oggi c’è un modo per capire veramente le persone che si hanno davanti». Koru Careers propone un sistema che parte dall’analisi dei clienti per dare all’algoritmo indicazioni di selezione dipendenti. «Può essere che quello che serve per avere successo a Morgan Stanley è diverso da quello che ci vuole per avere successo a Goldman Sachs», dichiara il Ceo, Kristen Hamilton.

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In generale, banche e istituzioni finanziarie sperimentano sistemi basati sull‘intelligenza artificiale per ridurre al minimo gli errori in fase di selezione dei candidati e intercettare talenti, facendo tornare a Wall Street e dintorni professionalità in fuga verso la Silicon Valley, e il settore tecnologico. Non manca il dibattito, che sottolinea punti critici e rischi connessi alla gestione di una ricerca di personale digitalizzata. Non mancano i dubbi sul rischio discriminazioni: se una società nella sua storia ha assunto soprattutto uomini bianchi, l’algoritmo potrebbe ritenerlo un fattore di successo.

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