Efficienza energetica per tagliare i costi

di Redazione PMI.it

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Investimenti in efficienza energetica portano a risparmi fino al 14% sui costi dell'energia per le PMI: il mercato, i risparmi possibili, le tecnologie e i tempi di rientro.

Potenziare gli interventi di efficienza energetica può significare per una PMI un risparmio superiore al 10% sulla bolletta: è un concetto da anni ribadito dall’Energy Efficiency Report di dell’Energy & Strategy Group del Politecnico di Milano e riguarda da vicino le PMI. Perchè proprio alle piccole e medie imprese è imputabile oltre il 50% dei consumi termici ed elettrici di energia in Italia. Marco Chiesa, Energy & Strategy Group del Politecnico di Milano, spiega a Qualenergia in che modo le PMI possono tagliare le bollette investendo nell’efficienza energetica.

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Le tecnologie a disposizione sono diverse: sistemi di generazione e distribuzione dell’aria compressa, di refrigerazione, inverter, sistemi di gestione automatizzata dell’energia, combustione efficiente, UPS, cicli ORC, il CHP (la cogenerazione). Si stima che possano portare le PMI a un risparmio al 2020 elettrico di 2,83 TWh e un risparmio termico di 6 TWh.

Al momento, le PMI italiane spendono mediamente per ogni MWh di energia elettrica 8 euro in più di una concorrente tedesca e 49 euro in più rispetto alla media europea. Il costo dell’energia è molto diverso a seconda dei diversi settori industriali, e può quindi essere più o meno incisivo sul fatturato. L’incidenza della bolletta energetica sul fatturato varia dall’1,5% del settore dell’industria meccanica al 14% delle cartiere, passando attraverso il 2,3% dell’alimentare, il 3% di chimica e petrolchimica, il 4% del legno, il 10% per l’industria metallurgica, il 9-10% di vetro e cementifici.

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Applicando a queste cifre il potenziale di risparmio da efficienza energetica, si ottengono riduzioni della bolletta che vanno dal 3,3% della chimica al 13% della meccanica. Queste riduzioni di costi si traducono in un miglioramento della competitività, in termini di EBITDA, che va dal 2% per il settore chimico al 16% per l’industria del vetro.

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Quanto ai costi, anche qui varinao a seconda delle diverse tecnologie. Hanno tempi di rientro inferiori ai due anni sono aria compressa, refrigerazione, inverter, sistemi di gestione dell’energia e in parte la cogenerazione (soprattutto grazie alle incentivazioni).