RAEE: +17% nel 2010 ma rivenditori inadempienti

di Noemi Ricci

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RAEE: nel 2010 la gestione dell'e-waste è cresciuta del 17% ma ancora pochi i rivenditori in regola con la normativa.

Si comporta bene l’Italia in tema di gestione dei Rifiuti RAEE (Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche): +17% nel 2010 rispetto all’anno precedente, secondo i dati Ecodom ma, come già da tempodenunciato da Greenpeace, i rivenditori risultano ancora inadempienti nel ritiro dell’usato. Il Consorzio Italiano di Recupero e Riciclaggio degli Elettrodomestici ha comunicato di aver trattato nel 2010 il 36% del totale RAEE nazionale.

Ottimi i risultati in Lombardia con 13.074 tonnellate di RAEE trattati, 26.347.000 kWh di energia risparmiata e 273.900 tonnellate di anidride carbonica evitate. Bene anche Emilia Romagna (10.110 tonnellate di RAEE trattate), Piemonte (9.424) e Veneto (8.966). Fanalino di coda Molise (229) e Valle d’Aosta (41).

Alla virtù di chi smaltisce correttamente RAEE non fa però seguito altrettanto rispetto da parte dei rivenditori, che ancora troppo spesso non rispettano l’obbligo di ritirare gratuitamente l’apparecchiatura usata secondo il processo dell’uno contro uno, definito nel decreto n.65 del 2010. Il Consorzio auspica quindi un intervento da parte del Ministero dell’Ambiente volto a far rispettare le normative in materia mediante l’attuazione di un efficace sistema di controlli e sanzioni verso i soggetti inadempienti.

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