Ue: giro di vite su emissioni industriali

di Noemi Ricci

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Il Parlamento Europeo ha approvato la nuova direttiva sul taglio delle emissioni delle industrie, che prevede regole più severe a partire dal 2016, ma anche una certa flessibilità

Dopo oltre due anni di tortuose trattative il Parlamento Europeo ha approvato il testo redatto in seguito all’accordo con il Consiglio dei Ministri relativo alla nuova direttiva sul taglio delle emissioni industriali.

Il testo rivede e mette insieme sette diverse legislazioni, compresa la Direttiva sugli impianti di combustione e quella sulla Prevenzione e riduzione integrate dell’inquinamento (IPPC), che vede coinvolti circa 52.000 impianti industriali e agricoli.

Il compromesso raggiunto mira a stabilire condizioni eque in tutta Europa sui requisiti ambientali necessari per ridurre le emissioni di CO2. In aprticolare, giro di vite sui limiti per l’inquinamento atmosferico, che entreranno in vigore dal 2016.

Maggiore flessibilità, invece, per l’applicazione delle limitazioni per le centrali elettriche, con la possibilità di sospensione delle regole per un circoscritto numero d’impianti, in base a determinate condizioni: dovrà essere controbilanciata dalla dimostrazione che l’applicazione dei nuovi limiti comporta una sproporzione rispetto ai benefici ambientali ottenuti, e quindi da una valutazione d’impatto ambientale.

Delusi gli ambientalisti, che lamentano troppe possibilità di deroga sull’adeguamento alle migliori tecniche disponibili per gli impianti più vecchi e inquinanti.

Il responsabile scientifico di Legambiente, Stefano Ciafani, ha dichiarato che la nuova direttiva colmi solo in parte le gravi lacune della legislazione vigente sulle emissioni degli impianti industriali.

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