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Fotovoltaico oltre gli incentivi: Proposte GIFI per il FV 2.0

di Noemi Ricci

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Il fotovoltaico è pronto ad una svolta epocale, grazie all’esperienza industriale conquistata dal nostro Paese in questi ultimi anni; ANIE/GIFI propongono idee per il futuro.

ANIE/GIFI (associazione che raccoglie il 60% degli operatori italiani del fotovoltaico) ha incontrato i rappresentanti politici, impegnati con la campagna elettorale pre elezioni politiche, chiedere loro massimo sostegno allo sviluppo sostenibile del settore elettrico.

La diffusione capillare del fotovoltaico ha un altissimo potenziale in Italia, considerando che il 95% dei Comuni italiani possiede almeno un impianto fotovoltaico attivo sul suo territorio.

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Misure urgenti

Bisognerebbe che le forze politiche chiarissero il funzionamento della detrazione fiscale per la ristrutturazione edilizia applicata al fotovoltaico per le persone fisiche, bisognerebbe estendere la detrazione alle persone giuridiche e/o agli impianti fino a 200 kWp.

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Necessario poi facilitare l’accesso al credito per le aziende attraverso un fondo rotativo (come il Fondo rotativo Kyoto) e ampliare lo scambio sul posto fino a 1 Mw.

Per dare impulso, definitivamente, al settore del fotovoltaico è inoltre assolutamente cruciale uno snellimento della burocrazia, con la conseguente riduzione dei costi. Il 60% delle spese di avvio di un impianto sono infatti derivate dalla necessità, allo stato attuale, di preparare un gran numero di documenti diversi (circa 50).

Bisognerebbe introdurre un modello unico semplificato per le procedure autorizzative e di connessione alla rete.

Infine sarebbe opportuno che venissero sviluppate le smart grid e le infrastrutture di accumulo, così da permettere una corretta pianificazione ma anche ridurre la produzione di energia con centrali inquinanti.

Interventi a medio termine

A medio termine bisognerà introdurre sgravi fiscali per le assunzioni da parte delle imprese, bandi per finanziamenti a tassi agevolati per gli investimenti manifatturieri, detrazioni fiscali sui ricavi della produzione di energia elettrica da fotovoltaico, meccanismi di premialità per la programmabilità della produzione elettrica a favore dell’evoluzione della rete.

Necessari anche una cabina di regia nazionale per indirizzare lo sviluppo nella ricerca del settore della green economy, un nuovo sistema per la produzione delle imprese italiane all’estero.

Stabilità per il fotovoltaico

In sostanza, prima di ogni cosa il settore del fotovoltaico ha bisogno di stabilità e di certezze normative. I cambiamenti repentini apportati dai Governi in questi anni e i tagli agli incentivi hanno instaurato un clima che frena il grande potenziale del solare nel nostro Paese.

Secondo il Presidente ANIE/GIFI, Valerio Natalizia, “i tempi sono maturi, abbiamo l’esperienza e anche la tecnologia. L’industria fotovoltaica nazionale ha bisogno in questo momento di stabilità, certezza delle regole e di una visione strategica per poter sfruttare al meglio tutte le opportunità offerte da questa transizione e per rilanciare l’economia italiana”.

Un settore, quello del fotovoltaico, capace di dare lavoro a molte persone (265 mila posti di lavoro diretti in Europa, +10-20% all’anno, 435 mila nel mondo e circa 1milione di indiretti) a patto però che vengano stabiliti dei piani almeno triennali, per evitare che nei picchi a ridosso dello scadere degli incentivi si concentri una domanda superiore a quella che il settore riesce a smaltire, per poi stagnare nei buchi tra le scadenze (e il personale risulta in esubero). In Italia erano nel 2011 18 mila i posti di lavoro diretti,circa 80 mila indiretti (+11% nel settore dell’istallazione degli impianti), con però almeno 6 mila posti di lavoro persi lungo tutta la filiera.

Andare oltre gli incentivi

Gli incentivi concessi dal Governo hanno avuto il merito di dare modo agli operatori del settore di creare una base di conoscenza, competenze e know-how, portando conseguenti benefici per tutto il Sistema Paese.

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“Ora ci stiamo incamminando verso la piena competitività che potrà essere raggiunta solo attraverso la completa liberalizzazione del mercato elettrico, il potenziamento delle infrastrutture di rete, la facilitazione di accesso al credito per le aziende, la riduzione della burocrazia, innescando una serie di misure di stimolo al mercato: SEU, RIU e detrazioni”, continua Natalizia.

Bollette

In ultimo il presidente di ANIE/GIFI ha voluto sottolineare che non sono gli incentivi al fotovoltaico a pesare sulla bolletta elettrica dei consumatori finali e che in Europa l’energia solare ha portato al contrario ad una diminuzione di 4.8 cent€/kWh nel prezzo dell’elettricità. Ci sono altre voci che pesano in bolletta che non riguardano il fotovoltaico.

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In generale secondo ANIE/GIFI servirebbe più trasparenza nella bolletta elettrica.