Robin Tax: petizione per il rimborso in bolletta energetica

di Francesca Vinciarelli

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Petizione per il rimborso della Robin Tax indebitamente tradotta in aumenti in bolletta energetica: l'Authority denuncia i maggiori costi per i consumatori applicati per compensare gli aggravi dell’addizionale IRES.

Attivata una petizione online sulla cosiddetta Robin Tax (addizionale IRES), per ottenere il rimborso degli incrementi applicati in bolletta di luce e gas per recuperarne il costo.

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A sostenere che le imprese del settore energetico e petrolifero stiano violando il divieto di far pesare la Robin tax sui consumatori finali (divieto di “traslazione”) è l’Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas.

La segnalazione è arrivata in Parlamento perché la cattiva pratica sarebbe stata posta in essere negli ultimi anni (dal 2008, quando la Robin Tax è stata introdotta) compensando gli aggravi sull’addizionale IRES con i maggiori addebiti su bollette e carburanti.

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Cosa è successo? La Robin Tax è stata introdotta nel 2008 per reperire risorse per il sociale attingendo agli extra-profitti dei “signori dell’energia” (da qui il suo nome)  attraverso un aumento strutturale dell’aliquota IRES di 5,5 punti percentuali (al 33% rispetto al precedente 27,5%).

Tuttavia, negli anni l’aliquota è salita ulteriormente fino a raggiungere l’attuale 38%, pari a +10,5 punti percentuali rispetto ad altri settori. L’AEEG avrebbe dunque rilevato una traslazione di questi maggiori costi sulle spalle dei consumatori, allo scopo di aggirare la Robin Tax.

Petizione per il rimborso

La petizione Adiconsum ha l’obiettivo di ottenere dal Governo e dall’Authority i nomi delle aziende coinvolte (199 su 476), nonché l’entità degli addebiti in eccesso sui consumatori. Viene inoltre chiesto il rimborso automatico di tali incrementi. Da precisare che stiamo parlando nel complesso di 1,6 miliardi di euro.

“Chiediamo all’Authority per l’energia  di rendere noti i nomi delle aziende che hanno operato rifacendosi sui consumatori, aziende prive di etica e di professionalità aziendale che hanno arrecato grave danno ai consumatori, ma anche alle aziende sane che, rispettose della legge, hanno pagato la loro quota. La conoscenza dei nomi renderebbe giustizia anche a queste aziende”, spiega Pietro Giordano, Segretario Generale Adiconsum.

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