Eni for 2025: il modello satellitare accelera la transizione energetica di Eni

di Redazione PMI.it

7 Maggio 2026 17:40

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Eni ha pubblicato Eni for 2025 – A Just Transition, il report volontario di sostenibilità giunto alla sua ventesima edizione. Il documento illustra i risultati raggiunti nel corso dell’anno e le azioni intraprese verso una transizione energetica che sia concretamente vantaggiosa per persone e territori. Per le imprese che operano nella filiera energetica o che guardano alla sostenibilità come leva strategica, il report offre un quadro dettagliato di come un grande gruppo industriale stia ridisegnando il proprio modello di business.

Il modello satellitare: separare i business per accelerarli

Il dato più rilevante dal punto di vista industriale è la conferma dei risultati del modello satellitare, che Eni utilizza per valorizzare i propri business in transizione creando società dedicate con governance e capitali propri. Il principio è semplice ma potente: scorporare le attività ad alto potenziale di crescita in entità autonome permette di attrarre capitali specializzati, aumentare la focalizzazione operativa e accelerare il raggiungimento degli obiettivi senza diluire le risorse del gruppo madre.

L’esempio più recente è la costituzione nel 2025, in joint venture con il fondo di private equity GIP, della società satellite dedicata alla Carbon Capture & Storage (CCS), che valorizzerà i progetti di cattura e stoccaggio del CO₂ dell’intero portafoglio Eni. Un modello già applicato con successo a Plenitude (rinnovabili e retail energetico) ed Enilive (biocarburanti), e che il report 2025 certifica come fattore strategico per attrarre capitali dedicati, valorizzare i singoli business e accelerarne la crescita.

I risultati del 2025

I numeri del report confermano la solidità dell’approccio. Plenitude ha raggiunto 5,8 GW di capacità rinnovabile installata, con una crescita del +41% rispetto al 2024, proseguendo verso il target di 15 GW al 2030. Ha inoltre avviato in Texas il suo più grande impianto di stoccaggio a batterie, con una capacità di 200 MWEnilive ha invece espanso la capacità di bioraffinazione con tre nuove bioraffinerie e due ulteriori progetti in Italia e all’estero, puntando a raggiungere entro il 2030 i 5 milioni di tonnellate di capacità di lavorazione (dagli attuali 1,65 milioni) per la produzione di biocarburanti HVO e SAF.

Sul fronte emissioni, le emissioni nette di gas a effetto serra dell’Upstream sono diminuite del 31% rispetto al 2024 e del 68% rispetto alla baseline 2018, in linea con l’obiettivo di azzeramento delle emissioni nette Scope 1+2 dell’Upstream entro il 2030.

Innovazione e persone

Nel 2025 Eni ha investito oltre 460 milioni di euro in ricerca e sviluppo, open innovation e tecnologie di frontiera, con focus su fusione a confinamento magnetico, supercalcolo, bioraffinazione, riciclo chimico delle plastiche e CCS. Sul fronte sociale, 81 milioni di euro sono stati destinati a progetti di sviluppo locale in accesso all’energia, all’acqua e ai servizi sanitari, raggiungendo circa 3 milioni di persone nei Paesi di operatività. L’azienda si è classificata al primo posto nel Corporate Human Rights Benchmark e ha ottenuto la certificazione per la parità di genere UNI PdR 125:2022.

Il report completo è disponibile per il download sul sito Eni: scarica Eni for 2025 – A Just Transition. È possibile inoltre navigare lo speciale online.