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Incentivi rinnovabili più semplici: correttivi al Testo Unico FER

di Anna Fabi

12 Settembre 2025 16:13

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Il Governo ha approvato nuove semplificazioni burocratiche per accelerare la transizione ecologica e gli investimenti nelle energie rinnovabili.

Il Consiglio dei Ministri ha approvato in esame preliminare un decreto legislativo che apporta correzioni al Testo Unico FER (Fonti Rinnovabili Energetiche), con l’obiettivo di semplificare le procedure e accelerare la realizzazione di impianti rinnovabili, rafforzando così la transizione ecologica del Paese e facilitando gli investimenti necessari a raggiungere gli obiettivi previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

Il decreto integra e corregge la normativa vigente, con una serie di modifiche che riguardano gli iter autorizzativi e le modalità di realizzazione degli impianti.

Testo Unico FER e transizione ecologica

Le modifiche sono parte di un intervento più ampio che mira a favorire la crescita e lo sviluppo delle energie rinnovabili in Italia. Il Testo Unico FER è una delle colonne portanti della strategia energetica del Paese, e con questo aggiornamento il Governo intende rendere il sistema più agile e capace di rispondere tempestivamente alle sfide ambientali e industriali.

Le modifiche introdotte

  • Accelerazione dell’iter autorizzativo: il decreto introduce misure volte a ridurre i tempi necessari per la costruzione e l’esercizio di impianti di energia rinnovabile. Tra queste, spicca la riduzione del termine per l’autorizzazione unica, che passa da 120 a 40 giorni per alcuni interventi, velocizzando i processi burocratici.
  • Definizioni precise: nengono introdotte definizioni chiare per concetti fondamentali come “infrastrutture indispensabili” e “revisione della potenza” per gli impianti esistenti, chiarendo gli aspetti tecnici e operativi per le imprese del settore.
  • Razionalizzazione delle procedure: le procedure per gli impianti che interferiscono con vincoli paesaggistici o di tutela del patrimonio culturale saranno razionalizzate, semplificando le autorizzazioni per i progetti che, per la loro natura, potrebbero incontrare ostacoli legati alla tutela del territorio.
  • Ripristino dei siti: il decreto rivede anche i termini per l’obbligo di ripristino dei siti coivolti da parte degli esercenti, cercando di rendere più chiari i doveri dei responsabili degli impianti una volta conclusi i lavori.
  • Punto di contatto unico: un altro cambiamento importante riguarda l’introduzione di un punto di contatto unico a livello comunale, che semplifica la gestione degli interventi sul territorio, riducendo le difficoltà burocratiche per le amministrazioni locali e le aziende coinvolte.

La riforma mira a ridurre la burocrazia, un ostacolo storico per l’attuazione degli impianti di energia rinnovabile, creando le condizioni per un’effettiva accelerazione dei progetti. Ciò risponde a una doppia necessità: favorire l’incremento delle fonti di energia rinnovabile e, allo stesso tempo, garantire la sicurezza e la sostenibilità degli interventi.

Attuazione delle misure

Il decreto legislativo è ora in fase di esame da parte della Conferenza unificata per il parere delle Regioni e successivamente sarà sottoposto alla revisione del Consiglio di Stato e delle Commissioni parlamentari competenti. Le modifiche previste sono attese da tempo dagli operatori del settore, che potranno beneficiare di una normativa più chiara e snella per l’autorizzazione e realizzazione dei progetti.

Il Governo ha inoltre sottolineato che il rafforzamento della normativa e delle procedure non solo aiuterà a raggiungere gli obiettivi di sostenibilità e decarbonizzazione previsti dal PNRR, ma contribuirà anche a stimolare l’occupazione, la crescita economica e l’innovazione tecnologica, grazie agli investimenti nel settore delle rinnovabili.