Niente lavoro né credito per le PMI: allarme BCE

di Francesca Vinciarelli

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La BCE lancia l’allarme disoccupazione per l’Eurozona, che insieme alla crisi del credito rendono la situazione delle PMI nella UE critica e senza precedenti: servono riforme strutturali.

Il tasso di disoccupazione medio dell’Eurozona continua a crescere da oltre un anno, stabilendo drammatici record – con un trend destinato a protrarsi almeno fino a fine 2013 – mentre le aziende in crisi anche per la difficoltà che incontrano nel reperire fondi e finanziamenti vivono una sostanziale congestione degli investimenti, anche nel breve periodo.

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Questo, in estrema sintesi, il messaggio di allarme lanciato dalla BCE nell’ultimo bollettino mensile, nel quale si evidenziano i limiti delle riforme proposte a livello europeo.

E’ necessario – spiega la banca centrale – che tutti i governi intensifichino le riforme per la crescita (ad esempio aprendo i mercati dei beni e servizi) e del lavoro, modernizzando al contempo la Pubblica Amministrazione.

Soprattutto per i finanziamenti è indispensabile pensare a soluzioni strutturali, poiché le aziende non riescono ad ottenere la fiducia delle banche.

Secondo i dati della BCE, in questo contesto, i prestiti alle società non finanziarie a febbraio hanno mantenuto un tasso di riduzione dell’1,4%, mentre quelli alle famiglie si sono mantenuti in moderata espansione (+0,4%).

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Prestiti ancora difficili per le PMI, dunque, con condizioni di credito “restrittive“.

Inoltre, sempre per la BCE, al fine di colmare l’attuale gap di accesso al credito tra le nazioni del nord Europa e quelle che attualmente stanno vivendo un periodo di tensione, occorre procedere velocemente all’Unione bancaria ed ai meccanismi di vigilanza unico e di risoluzione unico.

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