Dal 20 ottobre, le PMI e i lavoratori autonomi che vogliono rafforzare la sicurezza informatica o portare gestionale e dati in cloud possono preparare la richiesta del Voucher MIMIT Cloud & Cybersecurity 2026: la piattaforma del Ministero delle Imprese e del Made in Italy apre la compilazione delle domande per il contributo a fondo perduto gestito da Invitalia.
L’agevolazione copre solo prodotti e servizi acquistati prezzo aziende accreditate: l’elenco fornitori abilitati è disponibile online, in area riservata del sito Invitalia. Dalle loro offerte dipende il piano di spesa da allegare alla richiesta.
In sintesi:
- PMI autonomi possono chiedere il voucher se alla data della domanda hanno un contratto di connettività da almeno 30 Mbps in download (art. 3 del decreto direttoriale 4 agosto 2026);
- prodotti e servizi vanno acquistati da soggetti presenti nell’elenco definito dal decreto direttoriale 29 luglio 2026, che non è più modificabile;
- i contributi a rimborso contano su una dotazione è di 150 milioni di euro del Fondo sviluppo e coesione 2014-2020, con una quota riservata a otto regioni del Mezzogiorno (art. 2 del decreto direttoriale 4 agosto 2026);
- ogni soggetto può presentare una sola domanda e le spese sostenute prima dell’invio non sono agevolabili (art. 4 e art. 5, comma 6, del decreto direttoriale 4 agosto 2026).
- Voucher MIMIT 2026: calendario e scadenza sportello
- Chi può chiedere il voucher cloud e cybersecurity
- Elenco fornitori voucher MIMIT: dove si consulta
- Servizi agevolabili: sicurezza informatica e cloud
- Importi del voucher e riserva per il Sud
- Calcolo voucher MIMIT 2026: esempi per piano di spesa
- Acquisto diretto o abbonamento: i vincoli
- Spese escluse dal voucher cloud e cybersecurity
- Domanda voucher MIMIT passo per passo
- Erogazione del contributo in una o due quote
Voucher MIMIT 2026: calendario e scadenza sportello
Lo sportello del voucher cloud e cybersecurity si apre in due tempi, compilazione e invio, sulla procedura informatica del MIMIT gestita da Invitalia, secondo il calendario fissato dall’art. 5 del decreto direttoriale 4 agosto 2026:
| Sportello voucher cloud e cybersecurity | Apertura e chiusura |
|---|---|
| compilazione della domanda | dalle ore 12.00 del 20 ottobre 2026 |
| presentazione della domanda | dalle ore 12.00 del 10 novembre 2026 |
| chiusura dello sportello | ore 12.00 del 20 gennaio 2027, salvo esaurimento anticipato delle risorse |
Le tre settimane di compilazione anticipata servono a caricare il modulo firmato e ottenere il codice senza il quale, all’apertura dell’invio, la domanda non si può presentare.
Chi può chiedere il voucher cloud e cybersecurity
Il voucher spetta alle PMI secondo la definizione della raccomandazione 2003/361/CE e ai lavoratori autonomi della legge 22 maggio 2017, n. 81, operanti in tutta Italia, che alla data della domanda dispongono di un contratto di connettività con velocità minima in download di 30 Mbps (art. 1 e art. 3 del decreto direttoriale 4 agosto 2026). Copia del contratto va allegata alla richiesta di erogazione (art. 7, comma 4).
Le imprese dichiarano inoltre di aver stipulato la polizza catastrofale obbligatoria prevista dall’art. 1, comma 101, della legge 30 dicembre 2023, n. 213, e il Ministero ripete il controllo sull’assicurazione al momento dell’erogazione. Anche i soggetti iscritti nell’elenco dei fornitori possono chiedere il voucher, a condizione di acquistare da fornitori diversi da sé stessi e comunque presenti nell’elenco.
Le posizioni particolari, come studi associati, consorzi, imprese agricole, società dello stesso gruppo o connessioni intestate a terzi, sono risolte dalle FAQ sul voucher cloud e cybersecurity pubblicate dal Ministero.
Elenco fornitori voucher MIMIT: dove si consulta
L’elenco fornitori del voucher cloud e cybersecurity è stato definito dal MIMIT tramite decreto 29 luglio 2026 e si consulta sulla piattaforma Invitalia raggiungibile dalla pagina della misura con accesso tramite SPID, CNS o CIE. La lista non è modificabile ed è valida solo per questa agevolazione. Le iscrizioni si sono chiuse alle ore 12.00 del 27 maggio 2026, dopo la proroga disposta dal decreto direttoriale 22 aprile 2026, n. 1011.
In elenco sono entrati i soggetti con servizi qualificati dall’Agenzia per la cybersicurezza nazionale almeno di livello QC1 e quelli in possesso delle certificazioni previste dall’Allegato 1 del decreto direttoriale 21 novembre 2025 per ciascuna categoria di servizi.
Per ogni fornitore la piattaforma riporta le categorie per cui è abilitato e i codici identificativi di prodotti e servizi. Quei codici vanno indicati nelle offerte allegate alla domanda, con le relative voci di costo (art. 5, comma 4, del decreto direttoriale 4 agosto 2026), e poi su ogni fattura.
Diversi operatori stanno rendendo pubblica l’abilitazione: il 5 ottobre lo ha comunicato ad esempio Fastweb + Vodafone, che propone soluzioni di cloud, sicurezza informatica e software con intelligenza artificiale. L’annuncio di un fornitore non sostituisce la verifica sulla piattaforma, che conferma anche il codice di ciascun prodotto da inserire nell’offerta.
Servizi agevolabili: sicurezza informatica e cloud
Il voucher finanzia soluzioni nuove e aggiuntive rispetto a quelle già in uso oppure più avanzate e sicure, in cinque categorie:
- hardware di cybersecurity, come firewall anche di nuova generazione, router e switch e dispositivi di prevenzione delle intrusioni;
- software di sicurezza per antivirus e antimalware, monitoraggio delle reti, crittografia dei dati, sistemi SIEM e gestione delle vulnerabilità;
- servizi cloud IaaS e PaaS, cioè infrastrutture e piattaforme in affitto come macchine virtuali, storage e backup, database e connettività protetta con VPN e protezione DDoS;
- servizi SaaS, cioè software in abbonamento via web, per contabilità, gestione del personale, ERP anche con funzioni di intelligenza artificiale integrate, CMS ed e-commerce, CRM con collaborazione e centralino virtuale, oltre ai sistemi per erogare formazione;
- servizi di configurazione e supporto entrov il 30% del piano di spesa e sempre legati a uno degli altri servizi.
I progetti di AI che non rientrano in queste categorie sono esclusi dal voucher e possono trovare copertura negli altri incentivi per l’intelligenza artificiale nelle PMI.
Importi del voucher e riserva per il Sud
Il contributo a fondo perduto copre il 50% delle spese ammissibili e non può superare i 20.000 euro, a fronte di piani di spesa non inferiori a 4.000 euro (art. 4, comma 6, del decreto direttoriale 4 agosto 2026). Il regime applicato è il de minimis del regolamento (UE) 2023/2831.
Sui 150 milioni complessivi, una quota di 71.065.813,34 euro è riservata ai piani di spesa realizzati in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. L’accesso alla riserva dipende dall’ubicazione dell’unità locale in cui il piano produce in via prevalente i propri effetti, dato da dichiarare in domanda. La riserva rispetta la chiave di riparto del Fondo sviluppo e coesione fissata dall’art. 1, comma 6, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, che destina l’80% delle risorse al Mezzogiorno.
| Voce | Valore |
|---|---|
| dotazione complessiva | 150 milioni di euro (FSC 2014-2020) |
| riserva per otto regioni del Sud | 71.065.813,34 euro |
| spesa minima ammissibile | 4.000 euro |
| intensità del contributo | 50% delle spese ammissibili |
| contributo massimo | 20.000 euro |
| quota massima per servizi accessori | 30% del piano di spesa |
La misura fa parte del pacchetto dei voucher TLC per cittadini e PMI finanziato con le risorse del Fondo sviluppo e coesione destinate alle telecomunicazioni.
Calcolo voucher MIMIT 2026: esempi per piano di spesa
Il calcolo del voucher si fa sul piano di spesa ammesso: il contributo è la metà della spesa finché non tocca il tetto, che si raggiunge con un piano da 40.000 euro. La tabella riporta il contributo per alcuni piani tipo:
| Piano di spesa ammesso | Contributo spettante |
|---|---|
| 4.000 euro (spesa minima) | 2.000 euro |
| 10.000 euro | 5.000 euro |
| 24.000 euro (abbonamento da 1.000 euro al mese per 24 mesi) | 12.000 euro |
| 40.000 euro | 20.000 euro, pari al tetto |
| 60.000 euro | 20.000 euro, con 40.000 euro a carico del beneficiario |
Sul piano da 40.000 euro i servizi di configurazione e supporto possono arrivare a 12.000 euro; il resto deve riguardare hardware, software o servizi cloud. Nell’abbonamento entrano nel piano solo i canoni dei primi 24 mesi: lo stesso canone da 1.000 euro su 36 mesi produce sempre 12.000 euro di contributo.
Il voucher si incassa dopo aver pagato le spese: con un piano da 40.000 euro il beneficiario anticipa l’importo pieno e recupera 20.000 euro in una o due quote, non prima di tre mesi dalla concessione.
Acquisto diretto o abbonamento: i vincoli
La modalità di acquisto indicata in domanda non si può cambiare in seguito, né da acquisto diretto ad abbonamento né al contrario (art. 8, comma 4, del decreto direttoriale 4 agosto 2026). Le due modalità possono convivere nello stesso piano, ciascuna con i propri termini.
Con l’acquisto diretto spese e pagamenti vanno completati entro 12 mesi dalla comunicazione del provvedimento di concessione, e le fatture di acconto sono ammesse se successive alla presentazione della domanda (art. 4, comma 4, lettera a).
L’abbonamento deve durare almeno 24 mesi, va sottoscritto dopo la domanda ed entro 30 giorni dalla comunicazione della concessione, e la sottoscrizione va comunicata entro 60 giorni dalla stessa data, pena la decadenza (art. 4, commi 4 e 5). Il recesso anticipato o il cambio di fornitore interrompono l’agevolazione dalla data dell’evento e fanno perdere il contributo residuo (art. 8, comma 2), salvo che il cambio derivi da operazioni societarie che coinvolgono il fornitore originario.
In entrambi i casi il piano deve partire dopo la presentazione della domanda: le spese sostenute prima non sono ammissibili.
Spese escluse dal voucher cloud e cybersecurity
L’art. 4, comma 3, del decreto direttoriale 4 agosto 2026 esclude dalle spese ammissibili:
- prodotti o servizi con prestazioni analoghe a quelli già in uso presso il beneficiario;
- l’aggiornamento di versione di un servizio già utilizzato, se non porta un miglioramento sostanziale come l’introduzione di funzioni di automazione o di intelligenza artificiale;
- l’estensione di una licenza già posseduta;
- l’aumento del numero di postazioni licenziate o di utenze.
Per questo la domanda contiene la dichiarazione sullo stato di partenza in termini di cloud e sicurezza, con l’indicazione delle soluzioni nuove o più avanzate scelte e del miglioramento che garantiscono (art. 5, commi 3 e 4).
Domanda voucher MIMIT passo per passo
La domanda richiede un lavoro preparatorio da chiudere prima dell’apertura dell’invio, perché senza il codice di predisposizione l’istanza non parte. La sequenza prevista dal decreto è la seguente:
- verificare il requisito di connettività sul contratto in essere e conservarne copia;
- chiedere ai fornitori abilitati offerte con le voci di costo e il codice identificativo di ogni prodotto o servizio, scegliendo fin da subito tra acquisto diretto e abbonamento;
- descrivere lo stato di partenza e il miglioramento garantito dalle nuove soluzioni, da allegare alla domanda;
- nella fase di compilazione accedere con SPID, CNS o CIE, indicare una PEC attiva e generare il modulo in PDF non modificabile;
- firmare il modulo con la firma digitale del legale rappresentante o del lavoratore autonomo, caricarlo e conservare il codice di predisposizione domanda;
- all’apertura dello sportello inviare la domanda con quel codice e scaricare l’attestazione con il codice unico di progetto (CUP), da riportare su ogni fattura del piano.
Il MIMIT conclude l’istruttoria entro 60 giorni dalla presentazione, verificando completezza dei documenti, requisiti, presenza dei fornitori in elenco e corrispondenza dei servizi (art. 6, comma 2, del decreto direttoriale 4 agosto 2026), e poi adotta il provvedimento di concessione.
Erogazione del contributo in una o due quote
Il voucher si eroga su richiesta del beneficiario a fronte delle spese sostenute, non prima di tre mesi dalla comunicazione della concessione (art. 7, comma 2, del decreto direttoriale 4 agosto 2026). La prima quota spetta dopo aver sostenuto almeno il 50% del piano ammesso, la seconda alla conclusione del piano; in alternativa si chiede tutto in un’unica soluzione a piano ultimato. La richiesta finale va trasmessa entro 30 giorni dal termine ultimo per completare il programma (art. 7, comma 3).
Le fatture devono riportare il CUP e il codice identificativo di ciascun prodotto o servizio agevolato (art. 7, comma 4). Prima di pagare, il Ministero acquisisce d’ufficio il DURC, verifica l’assenza di inadempimenti ai sensi dell’art. 48-bis del DPR 29 settembre 1973, n. 602 e controlla a campione la connettività dichiarata.