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Contributi a fondo perduto per imprese: via libera UE

di Redazione PMI.it

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Le sovvenzione statali a PMI e partite IVA che fatturano fino a 5 mln di euro sono conformi alle norme UE, al fisco sono arrivate oltre 1,2 mln di domande: motivazioni UE e dati Agenzia entrate.

I contributi a fondo perduto previsti dal Decreto Rilancio hanno il via libera UE sia per quanto  riguarda le imprese sia per quanto riguarda i professionisti. L’autorizzazione di Bruxelles era necessaria per assicurare la compatibilità con la normativa europea sugli aiuti di stato.

Intanto continuano ad arrivare le domande: in base agli ultimi dati diffusi dall’Agenzia delle Entrate sono già stati versati 890mila ordinativi di pagamento, per un importo complessivo di 2,9 miliardi di euro.

Si tratta della misura prevista dall’articolo 25 del Dl Rilancio (dl 34/2020) – che sta terminando il suo iter di conversione in legge (approvato dalla Camera, in Senato non ci attendono modifiche) – che prevede sovvenzioni dirette per 6,2 miliardi di euro, destinati a sostenere imprese e autonomi danneggiati economicamente dalle conseguenze della crisi Covid.

Questa norma, sottolinea Margrethe Vestager, vicepresidente esecutiva responsabile della politica di concorrenza:

permetterà di offrire un ulteriore sostegno alle piccole imprese e ai lavoratori autonomi, fornendo loro liquidità sufficiente per proseguire l’attività economica durante e dopo l’epidemia di Coronavirus.

Continueremo a collaborare strettamente con gli Stati membri per garantire che le misure di sostegno nazionali possano essere attuate in modo coordinato ed efficace, in linea con le norme UE.

=> Contributo a fondo perduto sul portale del Fisco

Compatibilità con aiuti di stato

La Commissione Europea ha constatato che il regime italiano è dunque compatibile con le condizioni stabilite nel quadro temporaneo sugli aiuti di stato per i seguenti motivi.

  • L’importo dell’aiuto per impresa non supera i 100mila euro per quanto riguarda il settore della produzione primaria di prodotti agricoli, i 120mila euro per la pesca e l’acquacoltura e gli 800mila euro per tutti gli altri settori, conformemente a quanto prevede il quadro temporaneo.
  • L’aiuto è concesso a microimprese e piccole imprese e, per quanto riguarda le imprese di maggiori dimensioni, soltanto a quelle che non si trovavano già in difficoltà al 31 dicembre 2019.
  • E’ limitato nel tempo: sarà concesso fino al 31 dicembre 2020.

Il fondo perduto

Il contributo a fondo perduto spetta alle imprese e alle attività professionali fino a 5 mln di fatturato nel 2019, appartenenti a tutti i settori economici, con l’unica eccezione dei servizi finanziari e delle pubbliche amministrazioni.  L’importo dei singoli aiuti è variabile, calcolato come percentuale della differenza tra il fatturato registrato dai beneficiari ammissibili nell’aprile 2020 e il fatturato registrato nell’aprile 2019 (con un minimo di 1.000 € per le persone fisiche e di 2.000 € per le imprese).

Obiettivo: attenuare i problemi di liquidità di imprese e lavoratori autonomi causati dalle ripercussioni dell’epidemia di Coronavirus, aiutandoli a proseguire l’attività. La misura dovrebbe sostenere 2,6 milioni di beneficiari, tra piccole imprese e lavoratori autonomi.

Erogazioni contributi

In base agli ultimi dati dell’Agenzia delle Entrate, dallo scorso 15 giugno (giorno di avvio delle domande) sui conti correnti di imprese, commercianti e artigiani sono stati accreditati 2,9 miliardi di euro, in esecuzione di 890mila ordinativi.

Le domande sono 1 milione 208mila 085. Quasi 343mila riguardano il “commercio all’ingrosso e al dettaglio e riparazione di autoveicoli e motocicli”, oltre 164mila i “servizi di alloggio e di ristorazione”, 162mila i “lavori di costruzione”, mentre superano quota 143mila le “attività manifatturiere”, 42mila le “agenzie di viaggio”, 40mila il “trasporto e magazzinaggio”, più di 35mila le “attività immobiliari.

Per quanto riguarda la suddivisione geografica, si registra omogeneità sul territorio nazionale. Sugli oltre 1,2 milioni di domande, 207mila 200 provengono dalla Lombardia, a cui seguono la Campania (110mila 577), il Veneto (106.442) e il Lazio (105mila 010). Fra le altre regioni spiccano Emilia Romagna (94mila 457), Toscana (89mila 704), Piemonte (83mila 496), Puglia (78mila 768), Sicilia (79.356).

Ricordiamo infine che le domande possono essere inviate fino al 13 agosto, utilizzando procedura telematica e moduli messi a disposizioni sull’area dedicata del portale del fisco.

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