Le pensioni ENPAF sono rivalutate dell’1,4% per il 2026 e l’aumento si applica all’intero assegno dei farmacisti, senza riduzioni per i trattamenti più elevati. I Ministeri del Lavoro e dell’Economia hanno dato il via libera a settembre: l’ente adegua le somme con il pagamento di ottobre e versa nello stesso mese gli arretrati maturati da gennaio. La delibera aggiorna anche i valori su cui l’ENPAF calcola le nuove pensioni liquidate nel 2026.
Per gli assegni INPS medio-alti la Legge di Bilancio 2027 potrebbe invece riproporre il taglio della rivalutazione, giudicato legittimo dalla Corte costituzionale.
In sintesi:
- la delibera ENPAF n. 5/2026 approvata dai ministeri competenti è pubblicata sulla G.U. n. 226/2026;
- l’1,4% corrisponde alla variazione definitiva del 2025 dell’indice FOI rilevato dall’Istat;
- su un mensile lordo di 1.000 euro l’aumento è di 14 euro e gli arretrati da gennaio a settembre sono 126 euro lordi;
- l’INPS riconosce l’1,4% pieno fino a quattro volte il trattamento minimo, pari a 2.413,60 euro lordi mensili, con percentuale ridotta oltre questa soglia (circolare INPS n. 153/2025).
Adeguamento pensioni ENPAF per tutti i farmacisti
L’aumento delle pensioni ENPAF scatta solo a ottobre perché la delibera di gennaio richeideva l’approvazione del Ministero del Lavoro di concerto con il Ministero dell’Economia. Fino al via libera comunicato nella Gazzetta Ufficiale del 29 settembre 2026, l’ente ha pagato gli assegni con gli importi del 2025. Con l’approvazione ufficiale, gli arretrati del 2026 coprono nove mesi.
Negli ultimi anni l’adeguamento era arrivato prima: nel 2023 l’8,1% e nel 2024 il 5,4% erano stati applicati dal mese di maggio.
L’adeguamento Istat segue l’indice FOI del 2025 nel dato definitivo e vale per tutti i pensionati senza limiti di reddito. Il presidente dell’ENPAF, Maurizio Pace, ha motivato la scelta dell’aumento uniforme con un «principio di equità» nella tutela del potere d’acquisto.
Arretrati pensioni ENPAF: aumenti da gennaio a settembre
Gli arretrati delle pensioni ENPAF valgono nove volte l’aumento mensile, uno per ciascuna rata pagata da gennaio a settembre con l’importo non rivalutato. La tabella riporta aumento mensile e arretrati lordi per alcuni importi di pensione:
| Pensione lorda mensile | Aumento mensile e arretrati gennaio-settembre |
|---|---|
| 500 euro | 7 euro al mese, 63 euro di arretrati |
| 750 euro | 10,50 euro al mese, 94,50 euro di arretrati |
| 1.000 euro | 14 euro al mese, 126 euro di arretrati |
| 1.500 euro | 21 euro al mese, 189 euro di arretrati |
| 2.000 euro | 28 euro al mese, 252 euro di arretrati |
| 3.000 euro | 42 euro al mese, 378 euro di arretrati |
Gli importi in tabella sono lordi: l’ENPAF, che rilascia ai pensionati la Certificazione Unica, applica la ritenuta IRPEF sull’aumento e sugli arretrati. Il dettaglio delle somme compare nel cedolino consultabile in ENPAF Online, l’area riservata dell’ente accessibile con SPID o CIE.
Il calcolo IRPEF stima l’imposta annua con aumento e arretrati compresi nel reddito da pensione. Per chi ha iniziato a percepire la pensione nel corso del 2026 gli arretrati si limitano alle rate incassate prima di ottobre.
Pensioni farmacisti e INPS: regole a confronto
Le pensioni dei farmacisti e quelle INPS crescono nel 2026 dello stesso 1,4%; l’INPS però applica l’indice pieno solo entro 2.413,60 euro lordi al mese e riduce la percentuale sulle quote di assegno superiori. Fino a quella soglia l’aumento delle pensioni 2026 è identico: su 2.000 euro lordi vale 28 euro al mese in entrambi i sistemi.
Sulla parte compresa tra quattro e cinque volte il trattamento minimo l’INPS riconosce l’1,26% e oltre 3.017 euro l’1,05%, secondo il meccanismo a scaglioni (art. 1, comma 478, Legge n. 160/2019) richiamato dalla circolare INPS n. 153/2025. Su un assegno di 3.000 euro l’ENPAF aggiunge 42 euro al mese e l’INPS 41,18 euro; a 4.000 euro lo scarto sale a 4,29 euro mensili.
Per l’INPS l’1,4% applicato da gennaio è provvisorio e soggetto a conguaglio con il decreto di novembre, mentre l’ENPAF ha deliberato direttamente sul dato definitivo dell’indice FOI.
Nuove pensioni ENPAF 2026: requisiti e importi aggiornati
Le pensioni ENPAF liquidate nel 2026 si calcolano sugli importi rivalutati dell’1,4%. L’ENPAF adotta un sistema a prestazione definita: il Regolamento fissa la misura della pensione in rapporto alla contribuzione versata a quota intera e ne aggiorna periodicamente il valore con l’indice Istat.
Le regole di accesso alla pensione ENPAF di vecchiaia richiedono 68 anni e 9 mesi di età, 30 anni di iscrizione e contribuzione effettiva all’ente e 20 anni di attività professionale. Il requisito anagrafico sale a 69 anni dal 1° gennaio 2027, in base all’incremento della speranza di vita accertato dall’Istat.