Data center Italia: l’AI apre la filiera a energia e industria

di Anna Fabi

22 Settembre 2026 11:07

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Gli investimenti superano 25 miliardi e la domanda AI coinvolge utility, cooling, elettrificazione e costruzioni: le opportunità per i fornitori italiani.

La crescita dell’intelligenza artificiale sta trasformando i data center in Italia e nel resto del mondo in una nuova filiera industriale che coinvolge energia, elettrificazione, raffreddamento, costruzioni e componentistica. Nel mercato entrano utility e gruppi manifatturieri accanto agli operatori cloud, mentre disponibilità di potenza elettrica e capacità produttiva dei fornitori condizionano tempi e localizzazione dei nuovi investimenti.

In sintesi:

  • Gartner, nell’aggiornamento del 27 luglio 2026, stima per i Data Center Systems una spesa mondiale di 822 miliardi di dollari nel 2026, in aumento del 62,5% sul 2025;
  • McKinsey, nell’analisi del 27 marzo 2026, valuta in circa 7.000 miliardi di dollari gli investimenti globali necessari nella filiera dei data center entro il 2030;
  • il MIMIT ha dichiarato strategici sette programmi italiani per data center con investimenti complessivi superiori a 25 miliardi di euro;
  • i dati Econnextion di Terna al 31 agosto 2026 indicano 553 richieste di connessione per nuovi data center, pari a 101,36 GW di potenza richiesta.

L’AI trasforma i data center in filiera industriale

L’aumento dei carichi di intelligenza artificiale sta trasformando i data center in sistemi integrati di calcolo, alimentazione elettrica e gestione termica. Nell’ultima previsione disponibile, Gartner porta a 822 miliardi di dollari la spesa mondiale 2026 per Data Center Systems, rispetto ai 506 miliardi stimati per il 2025.

La scala degli investimenti va oltre server e GPU. McKinsey stima in circa 7.000 miliardi di dollari il capitale necessario entro il 2030 per ampliare la capacità mondiale dei data center e valuta che circa il 70% della domanda di capacità a fine decennio sarà riconducibile a workload AI. Il fabbisogno comprende chip e apparati IT, edifici, sistemi elettrici, generazione, distribuzione dell’energia e raffreddamento.

L’architettura cambia insieme ai carichi. I cluster di acceleratori AI concentrano più potenza in ogni rack e aumentano la quantità di calore da dissipare; per molte configurazioni ad alta densità il liquid cooling entra nella progettazione di base, mentre sistemi elettrici e di controllo devono assorbire variazioni molto rapide della domanda. Per i fornitori industriali significa progettare componenti e sottosistemi insieme agli operatori tecnologici e ridurre i tempi di sviluppo.

Data center in Italia, 25 miliardi in progetti strategici

In Italia il MIMIT ha già riconosciuto come strategici sette programmi di investimento nei data center per oltre 25 miliardi di euro. L’elenco comprende Amazon, Vantage, EdgeConneX, Equinix, Techbau, K2 Strategic Infrastructure Italy ed Energy Vault, con progetti concentrati soprattutto in Lombardia e Piemonte e una nuova iniziativa nel Sulcis.

Gli ultimi due programmi hanno aggiunto circa 6,8 miliardi. K2 prevede un campus hyperscale fino a circa 400 MW nell’area metropolitana di Milano, con un investimento stimato in 5,3 miliardi di euro; Digital Vault Sulcis prevede invece un Data Center Edge AI fino a 30 MW integrato con produzione e accumulo di energia rinnovabile, per circa 1,49 miliardi. I dati sono stati pubblicati dal MIMIT il 4 agosto 2026.

La crescita si inserisce nella strategia italiana per attrarre investimenti nei data center, che punta sulla posizione geografica, sui collegamenti internazionali e sulla capacità di rafforzare infrastrutture digitali ed energetiche. Per il sistema produttivo l’effetto non si limita quindi ai servizi cloud: i nuovi campus generano domanda lungo la catena di costruzione e gestione degli impianti.

Rete elettrica, primo filtro per nuovi progetti

La disponibilità di connessione alla rete è diventata uno dei principali vincoli allo sviluppo dei data center italiani. Al 31 agosto 2026 il portale Econnextion di Terna registrava 553 istanze per una potenza complessiva richiesta di 101,36 GW, contro circa 30 GW a fine 2024 e 69,05 GW a fine 2025.

La crescita delle richieste non equivale alla costruzione di altrettanti impianti. Una parte delle iniziative si trova nelle fasi preliminari e la distanza tra potenza domandata e progetti effettivamente realizzati resta ampia. Il dato segnala comunque quanto accesso all’energia e capacità della rete condizionino ormai la localizzazione degli investimenti. Terna mette a disposizione le richieste di connessione nella sezione Econnextion del proprio Portale Dati.

La conseguenza industriale è diretta: utility e operatori energetici possono entrare nella filiera attraverso fornitura elettrica, generazione dedicata, accumuli, microgrid e recupero del calore. Il data center diventa così un punto d’incontro tra infrastruttura digitale e infrastruttura energetica, con esigenze di pianificazione sempre più coordinate.

Utility e manifattura nel mercato data center AI

Le mosse recenti di gruppi energetici e industriali mostrano che la filiera dei data center AI si sta estendendo oltre i tradizionali operatori tecnologici. Eni, Prysmian e fornitori specializzati nel thermal management stanno investendo direttamente in capacità, componenti e tecnologie richieste dai nuovi campus.

Eni ha scelto Ferrera Erbognone, in provincia di Pavia, per il progetto sviluppato con Khazna Data Centers: un AI Data Center Campus da 500 MW inserito in una partnership che prevede fino a 1 GW di capacità IT complessiva in Italia. Il modello integra disponibilità del sito, connessione elettrica, generazione e capacità di supercalcolo, trasformando un asset energetico esistente in base per nuova infrastruttura digitale.

Nell’elettrificazione, Prysmian ha sottoscritto ad agosto un accordo per acquisire Atkore, operazione da circa 3,8 miliardi di dollari di enterprise value che amplia l’offerta del gruppo nelle infrastrutture elettriche per data center e applicazioni AI. ABB ha a sua volta annunciato l’acquisizione della francese Advantics, specializzata nella conversione di potenza in corrente continua per data center, microreti e generazione.

Nel raffreddamento, Vertiv ha completato l’acquisizione della friulana ThermoKey, specializzata in tecnologie di scambio termico e dissipazione. L’operazione mostra come il thermal management sia diventato un segmento industriale centrale per i data center ad alta densità, insieme a pompe, scambiatori, circuiti a liquido, sensori e sistemi di controllo.

Anche operatori già presenti nell’infrastruttura digitale italiana stanno adattando i propri campus ai nuovi workload. L’Hyper Cloud Data Center di Aruba a Roma è stato progettato per espandere capacità e potenza disponibili per cloud e AI, mentre l’infrastruttura di Ponte San Pietro ospita già workload di inferenza privata ad alta densità.

Opportunità per fornitori italiani nella filiera dei data center

La crescita dei campus AI genera domanda in segmenti industriali nei quali operano anche fornitori italiani di medie dimensioni. Il vantaggio potenziale riguarda soprattutto aziende capaci di entrare nelle specifiche di progetto, certificare affidabilità e sostenere tempi di consegna più brevi rispetto ai tradizionali cicli delle infrastrutture industriali.

Area della filiera Domanda generata dai data center AI
elettrificazione cavi, trasformatori, switchgear, sistemi in corrente continua, UPS, quadri e componenti per distribuzione ad alta densità.
raffreddamento liquid cooling, scambiatori, pompe, tubazioni, sistemi di controllo, heat rejection e recupero del calore.
costruzioni progettazione, prefabbricazione, strutture modulari, impiantistica, commissioning e riqualificazione di siti industriali.
meccanica e lavorazione dei metalli rack, chassis, carpenteria, involucri, componenti per sistemi HVAC e apparecchiature di raffreddamento.
energia generazione, rinnovabili, accumuli, PPA, microgrid, connessioni alla rete e sistemi per continuità e qualità dell’alimentazione.
servizi manutenzione, monitoraggio, sicurezza fisica, cybersecurity, gestione energetica e assistenza agli impianti ad alta densità.

Per entrare stabilmente in questa catena di fornitura non basta intercettare l’aumento degli ordini. I nuovi data center richiedono componenti progettati insieme ai sistemi elettrici e termici, tempi di qualifica più rapidi e capacità di integrazione. McKinsey rileva che trasformatori, switchgear e apparati di raffreddamento sono già tra i componenti con i tempi di consegna più critici, creando spazio per nuovi fornitori capaci di aumentare produzione e capacità ingegneristica.

La stessa dinamica rafforza il legame fra investimenti infrastrutturali e capacità di calcolo disponibile in Italia. Per le imprese della filiera industriale, la crescita dell’AI può quindi tradursi in domanda di prodotti, impianti e servizi ben oltre il settore informatico, purché l’offerta riesca ad allinearsi alle specifiche dei nuovi campus e ai loro cicli di investimento.