L’AI è stata progettata per soddisfare immediatamente le richieste dell’utente per cui agisce secondo il metodo E-E-A-T, associando Experience (Esperienza), Expertise (Competenza), Authoritativeness (Autorevolezza) e Trustworthiness (Affidabilità).
In base a questo principio, l’algoritmo di Google seleziona oggi prima di tutto i siti che offrono risposte dirette, che dimostrano un’esperienza concreta sul campo e vantano una solida reputazione. Per fare un esempio, nelle ricerche legate ai viaggi l’AI Oerview suggerisce social, siti locali, blog di nicchia e guide d’autore: tutte fonti che non compaiono nella prima pagina di Google.
Pertanto, oggi i competitor non sono più quelli che si posizionano nella top 10 n SERP ma quelli selezionati dall’AI per comporre la risposta finale. Lo dimostrano i numeri: secondo un report di SeoZoom di maggio 2026 dedicato al turismo, emerge che oltre la metà delle fonti citate in AI overview deriva da domini esterni alla prima pagina organica.
La visibilità non dipende più dal ranking
Il report evidenzia come l’AI intervenga quando l’utente è ancora in fase di esplorazione e le query sono generiche. Google offre suggerimenti quando l’utente è alla ricerca di spunti. Nel caso d’esempio (viaggi e turismo): periodi, destinazioni, piatti tipici, luoghi caratteristici da visitare.
Al contrario, il ruolo dell’AI si riduce drasticamente quando l’utente è vicino alla prenotazione cioè alla conversione. Sempre in base allo stesso report, le ricerche più vicine alla transazione restano meno esposte all’AI: una ricerca come “Hotel”, ad esempio, attiva le overview solo nell’1,8% dei casi. Questo significa che quando la query è più commerciale e vicino alla transazione, Google lascia spazio ad una ricerca più tradizionale.
AI, la longa manus di chi esplora il Web
Quando l’utente digita una query generica come ad esempio “cosa vedere” nel caso del turismo, ecco che l’AI mostra guide di città, portali specifici, contenuti visuali, blog, testimonianze reali. In poche parole, non conta più la dimensione del dominio ma la capacità di fornire la risposta più precisa e pertinente.
Insomma, a vincere è la specializzazione e non il volume: ecco allora che sono fortemente privilegiati contenuti specializzati, verticali, ricchi di dettagli su luoghi, esperienze e attività specifiche.
Come entrare in AI Overview con i Social Media
I social network e le community online rappresentano una quota rilevante delle citazioni nei riassunti di Google, arrivando a coprire circa il 9% delle fonti usate da AI Overview. Google indicizza attivamente discussioni e pareri reali per dare risposte basate sull’esperienza autentica degli utenti.
Perché i Social sono cruciali per l’AI? Perché offrono:
- segnali di autorevolezza (E-E-A-T), visto che l’intelligenza artificiale premia i brand di cui si parla in rete;
- contenuti conversazionali, perchè i social e i forum usano un linguaggio naturale e perfetto per essere estratto e rielaborato dai sistemi RAG (Retrieval-Augmented Generation);
- consensus di mercato, dato che un prodotto o un servizio raccoglie menzioni positive su più piattaforme, dunque l’AI lo riconosce come risposta affidabile.
Strategia social per la GEO (Generative Engine Optimization)
Per posizionare il brand nell’era della ricerca generativa, le strade da seguire sono tre:
- presidiare community e forum di settore partecipando alle discussioni per stimolare menzioni spontanee ed organiche del tuo brand;
- incentivare recensioni e storie reali chiedendo ai clienti di condividere esperienze verificabili sui principali canali social;
- creare contenuti indicizzabili assicurandosi che tutti i post che pubblichi siano ricchi di valore informativo e siano facilmente scansionabili dai motori di ricerca.
_____
di Laura Caracciolo, Social media manager, AU di Emera