Silver Economy, in Italia anziani più ricchi ma anche più fragili

di Barbara Weisz

10 Luglio 2026 08:01

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In vent'anni la fragilità percepita degli over 65 è raddoppiata, dal 18,3% al 36,6%, mentre redditi e patrimoni degli anziani crescono e il welfare pubblico arretra

L’Italia è il paese più longevo dell’Unione europea, e il rapporto Censis «Invecchiare nell’Italia della longevità. Come costruire un Paese a misura di anziani» rovescia un luogo comune: i suoi over 65 sono la generazione economicamente più solida di sempre, con redditi familiari cresciuti del 20,4% reale in vent’anni mentre quelli medi delle famiglie arretravano. È però anche la fascia più fragile mai rilevata dall’istituto, e da questa distanza tra ricchezza accumulata e bisogno di assistenza dipendono le scelte di previdenza e welfare dei prossimi anni.

La fragilità raddoppia in vent’anni

In vent’anni la piena autosufficienza tra gli over 65 è scesa dal 78,8% al 62%, 16,8 punti percentuali persi in una sola generazione. La quota di chi, pur autonomo, chiede comunque aiuto nel quotidiano è raddoppiata dal 18,3% al 36,6%: il 31,7% ne ha bisogno di tanto in tanto, il 4,9% incontra parecchie difficoltà nelle attività ordinarie e l’1,4% si dichiara totalmente non autosufficiente.

Sul fronte pubblico, il riparto del Fondo per le non autosufficienze fino al 2027 muove risorse verso assistenza domiciliare e caregiver, un argine che il rapporto giudica comunque insufficiente rispetto a una platea di fragilità in crescita.

Quando gli italiani si sentono anziani

Per gli attuali over 65 la vecchiaia comincia in media a 76,7 anni, ben oltre la soglia anagrafica dei 65. Le risposte si distribuiscono su un ampio ventaglio di età:

Età indicata come inizio della vecchiaia Quota degli over 65
65 anni 5,7%
70 anni 16,6%
75 anni 24,5%
80 anni 28,7%
85 anni 14,5%
Nessuna età precisa 9,5%
Non indica un’età 10,0%

Al di là dell’età, per il 69,4% è la perdita di autosufficienza a segnare l’ingresso nella vecchiaia, davanti alla morte di amici e coetanei (24,9%) e del coniuge (22,3%); pensionamento (8%) e nascita dei nipoti (4,2%) contano ormai poco.

Anziani più ricchi delle generazioni precedenti

La ricchezza netta media delle famiglie guidate da un over 65 tocca i 303.397 euro, sopra la media nazionale, ed è cresciuta del 40,6% reale in vent’anni mentre quella dell’insieme delle famiglie si fermava al 5,2%. È il fenomeno per cui la ricchezza italiana si concentra nelle famiglie degli over 65. Cresce in parallelo la presenza al lavoro: gli occupati tra 65 e 89 anni sono saliti da 343.000 nel 2005 a 866.000 nel 2025. Il 36,4% dei longevi sostiene economicamente figli e nipoti, a conferma di una fascia tutt’altro che a carico.

Il conto della longevità scaricato sulle famiglie

Quando serve assistenza, il 52,7% degli anziani conta sui figli e il 49,6% su coniugi e conviventi, mentre le reti pubbliche coprono una quota minima: solo l’1,9% può appoggiarsi a infermieri o assistenti domiciliari delle strutture pubbliche. Il 6,7% ricorre a badanti pagate di tasca propria e il 7,8% non ha nessuno su cui contare.

La solitudine amplifica il rischio: vive solo il 29,5% degli over 65, quota che sale al 37% oltre i 75 anni e a una persona su due dopo gli 85.

Con famiglie più piccole e proiezioni che portano gli anziani a 18,9 milioni, il 34,6% della popolazione entro il 2050, il modello che delega tutto ai parenti mostra la corda. Il rapporto vede la longevità un costo progressivamente privatizzato, che spinge verso strumenti di copertura individuale come la pensione integrativa con garanzia long term care.