È stato pubblicato il decreto che adotta il Piano con il riparto del Fondo per le non autosufficienze per il triennio 2025-2027, per un totale di quasi 3 miliardi di euro. Le risorse, destinate a servizi di assistenza domiciliare e vita indipendente, sono state assegnate alle Regioni, che le tradurranno in misure e sostegni per anziani e caregiver familiari.
Il Piano nazionale per le non autosufficienze
Il DPCM pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 12 giugno 2026 costituisce l’atto di programmazione nazionale e pluriennale delle risorse del Fondo per le non autosufficienze, istituito dalla legge 296/2006, e definisce lo sviluppo degli interventi per il graduale raggiungimento degli obiettivi di servizio delle prestazioni sociali sull’intero territorio nazionale.
Sulla base degli indirizzi del Piano, ogni Regione adotta un proprio Piano regionale per la non autosufficienza, con interventi a valere sulle risorse trasferite. Il Piano finanzia dunque i servizi destinati alle persone, a differenza dei sussidi economici diretti come la Prestazione Universale che integra il reddito di chi assiste un anziano non autosufficiente.
Misure per disabilità e anziani non autosufficienti
Il Piano dà attuazione per la prima volta alle due riforme, quella sulla disabilità e quella sull’assistenza agli anziani, e introduce una programmazione distinta per le due platee, con il confine tracciato intorno ai settant’anni.
Il Fondo per le non autosufficienze continua però a finanziare entrambe le politiche, con un’allocazione demandata alle Regioni. Sul versante della disabilità, le risorse si coordinano con il Fondo unico per l’inclusione delle persone con disabilità, mentre la parte dedicata agli anziani sarà sostituita dal Piano specifico per la fragilità e la non autosufficienza nella popolazione anziana, una volta completato il suo iter.
I criteri di riparto alle Regioni
La quota indistinta è ripartita tra le Regioni secondo tre parametri. L’80% delle risorse è attribuito in base alla popolazione residente di età pari o superiore a settantacinque anni; il 10% in ragione dei titolari di indennità di accompagnamento; il restante 10% in ragione dei soggetti in possesso di certificazione di invalidità civile ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 104/1992. La logica del riparto lega quindi le risorse al peso effettivo della popolazione anziana e della disabilità grave su ciascun territorio.
La ripartizione del Fondo 2025-2027
La dotazione complessiva si articola su base annuale in misura crescente lungo il triennio.
| Annualità | Risorse del Fondo |
|---|---|
| 2025 | 982,3 milioni di euro |
| 2026 | 934,6 milioni di euro |
| 2027 | 1.108,5 milioni di euro |
Una parte delle somme ha una destinazione vincolata, identica per ciascuna annualità del triennio, mentre la quota restante è ripartita come quota indistinta tra le Regioni.
| Finalità | Risorse |
|---|---|
| Progetti per la vita indipendente | 14,64 milioni per ciascuna annualità |
| Interventi per anziani non autosufficienti per l’attuazione dei LEPS | 250 milioni |
| Assunzioni di personale con professionalità sociale per i Punti unici di accesso | 50 milioni per ciascuna annualità |
| Quota indistinta alle Regioni | 605,1 milioni nel 2025, 619,9 milioni nel 2026, 793,8 milioni nel 2027 |
I 250 milioni destinati ai LEPS per gli anziani non autosufficienti sono attribuiti per il 70% in base alla popolazione residente di età pari o superiore a settant’anni e per il 30% in base ai soggetti della stessa fascia titolari di indennità di accompagnamento.