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RC Auto, Antitrust e IVASS indagano su bonus malus e comparatori

di Anna Fabi

19 Giugno 2026 13:48

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Antitrust e IVASS aprono un'indagine sul settore da 13,5 miliardi di premi, nel mirino bonus malus, risarcimento diretto, scatola nera e comparatori di prezzo

L’Antitrust e l’IVASS hanno avviato un’indagine conoscitiva sulle criticità concorrenziali del settore RC Auto, l’assicurazione obbligatoria che vale circa 13,5 miliardi di euro di premi raccolti nel 2025. L’analisi, condotta nell’ambito del protocollo d’intesa tra le due istituzioni, punta a individuare gli ostacoli alla concorrenza a danno dei consumatori e gli interventi per superarli, dai meccanismi di attribuzione del rischio fino ai comparatori di prezzo.

In sintesi

  • AGCM e IVASS hanno avviato il 18 giugno 2026 l’indagine conoscitiva IC60 sulle criticità concorrenziali del settore RC Auto;
  • il mercato è obbligatorio per tutti i veicoli e vale circa 13,5 miliardi di euro di premi raccolti nel 2025;
  • l’analisi riguarda bonus malus e classi di merito, risarcimento diretto, scatola nera e comparatori di prezzo come Preventivass;
  • le polizze delle flotte aziendali a libro matricola sono escluse dal preventivatore pubblico Preventivass, che quota solo i veicoli a uso privato;
  • è aperta una consultazione pubblica e i contributi vanno inviati all’AGCM entro il 31 luglio 2026.

Cosa esamina l’indagine AGCM-IVASS sull’RC Auto

Il settore è stato oggetto nel tempo di numerosi interventi di legislatore e regolatore, spesso sollecitati dalle segnalazioni dell’Antitrust, ma secondo le due autorità alcune criticità sembrano persistere. La nuova indagine si muove su quattro fronti che incidono sul prezzo della polizza e sulla possibilità di cambiare compagnia.

L’Autorità e l’IVASS intendono verificare se l’attuale assetto del settore freni lo sviluppo della concorrenza, concentrandosi su:

  • i sistemi di attribuzione del rischio, come il bonus malus e le classi di merito;
  • la procedura di risarcimento diretto, cioè l’indennizzo da parte della propria compagnia;
  • i dispositivi di monitoraggio della guida, a partire dalla scatola nera;
  • gli strumenti di comparazione dei prezzi, compreso il preventivatore pubblico Preventivass.

Bonus malus e risarcimento diretto sotto esame

Il primo nodo riguarda il modo in cui le compagnie attribuiscono il rischio e quindi calcolano il premio. I meccanismi del bonus malus e delle classi di merito e il funzionamento del risarcimento diretto sono al centro della verifica, perché incidono sul costo della copertura e sull’efficienza complessiva del sistema. L’indagine valuterà se questi meccanismi operino in modo da favorire o da frenare la concorrenza tra gli operatori.

Scatola nera e comparatori, gli ostacoli alla mobilità

Il secondo nodo è la libertà del consumatore di cambiare compagnia. I dispositivi di monitoraggio degli stili di guida, come la scatola nera, finiscono sotto la lente per capire se ostacolino la mobilità di chi vorrebbe spostarsi verso un’offerta più conveniente. L’Autorità analizzerà anche come la complessità delle offerte commerciali e la prassi degli sconti influiscano sull’efficacia dei comparatori di prezzo, tra cui il preventivatore pubblico Preventivass, pensato proprio per rendere confrontabili le tariffe.

Cosa può cambiare per imprese e automobilisti

L’esito dell’indagine può tradursi in segnalazioni e proposte di intervento normativo, in un comparto dove i rincari delle polizze RC Auto pesano sui bilanci di famiglie e imprese. Ogni inefficienza del mercato, dai criteri di tariffazione alla scarsa confrontabilità delle offerte, si scarica sul premio finale e quindi sui costi di chi deve assicurare uno o più veicoli.

Flotte aziendali fuori dal preventivatore pubblico

Le polizze delle flotte aziendali, stipulate a libro matricola, sono escluse dal preventivatore pubblico Preventivass, lo strumento di comparazione che l’indagine pone al centro. Lo stesso preventivatore quota solo autovetture, motocicli e ciclomotori a uso privato, lasciando fuori anche i veicoli a uso commerciale come autocarri e furgoni. Per le imprese, quindi, la leva di trasparenza su cui ragionano Antitrust e IVASS oggi non è accessibile.

Nella polizza a libro matricola un unico contratto copre tutti i mezzi con la stessa scadenza e il premio si costruisce di norma sulla sinistrosità complessiva del parco veicoli, più che sul bonus malus del singolo mezzo. Il prezzo nasce da una trattativa diretta con la compagnia o tramite broker, con margini di confronto meno immediati rispetto al mercato dei privati. Per chi gestisce un parco auto è una ragione concreta per intervenire nella consultazione e chiedere che l’analisi della concorrenza guardi anche al segmento business, non solo alle polizze individuali.

Come partecipare alla consultazione pubblica

Insieme all’indagine, l’Antitrust ha aperto una consultazione pubblica rivolta a tutti i soggetti interessati per raccogliere dati e osservazioni sui temi in esame. I contributi possono essere inviati all’indirizzo di posta elettronica indicato dall’Autorità entro il 31 luglio 2026, facendo riferimento al provvedimento di avvio dell’indagine. È l’occasione, per imprese, associazioni di categoria e consumatori, di portare elementi concreti all’attenzione delle due autorità prima delle conclusioni.