Le polizze RC auto sono destinate a diventare più care dal 2026. Tra le misure contenute nell’emendamento omnibus del Governo alla Manovra 2026 c’è infatti un intervento fiscale che incide direttamente sui costi accessori delle assicurazioni, con un effetto che ricadrà sugli automobilisti già alle prese con rincari diffusi negli ultimi anni.
La novità riguarda l’aumento dell’aliquota applicata alle garanzie accessorie collegate alla RC auto, in particolare infortunio del conducente e assistenza stradale. Per queste coperture l’imposta salirà dal 2,5% al 12,5%, con un balzo di dieci punti percentuali. L’aumento scatterà per tutti i contratti stipulati o rinnovati dal 1° gennaio 2026 e consentirà allo Stato un maggior gettito stimato in circa 115 milioni di euro.
RC auto già più cara: l’escalation degli ultimi anni
L’intervento arriva in una fase in cui il costo delle assicurazioni auto è già cresciuto in modo sensibile. Secondo i dati richiamati dal Codacons, dal 2022 ad oggi il premio medio RC auto è aumentato del 17,5%, passando da circa 353 euro a oltre 415 euro annui. L’inasprimento fiscale sulle garanzie accessorie rischia quindi di sommarsi a una dinamica di prezzi già in tensione, soprattutto per chi sottoscrive pacchetti assicurativi completi.
In Manovra non solo assicurazioni, rincara il gasolio
Per gli automobilisti il conto della Manovra 2026 non si ferma alle polizze. Dal prossimo anno è previsto anche un aumento delle accise sul gasolio, pari a 4,05 centesimi al litro. In termini pratici, l’incremento si traduce in circa 2,50 euro in più per ogni pieno, con un aggravio stimato intorno ai 60 euro annui per chi utilizza l’auto con regolarità.
Multe stradali: bloccati gli aumenti del 2026
C’è però almeno una notizia che va in direzione opposta. Gli aumenti automatici delle multe stradali, inizialmente ipotizzati, non scatteranno nel 2026. Il meccanismo di adeguamento è stato infatti bloccato dal decreto Milleproroghe, evitando un ulteriore aggravio per gli automobilisti.
Nel complesso, la Manovra 2026 ridisegna il perimetro dei costi legati all’auto puntando su misure fiscali mirate, che rafforzano il gettito pubblico ma rischiano di incidere in modo concreto sulla spesa delle famiglie.