IRPEF 2026: l’impatto dei giorni lavorati sulle detrazioni

Risposta di Barbara Weisz

10 Febbraio 2026 10:11

Giuseppe chiede:

Sappiamo che il calcolo dell’IRPEF parte dai famosi scaglioni (23%, 33%; 43%) da applicare al reddito; per i lavoratori dipendenti con una RAL non troppo alta, si può però dire che lo scaglione reale è più basso in quanto vanno detratte le detrazioni da lavoro dipendente. Ma è vero che queste sono rapportate ai giorni lavorati? Quindi, se due lavoratori dipendenti con contratto rispettivamente di 6 mesi e di 9 mesi hanno “guadagnato” una stessa RAL di 20.000 euro, il lavoratore che è stato assunto per più tempo pagherà meno imposte e quindi avrà un netto più elevato?

La sua osservazione è corretta e tocca uno dei punti meno intuitivi del sistema fiscale italiano. Il calcolo dell’imposta netta non dipende solo dalla RAL ma è influenzato direttamente dalla durata del rapporto di lavoro poiché le detrazioni spettanti sono rapportate ai giorni lavorati nell’anno solare.

Il riferimento normativo principale è l’articolo 13 del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi) che disciplina le detrazioni per lavoro dipendente.

Il meccanismo della detrazione proporzionale

Le detrazioni per lavoro dipendente non sono fisse ma rappresentano un importo annuale teorico che va riproporzionato. Pari a 1.955 euro per un reddito fino a 15mila euro, richiedono un calcolo più complesso per stipendi più alti per poi essere rapportate ai giorni lavorati.

La quota di abbattimento dell’imposta lorda varia dunque in base a due fattori:

  • la fascia di reddito complessivo che determina la detrazione base (ad esempio 1.955 euro per redditi fino a 15.000 euro);
  • il numero di giorni dell’anno solare in cui è stato attivo il contratto di lavoro (su un massimo di 365 giorni).

Esempio pratico: 6 mesi contro 9 mesi

Nella circolare dell’Agenzia delle Entrate 15/2007 ci sono esempi di calcolo che rispondono al suo quesito. Prendiamo pure il suo esempio di due lavoratori con una RAL di 20.000 euro; per questa fascia di reddito l’aliquota IRPEF 2026 è del 23% ma l’imposta netta finale sarà diversa a causa del calcolo dei giorni.

La procedura segue questa logica:

  1. calcolo detrazione annuale per un reddito di 20.000 euro (pari a circa 2.642 euro per l’intero anno);
  2. divisione importo per 365 per ottenere la quota giornaliera di detrazione;
  3. moltiplicazione per i giorni lavorati effettivamente (circa 180 giorni per 6 mesi e 270 giorni per 9 mesi).

Di conseguenza il lavoratore assunto per 9 mesi beneficerà di una quota maggiore della detrazione totale rispetto al collega assunto per soli 6 mesi. A parità di reddito imponibile lordo l’imposta netta trattenuta sarà inferiore per chi ha lavorato più a lungo e questo si traduce in uno stipendio netto complessivo più elevato.

Va inoltre considerato che nel 2026 è operativo il meccanismo di ulteriore detrazione (ex bonus cuneo fiscale) per redditi fino a 40.000 euro. Anche questo beneficio segue la logica della proporzionalità rispetto ai giorni lavorati ma con un sistema di decalage che protegge la stabilità del netto per le fasce medie.

Per un quadro aggiornato sulle aliquote vigenti può consultare il nostro simulatore IRPEF 2026. Per il calcolo della busta paga a partire dal lordo, invece, può usare il calcolatore dello stipendio netto, disponibile sempre su PMI.it.

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